venerdì 7 novembre 2014

Cuba parteciperà a prossimo vertice della OEA?


Una delle notizie più interessanti degli ultimi mesi è il rinnovato interesse da parte di quasi tutti i paesi centro e sudamericani per la partecipazione di Cuba al prossimo vertice dei paesi della OEA (Organizzazione degli Stati Americani) che si terrà a Panama nel 2015.

Dovete sapere che Cuba era stata espulsa ufficialmente dalla OEA nel 1962 quando gli Stati Uniti decisero inoltre, unilateralmente, di imporgli un embargo commerciale e finanziario che esiste tuttora, giustificandosi con la scusa che l’isola violava i diritti civili e privava della libertà i suoi cittadini.

Ora che molte cose stanno cambiando in centro e Sudamerica, sono sempre di più i paesi che sostengono la partecipazione di Cuba a questo importante vertice. Addirittura, alcuni paesi come l’Ecuador, il Venezuela ed altri, affermano che senza Cuba neppure loro parteciperanno.

Ma il dato interessante è che nelle ultime settimane hanno parlato a favore dell’inclusione di Cuba nella OEA e della sua necessaria partecipazione al prossimo summit di questa organizzazione, alcuni paesi del tutto insospettabili fino ad ora.


Panama, il paese anfitrione, ha espresso per voce dello stesso nuovo Presidente Varela, che il prossimo vertice della OEA dovrà includere anche Cuba e, infine, si è aggiunto addirittura il Messico. Infatti, il cancelliere messicano José Antonio Meade, che nelle passate settimane era in visita a Cuba per ratificare diversi accordi commerciali oltre all’apertura di una linea di credito per l’isola, ha affermato che il Messico appoggia pienamente la partecipazione di Cuba al vertice della OEA del 2015.

Ovviamente, c’è il rischio che USA e Canada, unici due paesi che si oppongono, decidano di non partecipare nel caso che ci sia Cuba. Ma questo non sembra preoccupare il resto dei paesi del continente, dato che per esempio il Presidente dell’Ecuador Rafael Correa si è fatto portavoce di una proposta sostenuta da altri paesi dell’area che prevede di spostare le sedi della OEA e quella dell’Osservatorio dei Diritti Civili attualmente ubicate a Washington in un altro paese, sostenendo che solo in questo modo potranno essere sottratte all’influenza USA.

Tutte queste notizie sembrano indicare solo che, come sostengo da tempo, gli equilibri di potere a livello mondiale stanno decisamente cambiando. Resta da vedere quale sarà il nuovo ordine che si verràa creare al termine del processo.

7 novembre 2014

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Oleh

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