giovedì 27 novembre 2014

Cuba: Fiera Internazionale dell’Avana dedicata agli investimenti stranieri


Foto Telesur

La XXXII Fiera Internazionale dell’Avana che si è tenuta tra il 2 e l’8 di novembre di quest’anno è stata un vero e proprio successo per l’isola. Infatti, per la prima volta dalla sua fondazione, questa vetrina internazionale ha ospitato oltre 4.000 espositori di più di 60 paesi diversi in una esposizione che copriva 18.300 metri quadrati.

La Fiera Internazionale dell’Avana è stata istituita nel 1983 e all’inizio i soli paesi che partecipavano erano la stessa Cuba, Panama e la Spagna in una esposizione di soli 800 metri quadrati. Oggi, finalmente, grazie anche all’apertura dell’isola agli investimenti stranieri, gli espositori sono stati molti di più, segnale che c’è un forte interesse in tutto il mondo per investire nell’isola maggiore delle Antille.

E non potrebbe essere diverso, dato che Cuba a causa dei 60 anni di embargo finanziario e commerciale stabilito dagli Stati Uniti d’America, necessita praticamente di tutto. Le infrastrutture sono vistosamente obsolete e il paese è praticamente da ricostruire quasi da zero. Una vera e propria manna per tante imprese che invece, in Europa, a causa della crisi stentano a fare quadrare il bilancio.

Grazie all’entrata in vigore della nuova legge 118 che favorisce gli investimenti stranieri nell’isola, soprattutto nei settori dell’energia, industria e alimentazione, le opportunità sono particolarmente interessanti per quelle imprese che sono già attive in questi settori ma anche per altre piccole e medie imprese che pur occupate in altri settori desiderino esplorare le possibilità di lavoro con Cuba.

A questo proposito, il Governo di Cuba ha creato un apposito ministero, il Mincex, (Ministero del Commercio con l’Estero), che si occuperà precisamente di orientare gli investitori stranieri interessati a lavorare con l’isola. Chiunque fosse interessato a prendere contatti con le autorità cubane al fine di conoscere quali opportunità si offrono, può mettersi direttamente in contatto con la Camera di Commercio di Cuba.

Come ultimo dato, è interessante rilevare come i paesi che negli ultimi anni hanno incrementato maggiormente le relazioni commerciali con Cuba siano stati e continuino ad essere il Brasile, la Spagna e l’Italia.

Gli Stati Uniti invece, continuano a voltare le spalle all’isola anche se ultimamente stanno giungendo voci di una possibile apertura definitiva e chissà, anche della possibile e tanto auspicata fine dell’embargo. Infatti, il New York Times, quotidiano che negli USA viene definito portavoce ufficiale di ciò che sta per venire, ha pubblicato almeno due editoriali nei quali nelle ultime settimane critica duramente l’atteggiamento del Governo di Obama sulla questione Cuba. 

Non solo, pubblica il NYT, è ora di finire con l’embargo che è ormai anacronistico e dannoso per gli stessi Stati Uniti, ma sarebbe anche ora che il Governo USA riconoscesse l’impegno sociale di Cuba nel mondo, vedi per esempio il recente invio di 460 medici cubani nelle zone dove si è verificata l’epidemia di Ebola, magari accettando anche di collaborare con Cuba in queste missioni umanitarie internazionali.

Interessante vedere come il quotidiano nordamericano riporta le parole di Fidel Castro, il quale suggerisce agli USA di mettere da parte almeno per una volta le differenze politiche e ideologiche per lavorare gomito a gomito per combattere l’epidemia di Ebola. Le parole testuali pubblicate sul NYT sono state: “Fidel ha completamente ragione.

E come riconoscono i ben informati, quando il NYT pubblica qualcosa presto o tardi quella cosa si concretizza. 

27 novembre 2014

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Oleh

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