martedì 16 dicembre 2014

Il mondo nel 2050 secondo HSBC



Secondo Karen Ward, economista di HSBC, che in termini di assets posseduti è la seconda azienda più importante al mondo oltre ad essere uno dei più potenti gruppi bancari del pianeta, nel 2050 saranno i paesi emergenti più forti a guidare l’economia mondiale.

Nel suo rapporto denominato appunto: “Il mondo nel  2050”, la Ward sostiene che “Africa, Cina, India, Filippine o Perù saranno il motore della crescita nel futuro prossimo. La popolazione della Nigeria raggiungerà, per numero, quella degli Stati Uniti mentre paesi come l’Ucraina registreranno forti progressi grazie al maggiore investimento nell’educazione”.

Al contrario, le aree del mondo che si troveranno messe peggio, sempre secondo questa economista, saranno Europa e Brasile

Queste premesse si basano tutte in una possibilità non troppo reale: e cioè quella che i vari governi prendano le decisioni che convengono alle loro economie.

Saranno così i paesi emergenti a dominare il mondo nel 2050, e anche se oggi non controllano l’economia, la finanza e la politica, nel futuro prossimo tutto cambierà. Si tratta di semplici proporzioni e opportunità, visto che la potenziale produttività dei paesi emergenti è talmente vasta che basterà solo attendere che la forza di gravità faccia il suo lavoro.

 Per il 2050 la Cina sarà sotto tutti i profili la prima economia mondiale, e tra le prime 30 economie si troveranno almeno 19 paesi che oggi vengono considerati emergenti. Ma l’economista di HSBC non è molto ottimista per quanto riguarda il Brasile, semplicemente perché ritiene che al punto in cui si trova dovrebbe fare uno sforzo maggiore per migliorare il sistema educativo, cosa che non sta facendo.

Al contrario, l’economista avanza previsioni particolarmente ottimistiche in riferimento a Cina e India, ma anche Africa. Soprattutto il continente nero infatti, secondo la Ward, sta registrando da tempo uno dei tassi di crescita più forti e sostenuti nel panorama mondiale. Questo è dovuto anche al fatto che l’Africa partiva da una condizione di sottosviluppo molto bassa.

 Un dettaglio interessante è che l’economista di HSBC afferma che la democrazia non sarebbe un requisito fondamentale per la crescita economica, anche se aggiunge che lo è per sviluppare un sistema sociale giusto ed equo.

Conclude che tutti sapevano del progressivo invecchiamento della popolazione e della eccessiva generosità e insostenibilità dello stato sociale nei vari paesi occidentali. Afferma quindi che sia giunta l’ora che le nuove generazioni prendano parte al processo decisionale, dato che non è possibile che sia sempre la parte più vecchia della popolazione a decidere politicamente per tutti. Starà forse sdoganando e giustificando nelle alte sfere della finanza i nuovi movimenti “populisti”?

Fonte: El País

16 dicembre 2014

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Il mondo nel 2050 secondo HSBC
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...