lunedì 8 dicembre 2014

Le tasse in Spagna calano ancora



Proprio così, entro i prossimi due anni le tasse in Spagna continueranno a calare, e non poco. Infatti, il Governo aveva già previsto con un decreto precedente a questo, una riduzione del prelievo IRPEF sul reddito da lavoro autonomo che avrebbe portato l’attuale aliquota minima dall’attuale 21% al 20 del 2015, e infine al 19 del 2016.

Ebbene, con la nuova e recente modifica si stabilisce che nel 2015 il prelievo fiscale per i redditi medi da lavoro autonomo, quelli cioè che si attestano sotto i 17.000 euro all’anno,  scenderà al 19%, mentre che entro il 2016 la stessa aliquota scenderà al 18%.

Naturalmente, la scelta di ridurre ulteriormente le tasse in Spagna non è dovuta solo alla necessità di favorire il lavoro autonomo in un paese nel quale la disoccupazione resta ancora al di sopra del 20%. Ma si deve anche considerare l’effetto politico che questa decisione avrà, dato che durante il 2015 si svolgerà la campagna elettorale per l’elezione del nuovo Governo.

E va da se che gli schieramenti politici attuali dovranno raddoppiare gli sforzi, dato che gli ultimi scandali di corruzione e relativi all’evasione (carte di credito occulte) che hanno coinvolto funzionari e rappresentanti politici di tutti gli schieramenti in campo, sindacati compresi, hanno ridotto enormemente l’indice di preferenza dell’attuale amministrazione.

Infine, la nascita e la rapida affermazione del nuovo fenomeno politico in terra spagnola, il movimento “Podemos”, che anche grazie a questi scandali sta conquistando sempre maggiore popolarità e rappresenta una sfida al vecchio e perfetto modello bipartitico in auge fino ad ora e che molto presumibilmente entrerà in parlamento come secondo partito, se non addirittura primo, secondo gli ultimi sondaggi.

Insomma, inizia il periodo di propaganda elettorale. Per ora il Governo ha agito con grande astuzia riducendo le tasse sul lavoro autonomo e rendendo sempre più rapido e semplice l’avvio di una nuova attività o di una società in Spagna.

Si spera che le concessioni fatte ai lavoratori autonomi non restino solo uno specchietto per le allodole e vadano a far parte di un più ampio progetto di riforme che facciano avanzare sempre di più la Spagna, tanto a livello economico che sociale.

Per ora i mercati e gli investitori stranieri sembrano premiare la penisola iberica, infatti l’economia spagnola, anche se soffrirà di un rallentamento, è prevista essere quella che crescerà di più durante tutto il 2015. Infatti, si stima che la Spagna sarà l’unico paese dell’eurozona che nel 2015 registrerà una crescita economica al di sopra dell’1%.

Per ora, queste sono tutte buone notizie per coloro che stanno pensando di trasferirsi a vivere in Spagna.

8 dicembre 2014

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Oleh

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