venerdì 5 giugno 2015

Mangiare insetti sarà normale per tutti in futuro



L’idea di mangiare insetti vi risulta sgradevole? Sicuramente questo dipende dal fatto che siete nati in un paese occidentale, dato che per almeno 2 miliardi di persone gli insetti sono parte integrante della dieta quotidiana. 

E se ci informiamo attentamente, scopriamo che anche senza saperlo, ci sono alcuni tipi d’insetto che possono essere associati alla nostra dieta abituale. Infatti, la FDA (Food and Drug Administration) nordamericana, afferma che diversi alimenti classici della nostra dieta contengono tracce d’insetti: come le verdure o il luppolo utilizzato per produrre la birra.

Anche le Nazioni Unite sono dell’idea che introdurre progressivamente gli insetti nella nostra alimentazione è una buona idea per affrontare la realtà. Infatti, si ricorda che nel 2050 saremo 9 miliardi di abitanti sulla terra, e allora sarà necessario raddoppiare la produzione alimentare. 

Mangiare insetti è attualmente normale in molti paesi dell’Asia, dell’Africa e del Sud America. In particolare si afferma che due dei paesi nei quali si consumano più insetti procapite sono il Congo, in Africa e il Messico in Nord America.

Gli insetti possono trasformarsi nell’alimento perfetto


Secondo il dossier presentato recentemente da Eva Muller della FAO, gli insetti sono un alimento adeguato all’alimentazione umana, tanto dal punto di vita nutrizionale (sono un’ottima fonte d’energia, proteine, fibra e minerali) quanto dal punto di vista della sostenibilità nella produzione, dato che possono essere allevati in massa anche in zone del mondo molto povere essendo la loro produzione molto semplice.

Una delle ragioni per le quali si prevede che gli insetti penetreranno decisamente nell’alimentazione occidentale è data dal fatto che il loro allevamento richiede una quantità minore di alimenti per generare il prodotto finale commestibile. Infatti, la statistica ci ricorda che si necessita di 8 kg di cibo per fare ingrassare una vacca di 1 kg, mentre che bastano solo 1,7 kg di cibo per produrre 1 kg di carne totalmente commestibile dagli insetti, come nel caso del grillo di cui si utilizza l’80% del corpo.

Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, gli insetti si impongono in modo assoluto anche a questo proposito, dato che per esempio, rispetto ai 6 mg di ferro contenuti in 100 grammi di carne di manzo, l’equivalente quantità di carne di alcune specie d’insetto ne contengono fino a 20 mg.

Anche l’impatto ambientale è notevolmente inferiore nel caso degli allevamenti d’insetti, dato che questi ultimi generano una quantità molto minore di gas a effetto serra, oltre al fatto che si necessita di superfici molto più ridotte per il loro allevamento.

Il mondo si sta velocemente organizzando per inserire gli insetti nel menù


Sono già diverse le aziende che negli Stati Uniti e in Europa si occupano dell’allevamento degli insetti, alcune di queste forniscono insetti agli allevamenti di animali, ma la maggioranza produce insetti destinati al consumo umano. Alcune di queste aziende sono: Kreca, Grub, Tiny Farms, BigCricket Farms. Addirittura vi sono anche già catene di fast food specializzate in piatti a base d’insetti, com’è il caso di DonBuguito

Naturalmente, vi sono anche dei detrattori di questo mercato i quali affermano che per ottenere insetti di buona qualità è necessario disporre di allevamenti sicuri, e altamente tecnologici oltre a fornire una alimentazione di qualità. I ricercatori dell’Università della California, Mark Lundy e Michael Parrella, sostengono che analizzando la conversione proteica tra il pollo ed il grillo comune, hanno scoperto che solo con un alimentazione di alta qualità e molto costosa è possibile ottenere un prodotto di buona qualità.

5 giugno 2015

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Oleh

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