giovedì 9 ottobre 2014

Ebola in Spagna: Capitolo secondo, orgogliosi di vivere alle Canarie



Ieri avevo pubblicato un post nel quale esprimevo la mia opinione personale in merito alla faccenda Ebola in Spagna. Ebbene, sempre ieri è accaduto qualcosa di particolarmente interessante (secondo me) e sempre in relazione al caso Ebola in Spagna.

O meglio, in questo caso erano interessate le isole Canarie dove vivo con mia  moglie.

Dovete sapere che proprio ieri infatti, il quotidiano La Provincia pubblicava un articolo nel quale rendeva pubblico un evento che a dire poco mi sempre indicativo dei tempi che stiamo vivendo.  In questi giorni infatti, un aereo ha imbarcato l’ennesima persona (cooperante norvegese di Medici Senza Frontiere) infettata dall’Ebola in Sierra Leone, per rimpatriarla in Norvegia.

Dopo alcune ore di volo il pilota dell’aereo ha chiesto di poter atterrare in un paese a metà strada fra l’Africa centrale e la Norvegia per un problema assolutamente semplice e pratico: aveva finito il carburante e doveva fare urgentemente il pieno.


Non è chiaro quanti paesi siano stati interpellati, tuttavia l’articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo riferisce che Marocco e Portogallo hanno negato categoricamente l’atterraggio a questo aereo per i motivi che possiamo benissimo immaginare. Quando il proverbio dice che: “i veri amici si vedono solo nel momento del bisogno…

A concedere invece la possibilità di atterrare sono state le isole Canarie. Infatti, per chi non lo sapesse, l’aereo con a bordo il cittadino norvegese infettato da Ebola è atterrato nell’aeroporto di Gran Canaria, dove ha fatto il pieno di carburante, ed è subito ripartito con destinazione Oslo, Norvegia.

Il volo è arrivato a destinazione senza problemi e, ovviamente, a Oslo si è attivato subito il protocollo d’emergenza per affrontare il caso di questa persona che ha avuto la disgrazia di contagiarsi con l’Ebola.
Ma il mio pensiero non va tanto al nuovo caso della persona infettata dall’Ebola in Africa e poi trasferita in Europa, anche se ammetto che spero con tutto il cuore che il protocollo norvegese sia ben più efficace di quello spagnolo, ma a quei simpaticoni che hanno negato categoricamente l’atterraggio all’aereo. Marocco e Portogallo.

Dopo tutto si trattava solo di riempire i serbatoi dell’aereo senza che nessuno scendesse dallo stesso e quindi, non c’era nessuna possibilità che potesse verificarsi la diffusione del virus. Ma come abbiamo visto, i signori responsabili in Marocco, paese musulmano, e quelli del Portogallo, paese cristiano, hanno pensato bene di fregarsene pienamente, oltre che cristianamente e islamicamente. Complimenti signori.

Il mio totale rispetto e piena ammirazione vanno invece alle autorità delle isole Canarie, che in questo caso si sono dimostrate ben più pragmatiche, obiettive ed altruiste, autorizzando la sosta tecnica, anche se alla condizione assoluta che nessuno degli occupanti dell’aereo potesse uscire dal velivolo (vietata addirittura l’apertura delle porte), e obbligando l’aeromobile alla partenza immediata.


Queste piccole cose sono quelle che di tanto in tanto ti fanno sentire orgoglioso di vivere alle Canarie. Complimenti di nuovo alle autorità delle isole Canarie per la coraggiosa scelta.

9 ottobre 2014 

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Oleh

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