mercoledì 19 novembre 2014

Prostituzione, traffico di droga e altro nel calcolo del PIL



Ormai sapete tutti che dal alcuni mesi in Europa si è deciso, lo ha deciso la stessa Bruxelles, che tutti i paesi europei da ora in poi dovranno inserire nel calcolo del PIL nazionale i proventi da prostituzione, traffico di droga e malaffare in genere.

Ora, a parte il fatto che, come penso io anche voi che non siete stupidi avrete capito che una decisione di questo genere vuole dire una sola cosa: siamo alla frutta, o all’ultima spiaggia se preferite.

Ma la cosa curiosa è che nessuno, almeno non nei media di comunicazione ufficiali, si è azzardato a spiegare nel dettaglio come questo calcolo verrà realizzato. Infatti, proprio perché trattasi di attività illegali, non esistono libri contabili ufficiali, e quindi, da dove si ricaveranno i dati che verranno utilizzati ai fini dell’incremento del PIL? Per esempio, la Spagna ha detto che comincerà con contare le prostitute….?!?

Ma non ha spiegato come lo farà! Cioè, esiste forse una pagina ufficiale su facebook che le include tutte? E se queste stesse prostitute, come spesso avviene in Europa da quando c’è Schengen, si spostassero da un paese all’altro della comunità cosa si fa, le stesse si conteranno due, tre, quattro…27 volte?

Tuttavia, grazie a questo calcolo strategico l’ufficio di statistica spagnolo ha fatto sapere che il PIL del 2013 è incrementato dello 0,87%. 

Ma il dato ancora più divertente giunge dalla Gran Bretagna, dove l’ufficio di statistica statale ha fatto sapere che il calcolo delle attività legate alla prostituzione e al traffico di droga inciderebbe per la cifra di 12,3 miliardi di sterline nel solo 2013. Pari allo 0,79% del PIL. E questo significherebbe che gli inglesi hanno speso di più per drogarsi e per servirsi di prostitute di quanto non abbiano speso in birra e vino.

Infine, il dato ancora più significativo verrebbe dalla stessa Germania, che applicando questa strategia al calcolo del PIL, nel solo 2013 calcolava che le attività illegali hanno costituito il 2,5% del PIL, pari a 91 miliardi di dollari. Ma ci rendiamo conto? Se fosse vero significherebbe la Germania è il paese nel quale incide maggiormente l’attività criminale in Europa!

Ecco perché dico che siamo alla frutta, perché quando i proventi dalle attività illegali rappresentano la differenza tra una economia palesemente in recessione ed una in lievissima crescita, allora c’è da preoccuparsi seriamente.

Quindi, se state pensando di abbandonare l’Italia vi suggerisco di ampliare i vostri orizzonti e guardare fuori dall’Europa. Invece di interessarvi per trasferirvi a vivere alle Canarie forse fareste meglio a informarvi dettagliatamente sulle possibilità di trasferirvi a vivere in Uruguay, Ecuador, Colombia, Costa Rica, Panama, invece di continuare a puntare sulle mete classiche. 

19 novembre 2014

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Oleh

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