giovedì 23 ottobre 2014

Messico: La Baja California Sur nel caos dopo l’uragano Odile



A metà settembre lo stato messicano della Baja California Sur è stato colpito da quello che gli esperti hanno definito il più potente uragano della sua storia.

E come se non bastassero i danni provocati dall’evento atmosferico, nei giorni seguenti si è presentata la disperazione conseguente alla distruzione, la mancanza di energia elettrica e di acqua potabile, e sono iniziati i saccheggi.

Secondo quanto pubblicava la sezione dedicata al continente americano del quotidiano spagnolo El País, alcuni abitanti di Los Cabos hanno assaltato le stazioni di servizio e i supermercati per fare incetta di beni di prima necessità, e non solo.

Si menziona infatti il caso in cui la polizia messicana ha intercettato un gruppo di saccheggiatori (tra i quali due professori, un medico ed uno stilista) che avevano saccheggiato vari negozi caricando sui loro pick up enormi quantità di birra, carne congelata, televisori al plasma e decorazioni natalizie. I saccheggiatori che avevano svaligiato alcuni negozi di Los Cabos, sono stati arrestati mentre tentavano di raggiungere la capitale La Paz.

A partire da lunedì 15 settembre scorso il Governo messicano ha dispiegato anche oltre 2.000soldati che andavano a dare man forte agli agenti di polizia che erano incaricati di mantenere l’ordine nella zona di Los Cabos, in Baja California Sur, ma si conferma che neppure questo distaccamento di forze è riuscito nell’intento di contenere l’enorme massa di gente che assaltava i negozi per svaligiarli.


Nel frattempo, nei vari quartieri di Los Cabos, gli stessi residenti si sono organizzati in squadre di sicurezza private che si dedicavano al pattugliamento delle strade per impedire che le loro case venissero svaligiate durante la notte quando i delinquenti approfittavano maggiormente del caos.

Dopo una settimana dall’evento, gli abitanti di alcuni quartieri di Los Cabos continuavano a lottare contro la criminalità tagliando rami di grossi alberi per costruire barricate con il preciso intento di proteggere le loro case e i pochi negozi rimasti inviolati dalle orde di saccheggiatori.

Il disastro è stato di tali proporzioni che a una settimana dall’evento 239.000 dei 246.000 abitanti della zona di Los Cabos si incontravano tuttavia senza energia elettrica e quindi senza acqua potabile. Gli impianti di potabilizzazione e di pompaggio dell’acqua restavano fuori uso. Il Governo messicano ha inviato per l’occasione la nave militare El Zapoteco, che ha raggiunto la zona giovedì 18 settembre con 24.000 tonnellate di viveri e beni di prima necessità.

Dopo una settimana dal passaggio dell’uragano Odile le compagnie aeree continuavano a decollare incessantemente per provvedere all’evacuazione degli oltre 26.000 turisti rimasti bloccati nella zona.
Leggendo l’articolo pubblicato sul giornale spagnolo si percepisce perfettamente il clima di paura e disperazione che ha vissuto la zona di Los Cabos, e questo dovrebbe farci riflettere in merito alla possibilità che tutto ciò si possa ripetere altrove.

La devastazione di Los Cabos da parte dell’uragano Odile ha dimostrato che la tranquillità nella quale viviamo ogni giorno è assolutamente illusoria ed è appesa ad un filo sottilissimo. Basta poco per trasformare una tranquilla località turistica tra le più rinomate al mondo (ma anche qualsiasi altra città) in un caos ingestibile dalle conseguenze imprevedibili.

Io ho passato diversi giorni a Los Cabos quando ero negli Stati Uniti a studiare inglese nella città di San Diego. Ne conservo un ricordo bellissimo, oltre alle bellezze naturali, le spiagge infinite ed un clima perfetto, ricordo anche con piacere gli abitanti della zona; tutte persone simpatiche, disponibili e gentili.

Ho sempre pensato che LosCabos fosse un luogo ideale dove trasferirsi a vivere, spero che dopo questa brutta esperienza non sia cambiato tutto. 

23 ottobre 2014

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Oleh

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