mercoledì 22 ottobre 2014

Indipendenza Catalogna, e gli altri?



Abbiamo visto tutti come, ed era prevedibile, la Scozia ha perso la sua opportunità di rendersi indipendente dal Regno Unito. Era prevedibile perché i cosiddetti poteri forti non volevano l’indipendenza della Scozia, se l’avessero voluta allora il risultato del referendum sarebbe stato diverso.

Quando si iniziò a parlare di indipendenza della Scozia gli indipendentisti erano dati al 30% o poco più, per questo motivo il premier britannico Cameron concesse la possibilità di effettuare un referendum con un solo quesito di base: volete che la Scozia sia indipendente?

Poco tempo dopo, si registrava un rapido incremento del sì, e allora si iniziò a parlare di rischio secessione e di tutte le conseguenze che questa poteva avere per il resto dell’Europa. Gli indipendentisti conquistarono tanto terreno che ad agosto 2014 erano dati ampiamente in maggioranza oltre il 60%. Allora, cosa è accaduto nelle ultime tre settimane da avere una influenza così determinante sull’opinione pubblica scozzese da ridurre il sì ad un misero 45%? Nulla, assolutamente nulla…salvo che… chi ha le redini del mondo nelle sue mani non voleva semplicemente che la Scozia ottenesse l’indipendenza.

Qualcuno dice che è perché in questo modo si salvaguarda la stessa Europa, anche se il Regno Unito non è nell’eurozona in quanto non ha la moneta unica. Ma io credo che sia il contrario. Infatti, il Regno Unito di David Cameron ha da tempo l’intenzione, e lo farà, di indire un referendum per uscire dall’Europa, lo sapevate? Anzi, proprio in questi giorni hanno stabilito che dovrà realizzarsi entro il 2017.

Quindi, se il Regno Unito esce dall’Europa la Scozia andrà con lui, perché ora hanno stabilito che resterà in seno alla Corona Britannica. Invece, se avesse conquistato l’indipendenza, gli indipendentisti scozzesi avevano già pensato di chiedere l’ammissione in Europa, e ottenendola il petrolio del mare del nord sarebbe entrato a far parte degli assetts europei.

Ma chi tira le redini del pianeta non vuole che l’Europa si riprenda, anzi, visto il caos che stanno direttamente causando (Ucraina,Siria, Iraq, etc.), sembra proprio che l’intenzione sia quella di fare terra bruciata tutto intorno a noi per metterci in ginocchio ai suoi piedi. Si sa, chi è informato almeno, che il prossimo anno si dovrà decidere se firmare il trattato di libero commercio con gli USA, il TTIP, e un Europa forte non è proprio quello che ci vuole per accettare zitta e muta un contratto capestro che imporrà a tutti i 28 paesi delle condizioni che porterebbero benefici ai soliti finanzieri, fondi speculativi, banche d’affari e compagni di merende varie.

E il referendum per l’indipendenza della Catalogna in Spagna? Si terra?

Ma cosa credete che importi, ora come prima, visto che il discorso è sempre lo stesso. Dipende da quanto una Catalogna indipendente farebbe comodo ai cosiddetti poteri forti. Perciò, è molto probabile che il referendum verrà concesso; sapete, i burattinai devono pur sempre continuare a blaterare la loro retorica idiota in merito ai metodi democratici e alla possibilità che i popoli nel mondo libero occidentale abbiano la libertà di scegliere i loro destini. Fino a che ci sono dei cretini che ci credono?!


Che importa poi se tutto è perfettamente organizzato in modo tale che le cose andranno sempre e comunque come devono andare perché a beneficiarne siano sempre gli stessi. Cioè loro. L’importante è che, il popolo, cioè noi, creda di avere l’opportunità di scegliere la sua sorte.

Ma non è così che vanno le cose. E allora, anche se a novembre prossimo gli indipendentisti catalani otterranno la possibilità di esprimersi attraverso un referendum, l’indipendenza ci sarà solo se chi sta ai vertici della piramide che domina il mondo vorrà che sia così. E questo vale anche per tutto il resto dell’allegra combriccola degli aspiranti all’indipendenza: padani, veneti, baschi, fiamminghi, texani, californiani, alaskani, etc.

Ma nel caso specifico della Catalogna, per sapere se il referendum ci sarà e se con esso ci sarà anche la possibilità che vincano gli indipendentisti, è necessario stabilire che effetto avrebbe in Europa una eventuale indipendenza della Catalogna dalla Spagna. Una Catalogna fuori dalla Spagna significherebbe il crollo definitivo dell’economia iberica, e forse anche di tutta la società spagnola. Così che, forse in questo caso, se come abbiamo detto i poteri forti vogliono la distruzione dell’Europa, potrebbe anche essere auspicabile una Catalogna indipendente.

Ma non è detto che il progetto di distruzione economica dell’Europa e del suo asservimento preveda anche la provocazione di gravi disordini sociali. Dopo tutto, un Europa povera fa comodo ai potenti che reggono il gioco finanziario, ma una lunga serie di guerre civili rappresenterebbero un problema economico anche per i banchieri d’oltreoceano.

Questo lo si capisce anche attraverso la gestione della crisi economica degli ultimi anni. Il fatto che tutto si sia svolto lentamente per abbattere sì le economie europee, ma contenendo ovunque i primi accenni di possibili rivolte popolari, dimostra che le varie agenzie di rating così come le istituzioni sovranazionali stiano seguendo un copione preciso che prevede che con una mano diano e con l’altra tolgano molto lentamente.

In pratica, è come se invece di affrontare il toro (il toro siamo noi) combattendolo frontalmente, con il rischio di farsi incornare, abbiano saggiamente preferito mettere il toro in un labirinto chiuso, obbligandolo a correre senza sosta con il preciso obiettivo di ammazzarlo di fatica. Così alla fine potranno dire: ma non è mica colpa nostra… la povera bestia è morta perché gli ha ceduto il cuore dopo tanto correre!

22 ottobre 2014

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Oleh

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