domenica 10 novembre 2013

Vivere in Brasile: Prime riflessioni


Pensate di andare a vivere in Brasile? Siete stanchi dell’Italia, dell’Europa, dei soliti problemi e avete sentito dire che da quelle parti (in Brasile appunto) le cose stanno cominciando ad ingranare e ne volete approfittare? Beh … non siete certamente i soli. Tanti ci stanno pensando, e quando tante persone pensano, ma soprattutto decidono di muoversi in una determinata direzione, ecco che queste persone diventano anche un mercato.

E come in tutti i mercati che si rispettano (sarebbe meglio rispettarli meno) sorgono anche tanti speculatori e avvoltoi vari che si intromettono nel percorso offrendosi come guide, appoggi, agenti locali e consulenti infallibili che vi offrono il successo garantito (ovviamente grazie al loro intervento). Ma è davvero tutto così facile? Facile trasferirsi in Brasile, facile trovare lavoro in Brasile o avviare un attività autonoma in Brasile? E poi, che dire della salute, del costo della vita, delle notizie contrastanti che segnalano un paese spesso in rivolta e poco sicuro.

Vediamo di toccare brevemente ognuno di questi punti con l’aiuto dell’esperienza di chi ci vive in Brasile e vi è approdato senza tanti soldi da investire e/o appoggi locali. Parlando infatti con alcuni nostri amici sudamericani che svolgono l’attività di medico nel paese, sono emerse queste realtà

Trasferirsi a lavorare come dipendente in Brasile non è facile, o almeno non è più così facile quanto lo era in passato. Infatti, il governo locale si è accorto dell’interesse che c’è in questo momento verso il paese e ha rafforzato le maglie dell’immigrazione imponendo requisiti sempre più pesanti per concedere il permesso di residenza definitivo. Fondamentalmente ora, per avere il permesso di residenza definitivo che permette di lavorare in Brasile è necessario avere un azienda locale che inizia l’iter burocratico per richiedere il vostro visto presso l’immigrazione locale che dopo avere inoltrato la richiesta vi dovrà inviare in Italia i documenti da portare al Consolato del Brasile/Ambasciata più vicini dove richiederete il visto.

In questo momento specifico però, il forte impulso alla crescita che il governo locale sta apportando con investimenti nella sanità pubblica e nell’educazione, hanno aperto le porte ad alcune categorie professionali specifiche (medici ed insegnanti) che possono fare richiesta del permesso di residenza definitiva all’interno di questo programma. Unico requisito: esperienza pluriennale provata e conoscenza della lingua portoghese, naturalmente. (non è un caso che le nazionalità privilegiate siano i portoghesi e i cubani, i secondi perché hanno già svolto numerose missioni umanitarie in Angola ex colonia portoghese).

Pr il resto è inutile dire che data la vasta disponibilità di lavoratori poco specializzati avrete delle opportunità solo se in possesso di specializzazione o formazione specifica in un campo nel quale ci sia richiesta nel mercato del lavoro locale. Le altre alternative sono: sposare un cittadino brasiliano oppure recarvi in Brasile con il visto turistico e lavorare in nero, ma in nell’ultimo caso dovrete uscire dopo sei mesi e non potrete rientrare per i sei mesi successivi e infine, se venite scoperti lavorando illegalmente potete perdere qualsiasi diritto di regolarizzarvi in futuro.

A questo punto la possibilità che risulta maggiormente praticabile potrebbe essere quella del lavoro autonomo. Andare a vivere in Brasile con l’intenzione di avviare un attività autonoma non è poi così complicato. In ogni caso, a questo proposito è bene essere guardinghi, dato che non sono pochi coloro che si sono visti truffati e rovinati da sprovveduti senza scrupoli, brasiliani o italiani espatriati appartenenti alla categoria di coloro dai quali “Iddio me ne guardi bene”.

Risulta molto più conveniente fare una ricerca di mercato, magari sfruttando quel fantastico strumento che è Internet, per verificare la praticabilità di un progetto di attività in proprio. Indicativamente, essendo il Brasile in forte sviluppo, le opportunità di avviare un attività autonoma di sicuro successo sono tante. Tuttavia, come ho detto, è meglio non fidarsi degli sconosciuti e dopo esservi recati sul posto contattare solo professionisti accreditati, avvocati, agenti immobiliari, notai. Ricordate che ora per avere il permesso di residenza come autonomi dovete investire almeno 150 mila Reais (circa 55 mila euro) nell’attività, o trasferirli in un conto bancario nel paese e quindi presentare un progetto d’impresa alle autorità locali che preveda la crescita dell’attività, maggiori investimenti in futuro e l’intenzione di assumere del personale locale.

