venerdì 9 gennaio 2015

Cambiamento climatico, riscaldamento globale e loro effetti



Non sono tra quelli che si schierano apertamente da un a parte o dall’altra, quindi non credo neppure che le cose possano essere o buone o cattive, che vi siano terribili cospirazioni in atto e che tutto sia colpa del demonio (per i credenti) o degli “illuminati” per tutti gli altri.

Credo invece che buona parte di tutto ciò che ci succede lo abbiamo in qualche modo contribuito a causare anche noi, chi più chi meno, insieme al lavoro fatto direttamente o indirettamente anche dai nostri predecessori. O anche solo con la nostra indifferenza.

Detto questo, anche il cambio climatico in atto e il cosiddetto “surriscaldamento globale” non fanno eccezione. Tralascio le due fazioni estreme: chi crede che stiamo andando verso autodistruzione certa e chi invece è convinto che tanto il cambiamento climatico come il riscaldamento globale siano delle clamorose bufale, che sono entrambi le fazioni (come sempre) topolini che seguono rigorosamente i loro rispettivi pifferai magici.

Tuttavia, che qualcosa di importante sia effettivamente in atto non è un mistero per nessuno. Basta vedere cosa accade ovunque. Qui nelle isole Canarie il clima è lentamente cambiato e ogni stagione riserva sempre delle nuove sorprese. Alla fine di novembre infatti, una sorta di uragano si è abbattuto sulle isole e ha fatto parecchi danni, i venti hanno raggiunto i 130 kmh e a Fuerteventura, l’isola dove teoricamente non dovrebbe piovere quasi mai, ha piovuto quasi incessantemente per una settimana.

Intendiamoci, in inverno piove sempre di tanto in tanto, anche a Fuerteventura, ma così tanta acqua tutta insieme e per tanti giorni consecutivi, beh… per molti è stata una novità. Parlando infatti con una persona anziana che è nata sull’isola, apprendo che non gli era mai capitato di vedere piovere per una settimana di continuo negli ultimi 70 anni.

D’altra parte, a Cuba, la terra di mia moglie, quest’anno è la prima volta che non si è verificato un solo episodio temporalesco. Tradotto: nella terra degli uragani per antonomasia, neppure uno. Invece, in queste settimane che dovrebbero essere particolarmente calde, mia cognata mi fa sapere che c’è un freddo incredibile e che lei e mia suocera sono chiuse in casa con la bronchite.

Non serve che vi ricordi, lo fanno già i giornali, che il resto del mondo sperimenta eventi inusuali ad ogni latitudine. Basti pensare ai vari metri di neve e ghiaccio che hanno coperto di recente la costa est degli USA, la tempesta di grandine con chicchi delle dimensioni di una mano che ha martoriato la città di Brisbane in Australia, il tifone che ha investito le Filippine e infine, che dire delle inondazioni che hanno investito l’Italia da nord a sud.

Il punto consiste però nel cercare di capire, oggettivamente, da cosa dipendono tutti questi eventi. Ovviamente, la maggioranza crede che siamo noi umani con le nostre attività a causare l’impatto maggiore sull’ambiente. Ma è proprio così?

Avrete però notato anche voi, come me, che negli ultimi tempi è tutto un susseguirsi di affermazioni e negazioni, come ad esempio: i ghiacci dell’Antartide si stanno sciogliendo, e poi incontriamo un altro studio che invece afferma che questi stessi ghiacci si stanno espandendo… Il 2014 è stato l’anno più caldo di sempre pubblicano i giornali, ma ovunque noi sperimentiamo sulla nostra pelle le temperature più fredde. 

Così è stato in Italia, dove ha piovuto per tutta l’estate, e alle Canarie, dove anche se non ha piovuto tutta l’estate ha fatto però freddo, l’acqua dell’oceano era più fredda del solito e ora dopo due settimane di pioggia e vento, registriamo delle temperature medie di 14 gradi di notte e 18 di giorno. Quindi più freddo rispetto al solito.

