giovedì 4 settembre 2014

I 10 paesi peggiori per le donne



Tra le varie classifiche che ci offrono un panorama il più possibile obiettivo delle condizioni di vita nel mondo attuale, c’è la classifica dei 10 paesi peggiori per le donne. La classifica è stata pubblicata dal sito Feminist eZine e include le 10 nazioni nelle quali essere donna è di per sé garanzia quotidiana di discriminazione, sofferenza e umiliazione.

1. Afghanistan: le donne afgane hanno una aspettativa di vita che non supera i 45 anni. Dopo 30 anni di guerra e di continue repressioni religiose, la maggioranza delle donne è ora analfabeta. Oltre la metà di tutte le donne sposate ha meno di 16 anni e ogni mezzora una donna muore di parto. La violenza domestica è così diffusa che almeno l’87% delle donne ha ammesso di esserne stata vittima. Oltre un milione di vedove vengono costrette a vivere nelle strade dove spesso cadono vittime della prostituzione. L’Afghanistan è il solo paese al mondo nel quale l’indice dei suicidi tra le donne supera quello degli uomini.

2. Repubblica Democratica del Congo: il ritorno della guerra civile nel paese ha causato oltre tre milioni di morti ed ha portato le donne in prima linea. Gli stupri sono così violenti e sistematici che i rappresentanti delle nazioni unite li hanno definiti di una gravità senza precedenti. Molte vittime muoiono, altre vengono infettate dall’HIV e sono lasciate da sole ad occuparsi dei propri figli. La continua ricerca di cibo ed acqua espone le donne ad ulteriori violenze. Trovandosi senza denaro, mezzi di trasporto e appoggi, spesso le donne locali non hanno alcuna via di scampo.

3. Iraq: la cosiddetta “liberazione” dell’Iraq dalla dittatura di Saddam Hussein ad opera degli Stati Uniti, ha fatto sprofondare le donne di quel paese in un inferno di violenza settaria che colpisce particolarmente le donne e le giovani ragazze. L’indice di alfabetizzazione che una volta era il più alto di tutto il mondo arabo, è ora uno dei più bassi, dato che molte famiglie evitano di inviare le loro figlie a scuola per evitare eventuali rapimenti e violenze. Le donne irachene che prima lavoravano ora restano a casa. Oltre un milione di donne sono state strappate alle loro case e alcuni milioni di esse non guadagnano a sufficienza per acquistare del cibo.

4. Nepal: i matrimoni e le gravidanze precoci rappresentano una tragedia per le donne nepalesi. Secondo le statistiche infatti, una donna su 24 morirà durante la gravidanza o il parto. Le bambine che ancora non hanno contratto matrimonio sono a rischio di essere vendute ai trafficanti di esseri umani prima dell’adolescenza. Le vedove corrono seri rischi di subire terribili violenze e discriminazioni se vengono definite bokshi (streghe). Inoltre, una guerra civile tra il Governo e i ribelli maoisti, ha forzato molte donne delle zone rurali del paese a prendere parte alla guerriglia.

5. Sudan: le condizioni della donna nel Sudan dell’ovest e nel Darfur, è tremendamente peggiorata negli ultimi anni. I continui rapimenti e le violenza hanno fatto sì che oltre un milione di donne sudanesi abbandonassero le loro case a partire dal 2003. Le milizie sul campo hanno utilizzato lo stupro come arma al fine di incrementare la popolazione, e le donne vittime di violenza non hanno accesso alla giustizia.

6. Guatemala: le donne della impoverita classe bassa del Guatemala devono affrontare ogni giorno problemi come la violenza domestica, lo stupro e l’indice più alto di infezione da HIV/AIDS dopo l’Africa sub sahariana. Infine, nel paese centroamericano si è verificata una epidemia di omicidi di donne che restano tuttora irrisolti, alcuni dei corpi di queste furono trovati ricoperti di messaggi d’odio.

7. Mali: il Mali è uno dei paesi più poveri del mondo nel quale le donne sono obbligate a sottoporsi alla mutilazione dei genitali e a contrarre matrimonio precocemente. Il 10% delle donne del Mali muore durante la gravidanza o di parto.

8. Pakistan: nelle zone di frontiera dove si trovano le comunità tribali, le donne vengono sistematicamente rapite come punizione per i crimini commessi dagli uomini. Ma è il crimine d’onore che minaccia le donne in tutto il paese, e una nuova ondata di fondamentalismo religioso ha come obiettivo le donne in politica, le avvocatesse e le donne che lavorano nelle organizzazioni per la difesa dei diritti civili.

9. Arabia Saudita: le donne saudite sono trattate come serve per tutta la durata della loro vita, rigorosamente sotto il controllo di un membro maschio della famiglia. Si proibisce loro di guidare un automobile, di uscire liberamente da sole e mescolarsi pubblicamente con gli uomini, e si trovano confinate nella totale segregazione a rischio di severe punizioni qualora infrangano le regole.

10. Somalia: nella capitale Mogadiscio, dopo anni di guerra civile mai finita, le donne sono esposte ad attacchi continui. In una società, come quella somala, che è praticamente fallita, le donne sono esposte quotidianamente a stupri e attacchi da parte di bande armate e scarsa attenzione medica in caso di gravidanza.

Forse dovremmo chiederci tutti cosa possiamo fare nel nostro piccolo, anche nel nostro paese, per contribuire a fare in modo che le condizioni di vita di queste donne migliorino. Mi vengono in mente solo tre cose concrete: ridurre o addirittura smettere di consumare carburanti fossili (lasciate i più possibile l’auto in garage) visto che alcuni di questi paesi vivono esclusivamente dei proventi della vendita del petrolio, evitare di utilizzare oppiacei (eroina) visto che l’Afghanistan  vive di questo, e contrastare duramente, impedendogli civilmente di vivere una vita normale, tutti qui fanatici religiosi che difendono le loro posizioni assolute.

Andare in piazza con un cartello ridicolo a gridare frasi retoriche non serve a nulla, il sistema non teme le proteste, anzi, le ama. Grazie a queste inutili e ridicole “sagre” di piazza può definirsi sistema democratico, liberale o quant’altro. Il sistema teme solo ed esclusivamente la scelta da parte di masse sempre più numerose, di smettere di acquistare quei prodotti/servizi che lo mantengono in vita. Almeno questo è quanto credo io…

4 settembre 2014

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

I 10 paesi peggiori per le donne
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...