lunedì 5 gennaio 2015

Trasferirsi alle Canarie a pochi anni dalla pensione



Secondo le ultime statistiche sono tanti gli italiani che negli ultimi mesi si sono trasferiti alle Canarie. Naturalmente, dato che qui c’è pochissimo lavoro per chi cerca un impiego da dipendente, la maggior parte di questi sono pensionati o persone che hanno deciso di mettersi alla prova avviando o rilevando una attività in proprio.

Ma tra le due categorie ve ne è una terza che sta rapidamente guadagnando posizione: quella di chi è a due passi dalla pensione ed ha deciso di trasferirsi a vivere alle Canarie perché qui il costo della vita è decisamente più basso e con i due soldi che ha da parte può permettersi di vivere dignitosamente mentre attende che passino gli ultimi anni che lo separano dal tanto agognato assegno dell’INPS.

Alcuni di questi appartengono alla categoria dei cosiddetti “esodati”, quelli cioè che dovevano già essere in pensione ma a causa delle varie riforme e controriforme dei vari governi che si sono succeduti, hanno perso la possibilità di andare in pensione subito e, trovandosi senza una occupazione in un paese dove il costo della vita è piuttosto altino, hanno deciso di passare i mesi che li separano dalla pensione al caldo, a spendere meno e rigenerandosi fisicamente.

Gli altri invece, sono ex imprenditori ai quali le cose non sono andate molto bene o che semplicemente hanno deciso di avere dato abbastanza, e che hanno venduto (o chiuso) l’attività e dopo essere approdati nelle isole hanno deciso magari di avviare una attività fittizia solo per iscriversi alla previdenza locale e pagare i pochi anni di contributi previdenziali che gli servono per ottenere la pensione italiana.

Proprio la seconda categoria mi sembra particolarmente interessante. Infatti, credo che siano diversi coloro che in Italia, dopo tanti anni di lavoro in proprio, hanno messo da parte qualcosa e si trovano ora a pochi anni dalla pensione ma con una attività in pieno declino che allo stato attuale delle cose non promette di riprendersi né ora e tanto meno nel prossimo futuro. 

Questi possono benissimo vendere tutto, o semplicemente cessare l’attività, e se devono solo pagare tra i 5 ei 10 ani di contributi, sappiano che con 260 euro al mese (quota minima di previdenza in Spagna) e 600 euro al mese di rendita (o frutto dei risparmi accantonati negli anni), possono benissimo vivere più che decentemente nel frattempo che arriva la tanto agognata pensione. Quindi, quando si faranno inviare la pensione alle Canarie grazie all’accordo sulla doppia imposizione la riceveranno lorda. E qui una pensione media non viene tassata quando è l’unica fonte di reddito.

Pensateci se state lottando per sopravvivere mantenendo una attività che non ha più futuro, magari se avete da parte i risparmi sufficienti o se liquidando l’attività potete incassare quanto basta a garantirvi di pagare 600+260 euro al mese fino alla data in cui avrete diritto di ricevere la vostra pensione, allora potreste anche decidere di trasferirvi a vivere nelle isole Canarie.

Ma se decidete di trasferirvi alle Canarie prima impegnatevi ad imparare un poco di spagnolo, per favore. Ormai capita tutti i giorni, da queste parti, di imbattersi in italiani che arrogantemente pretendono di essere compresi da tutti senza neppure parlare almeno due parole d’inglese. Proprio la settimana scorsa incontravo un italiano pensionato che uscendo dall’ufficio postale si lamentava con la moglie che l’impiegato non aveva capito un ca..o di quello che gli aveva detto. Aveva parlato in italiano ovviamente, e si sa, l’italiano è una delle lingue più diffuse al mondo…

5 gennaio 2015

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Oleh

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