Certo, è anche vero che quando si parla di temperature medie a livello globale non ci si riferisce alla temperatura percepita soggettivamente, a livello locale e in un determinato momento. Tuttavia, vorrei fare presente che la nostra vita dura al massimo cento anni (quando va molto bene), e che proprio per questo siamo portati a credere che ciò che non accade nell’arco di una vita sia improbabile.

Purtroppo, o per fortuna, la terra e l’universo si muovono all’interno di cicli fatti di migliaia, milioni e miliardi di anni. E non sarebbe la prima volta che una catastrofe immane provocata da: eruzioni vulcaniche imponenti, terremoti devastanti, caduta di meteoriti o il semplice spostamento dell’asse di rotazione e dei poli geomagnetici, causino cambiamenti epocali sulla terra, e senza l’apporto delle attività umane.

Per quanto mi riguarda, piuttosto che credere ciecamente alle conclusioni pubblicate dalla stampa, in fatto di cambiamento climatico preferisco ascoltare tutte le campane e quindi cerco di unire tutti i fili per trarre le mie conclusioni personali dopo avere sentito tutte le versioni. Così facendo, spesso ho raggiunto delle conclusioni personali diverse dalle opinioni della massa, magari sbagliandomi, ma preferisco sempre credere a ciò che mi convince profondamente.

Vedete, è un poco come per la questione petrolio. In questo momento preciso, il prezzo del petrolio sta scendendo paurosamente perché la produzione è aumentata incessantemente da parte della OPEC. Alcuni affermano che ciò significhi che c’è abbondanza di oro nero e che siamo ben lungi dall’esaurimento delle risorse energetiche di origine fossile. Ma se così fosse, perché allora tutto il mondo è alla disperata ricerca di nuovi giacimenti? Perché le trivelle sono in azione nel mare qui vicino a Fuerteventura, entreranno in azione, forse, nel mediterraneo vicino alle Baleari e la Russia è pronta a perforare l’artico? E gli USA che attraverso il fracking stanno mettendo a rischio il loro territorio?

Risposta: il prezzo del petrolio cala e continuerà a calare semplicemente perché gli USA hanno costretto gli alleati della OPEC (soprattutto l’Arabia Saudita) a vendere il petrolio sotto costo per fare cadere le economie di: Russia, Venezuela, Iran e Ecuador, tutti produttori di petrolio i quali hanno delle difficoltà enormi quando il prezzo del barile scende sotto i 100 dollari. Ma chi non conosce questo piccolo dettaglio (che i giornaletti di sistema in occidente evitando accuratamente di sottolineare), non riuscirà ad unire tutti i puntini e trarre una conclusione abbastanza obiettiva. 

Insomma, forse il cambiamento climatico e il riscaldamento globale sono realmente in atto, e sempre forse, buona parte della colpa è anche delle attività umane. Ma di nuovo, “forse”, è in atto invece uno di quei cambiamenti epocali che avvengono ciclicamente dopo migliaia o milioni di anni (vedi per esempio la voce: glaciazione) e che noi umani non possiamo certo contrastare. 

E poi, anche se fosse vero che le nostre attività contribuiscono al riscaldamento globale, cosa dovremmo fare? Ridurre le emissioni? Ma se siamo arrivati a questo punto per colpa di un occidente dedicato interamente al consumo esagerato delle risorse e di prodotti inutili, e fatto di un miliardo di persone, ora c’è un universo fatto di tre miliardi di cinesi e indiani insieme che rapidamente vogliono avere accesso ai beni di consumo andandosi ad aggiungere al primo miliardo di consumatori-inquinatori: chi glielo dice a cinesi e indiani che 4 miliardi di persone non possono vivere secondo il tenore di vita occidentale?

In una parola, l’umanità del futuro sopravvivrà solo con “meno”. Quando “meno” si applica a tutto. Meno, soldi, lavoro, cibo, vestiti, petrolio, automobili, case, viaggi, gadgets e prodotti inutili, cene al ristorante… etc (ma anche meno parassiti tanto nel pubblico che nel privato). Che ci piaccia o meno sarà così, e chi non lo ha ancora capito o non lo vuole accettare… se ne farà una ragione…

9 gennaio 2015

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Oleh

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