lunedì 16 giugno 2014

Bolivia e litio: Un futuro radioso o solo incertezza?



Che il litio sia in buona parte il cosiddetto “petrolio” del futuro lo sappiamo tutti. Le batterie dei nostri telefoni, computer portatili, delle prossime automobili elettriche e quelle che dovranno immagazzinare l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici, contengono tutte questo materiale prezioso. E dal momento che l’utilizzo di queste batterie sarà sempre più esteso, è logico pensare che i paesi che dispongono della maggiore quantità di questo minerale saranno la nuova “Arabia Saudita” del futuro.

E guarda caso, il paese che dispone sul suo territorio della maggiore quantità di litio è la Bolivia. Uno stato sudamericano che fino a poco tempo fa languiva semplicemente tra i tanti vari stati e statarelli spesso tutti etichettati genericamente come “repubbliche delle banane”.

Tuttavia, la maggior quantità di litio oggi viene prodotta dall’Australia. Un paese che rientra pienamente sotto il controllo anglo-americano. Un altro degli stati che curiosamente dispongono di litio in grandi quantità è l’Afghanistan. Proprio lui, quello in cui gli americani si sono impantanati in una guerra senza fine ufficialmente giustificata come intervento in favore della libertà per il suo popolo e della democrazia.

Ma il paese che dispone della maggiore quantità di litio resta comunque la Bolivia. Perché allora non si è deciso di approfittare in modo adeguato dei suoi giacimenti e si è invece preferito altre soluzioni?

Le versioni ufficiali parlano di mancanza di volontà e di capacità, da parte del Governo boliviano, nel cercare di stabilire delle strutture efficaci per l’estrazione e l’elaborazione di questo minerale prezioso. Si è anche dato la colpa al fatto che trovandosi i giacimenti in una zona del paese, il “salar de Oyuni”, che appartiene a gruppi etnici i quali producono nella stessa area anche la “quinua”, una risorsa preziosa che verrebbe minacciata dalla produzione di carbonato di litio, dato che quest’ultimo consumerebbe ingenti quantità d’acqua, si preferisca proteggere l’equilibrio attualmente esistente a scapito del promettente futuro.

Tuttavia, da quando il Governo boliviano ha ripreso la sovranità nazionale ed ha iniziato ad implementare strategie atte a migliorare il livello di vita dei suoi cittadini, la Bolivia ha lentamente eliminato la povertà ed è riuscita a trattenere buona parte delle rendite relative alla ricchezze presenti sul suo territorio. Tra queste si incontrano petrolio e gas. Risulta perciò abbastanza incredibile che non ci sia la volontà di sfruttare in modo adeguato una risorsa così importante per il futuro come è il litio.

O forse, ma questa è solo una speculazione, chi ha capito bene che avere il controllo totale su questa risorsa gli permetterà anche di avere molto potere in futuro, non ha quindi alcun interesse a permettere che la maggiore produzione di carbonato di litio sia realizzata da un paese non allineato con la NATO, il FMI e tutta la baracca decadente del nostro occidente in crisi conclamata; un paese che non si lascia controllare insomma. Senza contare che, una maggiore produzione di litio ne farebbe abbassare il costo in modo sensibile. E l’attuale barriera alla diffusione delle auto elettriche è proprio l’alto costo delle batterie. E se invece, sempre ipotizzando, le batterie al litio dovessero improvvisamente diventare molto economiche, i veicoli elettrici si venderebbero in quantità enormi, e di conseguenza la vendita di petrolio crollerebbe e con questa i lauti guadagni di chi ne gestisce il mercato.

Forse è vero che il petrolio sta finendo. Ma è altrettanto vero che il crollo improvviso nella richiesta di petrolio genererebbe una forte instabilità nel’equilibrio geopolitico attuale.

Ad ogni modo, il litio resta una delle risorse che sosterranno l’economia in futuro. Ed il fatto che la Bolivia sia il paese che ne detiene la maggior quantità, fa ben sperare che questa realtà, in un modo o in un altro, contribuirà a migliorare la qualità della vita degli abitanti dell’area. Sempre che venga permesso ai boliviani di agire liberamente rispettando la loro sovranità.

16 giugno 2014

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Oleh

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