mercoledì 16 luglio 2014

Passaporto e cittadinanza



Una delle cose che ho capito dopo avere viaggiato in molti paesi del pianeta è che gli esseri umani sono in gran parte gli stessi in tutto il mondo.

Ovviamente, le differenze culturali abbondano. Ma dagli USA all’Europa, dal Messico a Cuba passando per Australia e Sudafrica, la persone in tutto il mondo amano i loro figli. Si sforzano di essere felici. Svolgono un lavoro che non amano per datori di lavoro che spesso sono degli idioti arroganti, e percepiscono un salario che non basta neppure per sopravvivere le prime due settimane del mese.

E, ovviamente, sognano molto di più di tutto questo.

Tuttavia, a seconda della lotteria toccatagli alla loro nascita, molte persone trascorrono tutta la loro vita limitati dalla loro nazionalità, che stabilisce dove possono viaggiare, aprire un conto in banca o fare affari. Tutto a causa del colore del loro passaporto.

Tutto questo è assurdo. Lo si potrebbe definire un “incidente di nascita”, dato che il colore di un passaporto è irrilevante quanto il colore della propria pelle. O almeno dovrebbe esserlo.

Molto tempo fa, un passaporto era un dono raro che veniva concesso solo da un monarca. Il Kublai Khan diede infatti ai fratelli Polo (dei quali il più famoso era Marco), un passaporto d'oro per garantirgli un passaggio sicuro sulla via del ritorno verso l'Europa, avvertendo in questo modo ogni brigante potenziale che potevano incontrare sul loro cammino di non interferire con i suoi amici veneziani.

Oggi il passaporto è solo un gadget elettronico, pieno di dati biometrici e microchip RFID. Si tratta di uno strumento di controllo, un modo per tentare di tenere la gente legata ad un particolare pezzo di terra. E tutto sommato non serve a nulla più di questo. E lo stesso vale per la cultura, le tradizioni e in alcuni casi la lingua, quando questa viene parlata solo in un paese come è il caso dell’italiano.

Un mio amico ha recentemente dimostrato questa assurdità; lui è cubano, nato da genitori cubani, e aveva pertanto un passaporto cubano. Purtroppo, la cittadinanza cubana ti trasforma in un paria e con questo passaporto è praticamente impossibile viaggiare in qualsiasi paese senza prima avere ottenuto un visto, dettaglio particolarmente difficile quando si tratta di ottenere l'ingresso negli Stati Uniti.

Poi un giorno il mio amico ha iniziato il processo per ottenere la cittadinanza spagnola; suo nonno era spagnolo, e fu così in grado di dimostrare la discendenza da parte di suo padre, procedimento che in meno di un anno gli ha permesso di ottenere un passaporto europeo.

Lui restava la stessa persona di prima, nulla era cambiato, ne per lui e tanto meno per la burocrazia o l’intelligence USA, ma ora con il passaporto europeo poteva viaggiare praticamente ovunque senza visti. La sua vita è cambiata.

Come per lui così è anche per milioni di discendenti di emigrati europei che in tutta l’America Latina, o settentrionale, possono approfittare del fatto di avere nel loro albero genealogico un cittadino europeo, per ottenere in breve tempo un passaporto che risulta essere piuttosto un vero e proprio passepartout (gioco di parole azzeccato).

Il giorno prima il mio amico aveva un pezzo di carta rilasciato da un governo ... e il giorno dopo aveva un altro diverso pezzo di carta rilasciato da un governo diverso e, dalla notte alla mattina, è diventato un ospite gradito che può visitare in qualsiasi momento gli Stati Uniti, l'Europa, e praticamente la maggior parte dei paesi del mondo.

Per quanto mi piacerebbe vivere in un mondo nel quale non si necessita di questi documenti inutili, tuttavia è chiaro che non li vedremo sparire molto presto.

Anzi, la tendenza generale un po’ ovunque è quella di incrementare ulteriormente il controllo e la sicurezza alle frontiere. E in questo caso, dal momento che eliminare i passaporti non è realmente un'opzione auspicabile, penso che abbia più senso averne più di uno, per chi possa avervi accesso.

Avere più di un passaporto significa avere più opzioni, e questo si traduce in maggiore libertà.

Tuttavia, l’unico modo legale per ottenere un secondo passaporto è quello di ottenere una seconda cittadinanza. E, fatta eccezione per alcuni paesi come Malta, St.Kitts and Nevis e pochi altri, che vendono letteralmente la cittadinanza al prezzo di alcune centinaia di migliaia di dollari/euro, nella maggior parte dei casi è necessario prima risiedere legalmente da un minimo di cinque ad un massimo di 10 anni nel paese per avere il diritto di ottenerne la cittadinanza.

16 luglio 2014

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