lunedì 15 dicembre 2014

Podemos: Il nuovo che avanza in Spagna?


Pablo Iglesias foto Flickr CC Ciberfrancis
Anche se non siete interessati alla politica internazionale forse vi sarà capitato di sentire che in Spagna in questi giorni si sta verificando una sorta di “terremoto politico”, l’avanzata inesorabile del movimento Podemos (Possiamo). Per ora si tratta solo di dati che provengono dai sondaggi, ma in ogni caso tutti sono d’accordo sul fatto che alle prossime elezioni si romperà definitivamente il sistema politico basato sul bipartitismo e la vecchia (e stupida) dicotomia destra-sinistra.

Infatti, la giovane formazione guidata dal professore universitario della Complutense di Madrid, Pablo Iglesias, in meno di un anno è riuscita a compattarsi, fare una campagna politica al risparmio tutta fondata sul passaparola e la rete (vi ricorda qualcuno?) e le contribuzioni libere dei sostenitori.

E tutto questo sembra decisamente avere avuto successo, dato che tutti i sondaggi istituzionali attribuiscono alla formazione di Podemos una percentuale compresa tra il 26 ed il 33%, che ne farebbe la seconda se non addirittura la prima formazione politica nel caso si andasse a votare oggi stesso.

La ricetta di Podemos è sotto alcuni aspetti simile a quella del M5S in Italia, per il resto invece, si ispira ad alcuni dei governi di sinistra che guidano attualmente l’America Latina.

E non era del tutto imprevedibile che questo movimento potesse guadagnare così rapidamente tanti consensi, dato che nelle ultime settimane in Spagna sembra di vivere una sorta di “mani pulite” in salsa iberica, dato che non passa giorno che si annuncino arresti eccellenti di funzionari di partito, presidenti di autonomie locali, di grandi banche ed anche sindacalisti, che improvvisamente sono stati colti con le mani nel sacco.

Anzi, io direi che data la situazione, viene da pensare che qualcuno dietro le quinte (e a livello internazionale) abbia dato finalmente l’ordine di procedere un po’ ovunque nel mondo perché è giunta l’ora di cambiare il sistema obsoleto alla base dei vari stati. 

Non si spiegherebbe altrimenti, dato che tutte le ruberie e la corruzione avvenute in Spagna, come in Italia, Grecia o dove si voglia, erano ben conosciute da sempre e da tutti. Così che se ora si porta lentamente alla luce ciò che tutti conoscevano bene, secondo me, non si fa perché è arrivato un cavaliere senza macchia e senza paura che li sgominerà tutti, ma piuttosto perché i cosiddetti “padroni del mondo”, da dietro le quinte, hanno permesso a queste forze nuove di fare un determinato lavoro in quanto parte di un piano globale ben più complesso.

Ma bando alle chiacchiere e diamo un rapido sguardo al programma della nuova formazione politica spagnola di Podemos preso dal quotidiano La Provincia:

1. Riduzione della settimana lavorativa a 35 ore e riportare l’età pensionabile a 60 anni.

2. Proibizione di licenziare alle aziende che abbiano fatturato degli utili durante l’anno.

3. Una commissione di cittadini analizzerà dettagliatamente a livello contabile il debito pubblico spagnolo e anche quello privato. Lo scopo sarà di stabilire quale parte del debito è stato contratto in modo legittimo e quale no. Quindi, si procederà a dichiarare immorale e impagabile il debito contratto in maniera illegittima e si passerà a punire i responsabili. Il resto del debito sarà ristrutturato.

4. Riqualificazione di strumenti come FROB e SAREB (creati durante la crisi per assorbire gli attivi bancari e riequilibrare i bilanci delle banche) per trasformarli in strumenti dedicati al recupero degli aiuti pubblici concessi alle banche.

5. Sancire il delitto fiscale a partire dalla cifra di 50.000 euro di evasione/frode.

6. Ampliamento dello strumento del referendum vincolante permettendo alla cittadinanza intera di esprimersi anche su questioni come la forma dello Stato e l’autodeterminazione dei popoli.

7. Creazione di mezzi di comunicazione pubblici gestiti dai cittadini e indipendenti dai governi.

8. Eliminazione dei privilegi fiscali della Chiesa Cattolica così come quelli concessigli in campo educativo.

9. Fine della politica antiterrorista e di sicurezza cittadina che limita la libertà di espressione, il diritto di associazione, di manifestazione e di protesta, e introduzione della garanzie processuali per tutti.

10. Diritto alla giustizia gratuita per tutti in condizioni eque.

11. Nazionalizzazione di tutti i centri ospedalieri privati derogando le leggi che ne permisero la privatizzazione.

12. Garanzia del diritto ad una morte degna (eutanasia) e accesso all’interruzione della gravidanza in forma sicura, libera e gratuita.

13. Depatologizzazione di tutte le opzioni sessuali e identità di genere. Attuazione di politiche volte a eliminare la limitazione delle libertà e dei diritti di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, garantendo l’accesso all’impiego pubblico a chi è a rischio di esclusione sociale.

14. Eliminazione di ogni aiuto economico ai centri di educazione privati, inclusi quelli misti, destinando il risparmio ottenuto al miglioramento della scuola pubblica.

15. Si considereranno le forniture di energia elettrica, acqua e riscaldamento, come diritti fondamentali inalienabili, che dovranno pertanto essere garantiti a tutti da parte delle imprese pubbliche.

16. Riduzione dell’IVA culturale dal 21 al 4%.

17. Proibizione dei CIES (Centri di Prima Accoglienza per Immigrati), annullamento dei programmi anti immigrazione come FRONTEX ed EUROSUR, eliminazione delle reti di contenimento anti-immigrazione di Ceuta e Melilla, e proibizione dei voli per il rimpatrio degli immigrati. Fine della politica di internazionalizzazione.

18. Appoggio pieno all’autodeterminazione del Sahara Occidentale, riconoscimento dello stato Palestinese, richiesta della restituzione dei territori occupati da parte di Israele e referendum vincolante per decidere l’uscita della Spagna dalla NATO.

19. Abbandono delle trattative con gli Stati Uniti per la firma del TTIP (Trattato Transatlantico di Libero Commercio tra USA e EU) e apertura delle trattative per rivalutare i trattati di libero commercio con l’America Latina.

20. Proibizione della corrida, del traffico di specie animali esotiche o protette e regolamento della caccia.

Questi in sintesi i 20 punti salienti del programma elettorale di Podemos. Come potete vedere, anche in Spagna il nuovo avanza. Lascio a voi di giudicare se siete d’accordo o meno con uno o più punti del programma. Come sempre però si deve ricordare che indipendentemente dalle opinioni personali di ciascuno di noi, questo è il futuro della Spagna, visto che almeno un terzo del prossimo parlamento spagnolo sarà occupato da questi ragazzi che hanno tanta voglia di cambiamento.

15 dicembre 2014

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