Infine, è possibile ottenere il visto di residenza come pensionati o beneficiari di una rendita estera. In questo caso è possibile ottenere il visto trasferendo almeno l’equivalente di 700 euro al mese sul conto bancario brasiliano più 350 euro per ogni familiare incluso nel visto.

Dove trasferirsi in Brasile?

Dopo avere fatto una rapida analisi delle varie opportunità di visti di residenza in Brasile vediamo velocemente quali sono le località all’interno del paese dove è più raccomandabile stabilirsi. Dal punto di vista della sicurezza, e questo è un punto che interessa tutti coloro che valutano l’idea di andare a vivere in Brasile, si può dire che il paese resta comunque una delle destinazioni più a rischio dato che nonostante i progressi indubbiamente raggiunti dai recenti governi progressisti, il divario è ancora molto forte tra i tanti poveri ed i pochi super ricchi. Inoltre è sempre bene ricordare che in TUTTO il Centro e Sud America, gli stranieri sono sempre considerati una sorta di bancomat ambulante con tutto ciò che ne consegue.

Tuttavia, evitando le grandi città come Rio e San Paolo, e optando per le piccole comunità con poche migliaia di abitanti e le zone rurali, si riduce moltissimo il rischio di essere vittima della criminalità locale. Le città meno pericolose in Brasile sono sicuramente Natal nel nord est che è anche una delle località a più forte sviluppo economico e Florianópolis, nel sud, vicino al confine con l’Uruguay.

La sanità in Brasile è universale, significa che una volta ottenuto il permesso di residenza definitivo potete approfittare della sanità pubblica. Però … c’è un, però!? La sanità pubblica è evitata come la peste da almeno il 25% della popolazione per la scarsa qualità e le lunghe file di attesa. Se desiderate avere una copertura di livello europeo è raccomandabile sottoscrivere un assicurazione sanitaria privata il cui costo varia da una compagnia all’altra e in base all’età, ma generalmente tra 60 e 100 euro al mese.

Infine il costo della vita in Brasile. Considerando che, come in ogni altra località del mondo, questo varia in base allo stile di vita della persona e della località dove sceglie di stabilirsi all’interno del paese; nelle grandi città il costo della vita è più alto anche in Brasile mentre che in provincia e nelle zone rurali è molto più basso, se vogliamo fare un conto approssimativo sulla base dei costi che avrebbe una coppia appena trasferitasi in una zona media ecco alcuni costi indicativi:


Alloggio una camera in affitto 500/600 R 

Condominio e tasse                      350  R 

Alimenti                                         700  R 
Bollette  (acqua, elettricità)           200  R 
Cellulare                                       150   R 
Abbigliamento                               250  R 
Internet/TV/Telefono                     300  R 
Assicurazione medica                   400  R 
Assicurazione auto (piccola)         150  R 
Carburante                                     250 R 
Vari                                                 350 R 
Tot.                                                2050 R (700 euro circa)

Vivere in Brasile ultime considerazioni generali

Le informazioni sopra menzionate sono solo indicative e generali. La considerazione di base che mi sento di fare e suggerire a chiunque sia seriamente intenzionato a recarsi in questo meraviglioso paese è che sia ancora troppo presto per stabilire quale sarà il risultato finale delle importanti trasformazioni che il paese sta mettendo in atto. Chi parte per stabilirsi in Brasile deve farlo ancora con una buona dose di spirito di avventura.

Ricordiamo sempre che quando noi andiamo in un paese straniero tuttora con un divario molto ampio tra poveri e ricchi, siamo e restiamo comunque stranieri ricchi (anche se siamo poveri nel paese da dove veniamo). Le persone del luogo possono sembrarci gentili, aperte e tolleranti. Con noi possono essere particolarmente disponibili (forse proprio perché stranieri e quindi portatori di valuta pregiata), ma in caso di problemi sociali, di fallimento dell’economia locale e di ritorno alla precarietà, le persone del luogo non esiteranno comunque mai a prendersela con gli ultimi arrivati. Questo si applica al Brasile ma più generalmente a tutti quei paesi poveri o che oggi chiamiamo emergenti, che anche se in forte sviluppo tuttavia non hanno ancora ottenuto di sperimentare una vera e propria trasformazione sociale ed una equa distribuzione della ricchezza. E credetemi, è già successo più volte in Sud America che paesi lanciati verso uno sviluppo promettente si sono poi ripiegati su di se ricadendo nel baratro.

Infine, non dimenticate mai l’importanza di imparare la lingua del luogo dove desiderate trasferirvi. Nel caso del Brasile il portoghese. Deve essere tra i primi passi che farete quello di apprendere almeno i primi rudimenti della lingua e della cultura locali, sarà fondamentale anche per il successo nel mondo del lavoro o degli affari.


10 novembre 2013

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Oleh

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