lunedì 4 agosto 2014

Il campionato del mondo di calcio è terminato…



Il campionato del mondo di calcio è terminato e con esso anche le polemiche e le cattiverie, si spera. Ha vinto la Germania, come molti avevano pronosticato, anche se devo dire che l’Argentina ha giocato molto bene la sua finale di campionato.

Il Brasile ha meritato ampiamente di essere eliminato, anche se va sottolineato l’arbitraggio scandaloso nell’incontro con la stessa Germania, oltre al fatto che venendo a mancare due figure essenziali come quella di Neymar e di Silva, la disfatta era abbastanza prevedibile. Ulteriori prove che la FIFA è un organizzazione molto discutibile.

Mi dispiace particolarmente per Messi, che stimo molto come giocatore oltre che come persona, e forse si meritava qualcosa di più del pallone d’oro che ha portato a casa.

Anche l’Argentina si merita qualcosa di più di quanto gli viene riconosciuto, e non mi riferisco alla perdita dell’incontro con la Germania ma bensì alla situazione grottesca che si è venuta a creare con i signori gestori del fondo USA che di fatto, esigendo il pagamento di quella che è stata una evidente operazione finanziaria speculativa relativa all’acquisto di parte del debito pubblico argentino di cui ora esigono il rimborso dopo che un Giudice statunitense ha sancito che l’Argentina dovrà pagare, portano di fatto ora il paese sull’orlo del tracollo finanziario.

Bene ha fatto, secondo me, la Presidenta argentina Cristina Kirchener, a rinunciare ad assistere alla finale del campionato del mondo di calcio in un momento, come questo, così delicato per la situazione economica del suo paese. E fa ben sperare il fatto che, dopo essersi incontrato con lei a Buenos Aires, il presidente russo Vladimir Putin abbia deciso di invitarla all’incontro dei BRICS al quale ha preso parte in Brasile.

Voci di corridoio sostengono che Putin si sia accordato con la Kirchener offrendogli di garantire per il pagamento del debito verso il fondo creditore. Il presidente russo ha passato infatti alcuni giorni in alcuni dei paesi che hanno un importanza fondamentale nell’area, e ha fatto di tutto per non nascondere di voler intensificare gli accordi commerciali e la collaborazione con tutta l’area, soprattutto stringendo accordi con quei paesi: Cuba, Argentina, Nicaragua e Brasile che in questo momento rappresentano una sfida alla superpotenza del nord che vorrebbe tutta l’area ai suoi piedi.

In realtà era prevedibile, l’abile stratega che è Putin sta giocando a fare i dispetti a chi gli ha messo il bastone tra le ruote con inutili ed ingiustificate sanzioni nel tentativo di indebolire la sua influenza verso l’Europa. Verrebbe da dire, ‘chi la fa l’aspetti’.

Ma in tutti i modi, il messaggio è forte e chiaro, per chi lo vuole intendere. Con la nascita ufficiale del Banco del Desarrollo (Banca dello Sviluppo), che avrà dichiaratamente il ruolo di fare la concorrenza spietata al Fondo Monetario Internazionale, i BRICS e il resto dei loro simpatizzanti (leggi: buona parte dell’America Latina e dell’Africa), intendono dire a gran voce a tutto il mondo che sono finiti i tempi del dollaro padrone e dell’occidente colonialista e cialtrone.

Da oggi in poi, anche se il cammino non sarà ne facile e tantomeno breve, esistono nuove realtà che si vanno ad affiancare, e in certi casi a sostituire, a quelle organizzazioni che negli ultimi decenni hanno dimostrato di fare gli interessi solo di una piccola parte degli oligarchi a cui sembra importare poco della equa distribuzione delle risorse e della felicità di tutti gli abitanti del globo.

A mio avviso, il messaggio che esce dall’incontro dei BRICS avvenuto in Brasile nelle settimane passate, è che si stanno creando nuovi equilibri commerciali, politici e finanziari. Gli anni del dollaro come moneta di riserva sono evidentemente al tramonto, la crisi economica non è ancora terminata ma molti attori importanti nel panorama mondiale stanno dicendo chiaramente che da ora in poi loro si organizzeranno per risolvere i loro problemi autonomamente, o stringendo delle alleanze tra di loro, ma evitando accuratamente di rivolgersi a chi per tanti decenni li ha sfruttati nel proprio interesse.

In questi tempi di transizione è necessario stabilire da che parte mettersi, possibilmente, tenendo presente quali siano le soluzioni migliori per il proprio paese e per il resto del mondo nel suo insieme, piuttosto che continuare a rispettare vecchie alleanze strategico-militari o schemi politici antiquati e demagogici che fanno leva sul vecchio concetto divide et impera. Come diceva giustamente uno dei personaggi più influenti nel mondo delle nuove tecnologie: “che ci piaccia o meno, oggi il mondo è globalizzato. E in un mondo globalizzato è fondamentale ragionare e agire tutti insieme per il bene comune, perché se tutto funziona ne beneficiano tutti mentre che se qualcosa va storto andiamo tutti a fondo…”


2 agosto 2014

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Oleh

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