giovedì 11 dicembre 2014

Il futuro secondo Larry Page di Google: Seconda parte



Avevo già parlato della visione del futuro secondo LarryPage, uno dei fondatori di Google, secondo me la più importante azienda in Internet attualmente. Ebbene, nelle ultime settimane Page si è lasciato andare ulteriormente rivelando altri dettagli in merito alla  sua visione del futuro.

E, sempre dal momento che giudico il Sig. Page persona altamente attendibile dato che da lui dipende in buona parte l’infrastruttura della rete, mi fa piacere riportare e commentare le sue ultime dichiarazioni.
Infatti, negli ultimi mesi Larry Page ha riorganizzato il suo tempo come esecutivo all’interno di Google per dedicarsi, dice lui, a cambiare il mondo.

Avete capito bene, Page afferma che il suo scopo da ora in poi consisterà nel reinvestire gli utili dei proventi pubblicitari del colosso di Mountain View in progetti futuristici che accelereranno il cambiamento già in atto.
Con l’acquisto dell’impresa Calico che si occuperà di migliorare e allungare la vita delle persone, con la messa a punto dell’auto senza conducente, e molti altri gingilli high tech con i quali Google ci ha abituato all’idea che in futuro saremo sempre più tecnologici.

Ma secondo quanto dichiara in una recente intervista pubblicata sul Financial Times è un altro il punto sul quale desidera attirare l’attenzione. Lui parla in modo abbastanza discreto dei cambiamenti in atto che tutti possiamo già vedere e che a suo dire sono inesorabili e trasformeranno il mondo in qualcosa di assolutamente diverso da come è. E questo avverrà, che ci piaccia o meno, entro i prossimi anni.

Per fare un esempio, lui dice che ha recentemente acquistato una casa nella zona della Silicon valley, dove si trova la stessa Google, pagandola 5 milioni di dollari. Ebbene, lui sostiene che questa casa non solo non vale effettivamente il prezzo pagato (e di questo sono convinto anche io), ma si spinge oltre, affermando che nel prossimo futuro le case costeranno pochissimo, circa il 5% di quanto le paghiamo oggi.

Lui non lo dice chiaramente, ma sono convinto che a questo proposito pensi alla speculazione che gonfia il prezzo degli immobili a solo vantaggio dei parassiti che negli ultimi secoli hanno vissuto solo di questo.

Infatti, se ci pensiamo, il prezzo di un immobile dipende in buona parte (40%) dal costo del suolo su cui è costruito. Ma il suolo non è un prodotto industriale, basta un firma di un funzionario amministrativo (uomo/donna dediti alla politica) per convertire un pezzo di terra rurale del valore di poche migliaia di euro in un lotto che ne vale 300 volte tanto. 

Quindi, la produzione sempre più automatizzata e la stampa in 3D faranno il resto abbattendo anche i costi delle parti degli immobili che oggi devono essere realizzati manualmente riducendo al minimo il lavoro manuale.

Inoltre, l’evoluzione della rete e della tecnologia, causeranno la fine di tante figure professionali che sono quelle di: mediatori, intermediari, consulenti e speculatori (speriamo bene). L’ottimizzazione della produzione e della distribuzione delle merci, grazie a “internet delle cose”, permetterà progressivamente di ottenere quasi tutto ciò di cui abbiamo bisogno raggiungendo direttamente il produttore, eliminando distanze e barriere.

Le merci, tranne quelle che non sono disponibili ovunque, viaggeranno sempre meno. Ciascuno produrrà l’energia di cui ha bisogno attraverso fonti rinnovabili direttamente a casa sua, e forse, dulcis in fundo, verrà eliminata per sempre la speculazione riportando il denaro alla sua funzione originale che era quella di mero corrispettivo del lavoro, attraverso il quale si può acquistare prodotti e servizi, ma che non dovrebbe essere utilizzato per speculare; cioè, usare il denaro per fare altro denaro.

Da questa visione scaturisce anche un messaggio a tutti coloro che stanno entrando ora nel mondo del lavoro: meglio evitare quelle professioni che sono destinate naturalmente a uscire di scena. Tutte quelle legate all’intermediazione e alla speculazione finanziaria insomma. Non siete d’accordo? Magari avete ragione… magari no… pensateci.

Forse ho esagerato, ma questa mi sembra l’interpretazione corretta, anche se lui non lo dice chiaramente, della visione del futuro che ha offerto Larry Page di Google nella sua ultima intervista rilasciata al Financial Times. E se è così mi piace l’idea, o almeno mi fa ben sperare per il futuro. 

11 dicembre 2014

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Oleh

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