mercoledì 15 aprile 2015

Cuba, Andy Garcia, Sean Penn e la stampa di parte



Mi ero proposto di non segnalare più notizie del genere dal momento che non serve a nulla e anzi, potrebbe anche essere controproducente, ma davanti a porcherie di questo genere non si può fare finta di niente.

In questi giorni su tutti, o quasi, i quotidiani spagnoli (forse anche gli italiani, ma non ho avuto tempo di verificare) è apparsa la foto di Andy Garcia con annessa intervista e opinione "di parte" ampiamente strombazzata ai quattro venti in merito all’apertura di Obama verso Cuba.

Per chi non lo sapesse, il famoso attore cubano naturalizzato statunitense ha abbandonato Cuba subito dopo la rivoluzione con i suoi genitori con destinazione Miami. I suoi genitori avevano una fabbrica di profumi a l’Avana e ovviamente, sono caduti vittima delle espropriazioni da parte del nuovo Governo rivoluzionario. 

Naturalmente, l’attore è molto critico con Obama e il suo atteggiamento morbido. Egli appartiene alla piccola (ormai) schiera degli irriducibili oppositori cubani esiliati a Miami che continuano a pretendere di mantenere l’embargo sull’isola soprattutto, credo io, per un desiderio di vendetta piuttosto che nella speranza che produca un cambio di regime sull’isola.

Così è avvenuto che in nome della libertà di stampa, della necessità d’informare e per garantire la pluralità dell’informazione, l’intervista a Andy Garcia è stata pubblicata su ogni testata da destra a sinistra passando per il centro, tutte le più importanti di Spagna. E questo andrebbe bene se non fosse che …

Se non fosse che nello stesso periodo un altro attore statunitense non meno importante di Garcia, anzi, forse… ma questa è solo un opinione personale, ha fatto delle dichiarazioni diametralmente opposte

L’attore in questione è Sean Penn


Sean Penn, che conosce bene la realtà cubana dato che visita l’isola da molti anni, ha dichiarato che l’embargo commerciale su Cuba è un strategia fallimentare e arcaica, serve solo a danneggiare i più deboli e  ha sottolineato inoltrele cose positive che ha ottenuto il tanto disprezzato Governo rivoluzionario.

Penn ricorda a tutto il mondo che dal 1959, quando i rivoluzionari hanno preso il potere, a Cuba l’analfabetismo è sceso dal 47% a zero, si è implementato uno dei migliori sistemi sanitari pubblici di tutta l’area e conclude affermando che la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti non solo produrrebbe cambiamenti positivi per l’isola ma permetterebbe anche a Cuba di contribuire ad arricchire culturalmente gli stessi Stati Uniti. 

Ora, il punto è che l’opinione di Andy Garcia è stata ripresa da tutti i media spagnoli (e forse anche di altri paesi) mentre quella di Sean Penn io non l’ho letta su nessun giornale. Voi sì?

15 aprile 2015

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Oleh

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