lunedì 4 dicembre 2017

La Catalogna e il futuro della Spagna


Avete in programma una vacanza in Spagna, magari a Barcellona, e siete preoccupati per la situazione in Catalogna? State pensando di trasferirvi a vivere in Spagna e vi preoccupano le notizie che arrivano da Barcellona? Certo, la situazione non è facile, ma tutto sommato è molto probabile che non accada nulla di grave nei prossimi mesi.

Dopo tutto, a nessuno conviene, tanto in Spagna come in Europa e nel resto del mondo, che possa accadere qualcosa che vada a compromettere la ripresa economica degli ultimi anni e a complicare la convivenza civile, tanto in Spagna come in Europa.

Ma allora, perché tutto questo fumo e soprattutto quali sono le vere intenzioni dei catalani? La Catalogna cerca l’indipendenza da sempre. Da quando la Corona d’Aragona fu sottomessa dal re Carlo, alcuni secoli fa. La scelta di questo momento è semplicemente dovuta ad una serie di situazioni, come il fatto che il governo spagnolo si rifiutó nel 2010 di rinnovare lo Statuto (accordo che garantiva una certa indipendenza economica e fiscale alla Catalogna) e che la Catalogna, una delle regioni più ricche della Spagna, si dichiara stanca di contribuire fiscalmente al bilancio statale senza ricevere in cambio quanto meriterebbe (sembra lo stesso discorso leghista, vero?).

Nel frattempo il governo spagnolo ha usato il pugno di ferro, applicando l’articolo 155 della Costituzione spagnola che autorizza lo scoglimento del governo locale e la convocazione di nuove elezioni.

Ma quali sono le intenzioni della Catalogna per il futuro? Ebbene, un articolo pubblicato da El País ci aiuta a chiarirle. Il modello economico che la Catalogna prevede per il futuro è quello della Residenza Digitale applicato dall’Estonia. Di seguito un estratto dell’articolo:

“Dani Marco, direttore del SmartCatalonia, un organismo ufficiale che dipende dalla Generalitat e lavora per la svolta digitale in Catalogna, ha viaggiato più volte in Estonia per incontrare alcuni esperti nel paese baltico per capire come la Catalogna potrebbe beneficiarsi implementando alcune delle scelte applicate dal piccolo paese di 1,3 milioni di abitanti. Per il direttore di SmartCatalonia, gli estoni "hanno iniziato da zero, con tutte le possibilità che gli si offrivano per costruire un modello di sviluppo economico."

Il progetto più ambizioso dell’Estonia è la piattaforma per la residenza elettronica, e-residency, che dal 2014 ha attirato più di 20.000 uomini d'affari da 143 paesi, con finlandia, russia, ucraina e inghilterra in testa. Solo 336 imprenditori provenienti dalla Spagna hanno aderito al programma.

Il numero più elevato di registrazioni dal Regno Unito è arrivato dopo il Brexit. Mantenere la residenza economico-finanziaria in Europa è particolarmente importante per un imprenditore che intende operare sul mercato della UE. Ed è per questo che la Generalitat (governo catalano) si è interessata a questo programma, perché è un sistema che non ha frontiere per operare.

Tuttavia, per essere una nazione totalmente decentralizzata, l'Estonia intende lanciare anche la sua propria criptodivisa, la 'estcoins'. Un'idea che interessa anche i dirigenti catalani, tra i quali si incontra il maggior numero di uomini d'affari e imprenditori che lavorano con monete virtuali di tutta la Spagna. All'inizio di ottobre Barcellona ha ospitato Becon, una conferenza che riuniva i principali esperti nella tecnologia blockchain a livello mondiale. L'evento è stato sostenuto dalla Generalitat e dal Municipio di Barcellona.

Infatti, i circoli di esperti di blockchain in Catalogna hanno chiesto l’aiuto di Vitalik Buterin, fondatore di Ethereum, una tecnologia che si basa nel blockchain e comprende la creazione di contratti intelligenti, per aiutarli a creare la propria criptodivisa.

Questo giovane canadese di origini russe, ha consigliato loro di creare un ICO (Inicial Coin Offering) per la piattaforma di residenza virtuale, con una offerta iniziale di moneta che corrisponderebbe ad un finanziamento di un progetto di business per il programma di residenza virtuale. In una ICO si può finanziare la nascita di una nuova criptovaluta, come il Bitcoin, all'interno dell'ecosistema e-Residency, qualcosa che aiuterebbe a creare una comunità economica assolutamente indipendente e fuori dal controllo di una banca centrale.

L'Estonia si è trasformata nella nazione più tecnologica d’Europa grazie ad un programma di firma digitale avanzata che facilita la burocrazia online per pagare le tasse, votare, ottenere una ricetta e registrare documenti. Tutto senza la necessità di andare in un ufficio. Una scelta che ha permesso loro di promuovere il loro progresso tecnologico oltre i confini nazionali con il programma di residenza elettronica.”

Quindi, forse i catalani e gli estoni sono pazzi, o forse hanno saputo prevedere, e adeguarsi, ai cambiamenti che tutti dovremo affrontare nel futuro prossimo. Chissá... solo il tempo ci dirá chi aveva ragione. Per ora vi è solo una certezza, in Europa il futuro passa per Estonia e Catalogna, gli altri stanno a guardare.

Fonte: El País

4 diciembre 2017

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