martedì 19 maggio 2015

Trovare lavoro nelle isole Canarie: I consigli da non seguire



In questi ultimi tempi si stanno moltiplicando all’infinito i “saggi” della rete che dispensano consigli agli sprovveduti fomentando sogni irrealizzabili quando non addirittura vendendo guide inutili che servono solo a chi le scrive per fare cassa. Mi riferisco ad un articolo pubblicato recentemente in un sito di quelli tra i più seguiti da chi sogna di cambiare vita e che leggo regolarmente stimandolo, e proprio per questo mi sorprende la pubblicazione di questo materiale. 

Il titolo dell’articolo era il classico: Consigli per trovare lavoro alle Canarie.

Ora, visto che alle Canarie noi ci viviamo dal 2006 e quindi, forse questa realtà la conosciamo abbastanza bene, ma poi basta conoscere un poco di spagnolo e leggere di tanto in tanto un quotidiano locale per capire che qui non c’è molta “trippa per gatti”. Ma comunque veniamo all’articolo in causa. Non mi soffermo a riprendere tutti i 10 punti dello stesso, tra i quali vi sono alcuni consigli scontati che non dovrebbero neppure essere inseriti, nel senso che se queste cose non si capiscono da soli allora è meglio non pensare neppure di partire perché si fallirà sicuramente indipendentemente dal luogo in cui ci si trasferisce a vivere.

Il primo di questi consigli è: se volete trovare lavoro alle Canarie è meglio che vi rechiate direttamente in loco. Ma va… davvero?

Il secondo era: l’isola migliore dalla quale partire a cercare lavoro è Gran Canaria, la più quotata, anche secondo le statistiche (quali?). Visto che noi, oltre ad averci passato un anno su questa isola cercando inutilmente lavoro, abbiamo anche considerato le “statistiche”, quelle della INEM appunto, secondo le quali essendo Gran Canaria insieme a Tenerife una delle isole più popolate qui si concentra anche il tasso più alto di disoccupati, disoccupazione generale del 30% appunto. 

Invece, le isole più spopolate come Fuerteventura offrono più opportunità dato che, come tutti i canari sanno benissimo, sono isole dove nessuno (di loro) vuole vivere, così che la forza lavoro è quasi tutta di provenienza esterna. Quando c’è la crisi i disoccupati tornano a casa loro e quando l’economia torna a girare si tornano a presentare delle opportunità perché il territorio è pressoché spopolato, o almeno offre di più rispetto a Gran Canaria e Tenerife. Meglio le isole minori quindi, lasciate perdere Gran Canaria.

Il terzo consiglio mi fa schiattare dalle risate: il modo migliore di trovare lavoro è quello di distribuire fisicamente il vostro CV (Curriculum Vitae). Certo, e poi attendere che vi chiamino (nel frattempo morite di fame). Se non conoscete nessuno non entrate da nessuna parte alle Canarie, proprio come in Italia, lasciate perdere il CV. Ho conosciuto personalmente centinaia di persone che hanno distribuito CV a destra e a manca (io stesso nel 2007). Ma il lavoro è arrivato solo quando qualcuno ci ha segnalato, raccomandato o presentato fisicamente. Questo non significa che non si possa trovare lavoro anche attraverso la vecchia e obsoleta paginetta piena di banali formalità, soprattutto quando l’economia va bene, ma oggi come oggi non funziona più, soprattutto alle Canarie. Provare per credere. 

A questo punto seguono una serie di numeri a caso, del tipo: stipendio medio alle Canarie di 1000 euro (è il massimo che potete aspettarvi) io facendo turni di notte in albergo 4 stelle guadagnavo 1100 euro al mese x 12 mensilità (la mensilità comprende da queste parti anche 13 esima e 14 esima). Qui lo stipendio minimo di legge è di 648 euro.  Costo medio bollette varie 80 euro…, noi non conosciamo nessuno che paghi meno di 120-150 euro al mese tutto compreso, se si considerano i costi di acqua, luce, telefono (con adsl) e condominio (si paga ovunque a meno di risiedere in villetta singola. 

Infine, si parla di NIE (Numero de Identificación Extranjeros), e si dice che non è così immediato da ottenersi. Sbagliato. Il NIE ai cittadini comunitari viene dato immediatamente, o almeno in un paio di giorni. Il problema è che il NIE che vi daranno è a scadenza su carta bianca e vi servirà solo per effettuare alcune operazioni del tipo: aprire conto corrente, acquistare casa, auto, etc. Per ottenere la residenza definitiva (NIE senza scadenza/permesso residenza) dovrete avere i seguenti requisiti: 1. pensione superiore ai 700 euro mensili, 2. offerta di lavoro a tempo indeterminato, oppure 3. un capitale minimo da versare su di un conto corrente locale. Dovrete anche dimostrare di avere un assicurazione medica che vi copra nel frattempo che ottenete la copertura previdenziale pubblica.

Non mi dedico, perché non ho tempo, a commentare le altre banalità dei punti rimanenti, ma mi sembrava doveroso commentare almeno quelli nei quali abbiamo esperienza diretta supportata da quasi dieci anni di residenza nelle isole. Agli autori del menzionato articolo mi verrebbe da dire che prima di scrivere di realtà a loro sconosciute farebbero meglio ad informarsi, anche online. Le fonti sono molte, è non è necessario vivere sul posto per ottenere informazioni.

Capisco che la crescente tendenza degli italiani a cercare nuovi lidi in cui emigrare (fuggire) genera materiale per un mercato, sfruttato dai tanti consulenti improvvisati o meno, fatto di guide in formato ebook, siti di varia natura, consulenze in loco o in Italia e quant’altro. Ma approfittare della disperazione di alcuni vendendo false illusioni è francamente vergognoso. 

19 maggio 2015

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Oleh

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