martedì 9 gennaio 2018

È caduta la neve nel deserto del Sahara



Siamo abituati a pensare che il deserto del Sahara sia per sua natura uno di luoghi più aridi e caldi della terra. Ed è così, almeno in via generale. Anche se tutti sanno che la notte, nel deserto, la temperatura può scendere anche sotto lo zero.

Ci dicono tutti i giorni, i giornali non mancano mai di pubblicare qualche linea al riguardo, che a causa del riscaladamento globale la temperatura media del pianeta si sta alzando irrimediabilmente con delle conseguenze nefaste per la vita sulla terra.

Ma quello che vediamo tutti i giorni, quello che sperimentiamo in prima persona, sono piuttosto delle fasi più o meno acute di estremizzazione del clima. Cioè, le estati sono sempre più calde con punte di caldo estremo e gli inverni sempre più freddi (vedi la recente tempesta artica che ha colpito il nord est degli Stati Uniti).

E come si può vedere dalla foto qui sopra, anche la neve che cade sulle dune di sabbia del Sahara algerino da almeno tre inverni a questa parte, non fa la differenza. Anche sulla cima del Teide, sull'isola di Tenerife, è cadua la neve in questi giorni di freddo intenso. Ma anche questo è normale, in questa stagione.

Non che in Africa non si sia abituati alla neve, anzi. Sul Kilimangiaro e sulla catena montagnosa dell’atlante tra Marocco e Algeria la neve cade da sempre, data l’altezza delle sue cime. Tuttavia, vedere una coltre di 40 centimetri di neve che ricopre le dune di sabbia del Sahara fa un certo effetto su chiunque.

Quindi, il clima sta cambiando ovunque, non vi è alcun dubbio. Quando non si tratta di estati troppo calde o inverni particolarmente freddi, sono gli uragani e le piogge torrenziali a causare danni enormi in tutto il mondo. Ma è tutto questo causato dal riscaldamento globale a sua volta causato dalle emissioni di co2 nell’atmosfera generate dalle attività umane? Forse si o forse no, dato che basta andare un po’ indietro nella storia per rendesi conto che il clima è cambiato molte volte nel corso dei millenni.

Naturalmente, fino a due secoli fa non esistevano le centraline meteo che rilevassero temperatura e umidità, e inoltre, dato che la vita media di un essere umano è di 70/80 anni la memoria dell’inconscio collettivo non ricorda cambiamenti climatici epocali. Ma fossili e resti archeologici stanno li a ricordarci che, nel corso dei millenni, si sono prodotte circostanze per le quali il clima del pianeta ha subito degli stravolgimenti. E questi cambiamenti non sono stati causati direttamente dalle attività umane.

Fonte: El País

9 gennaio 2018

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

È caduta la neve nel deserto del Sahara
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...