giovedì 14 novembre 2013

Paul Gauguin: I suoi mari del sud


Per chi non lo conosce, Paul Gauguin é stato uno dei maggiori pittori impressionisti francesi della fine dell'ottocento. Di idee abbastanza anticonformiste e in controtendenza, ad un certo punto della sua vita decide di andare a vivere ai tropici. Motiva la sua scelta, almeno dalle parole scritte ad un amico pittore, con il fatto che la vita costa meno, si trova cibo facilmente ovunque e le persone sono meno stressate. Pensa prima al Madagascar ma poi parte per la Martinica dove fonderà un atelier, ma finirà i suoi giorni nella Polinesia Francese, nelle isole Marchesi. 

Gauguin é famoso per aver contribuito a creare il mito dei mari del sud insieme ad altri viaggiatori di fine ottocento, di cui magari parleremo in futuro. Conosciuto soprattutto per i suoi dipinti pochi sanno che fu anche uno scrittore. Scrisse un diario, che oggi potremmo quasi definire un blog di viaggio, raccontando nei dettagli la sua vita quotidiana a Tahiti e nelle isole. Questo diario si chiama "Noa Noa"(tradotto profumo di fiori) in riferimento all'onnipresente profumo che si percepisce nelle isole ricche di vegetazione tropicale.

Questo diario risulta interessante soprattutto dove descrive i problemi che incontra lui, europeo e profugo della metropoli parigina, nell'adattarsi alla vita delle isole ed anche ai problemi che incontra nell'inserirsi nella cultura locale. Abbandona subito Papeete, la capitale di Tahiti, dicendo che non sopporta questa cittadina di frontiera dove gli europei hanno asservito i locali costringendoli ad essere schiavi e trasformando le ragazze in prostitute per pochi denari. Se ne va a vivere in un piccolo villaggio sul litorale di Tahiti, crea il suo piccolo atelier di pittura e ben presto si accorge che la vita sull'isola non é poi così facile. 

É vero, come lui pensava, che nelle isole selvagge ed incontaminate dei mari del sud si trova cibo gratuito ovunque, ma come riconosce ben presto,  bisogna essere in grado di conseguirlo. Così che, se non sei in grado di arrampicarti sulle alte palme per raccoglierne i frutti, o non sei capace di pescare nell'oceano, ben presto ti ritrovi affamato. Testardo ed orgoglioso tanto da non abbassarsi a chiedere, si trova ben presto in condizione di indigenza; sopravvive solo grazie all'aiuto di alcuni giovani pescatori locali che senza dire nulla alla mattina presto gli fanno trovare una cesta piena di pesce e frutta davanti alla porta. I selvaggi!?

Nel frattempo invia le sue opere in Francia a Parigi, dove un amico ha il compito di rivenderle ed inviarne i proventi a lui. Quando l'amico gli chiede il perché della scarsa qualità dei soggetti delle sue opere, lui risponde testualmente: "il cliente é stupido, le masse sono stupide, ed agli stupidi si deve dare quello che vogliono e per cui sono disposti a pagare, ed a me servono i soldi, per quanto pochi, per mangiare".

Interessante notare come quei dipinti oggi valgono diversi milioni di euro cadauna, e fanno bella mostra di se nei musei e/o nei soggiorni bene di alcuni miliardari contemporanei.

Senza dubbio, la parte più interessante del libro-diario "Noa Noa", é quella più dura, in cui Gauguin descrive la sua sofferenza di "pesce fuor d'acqua" in una cultura che al principio non gli appartiene. Emblematica la descrizione che lui fa, da anticlericale parigino quale era, tra le differenza comportamentali, l’apertura mentale e la disinibizione dei polinesiani del tempo paragonate all’ipocrisia ed il igottismo europei. Parla della mancanza di un atteggiamento virile o effeminato che siano forti nel loro estremo, in una società dove i ruoli non sono così ben definiti. Racconta di uomini che si muovono come donne e viceversa; la maggioranza dei locali sembrano essere così. Parla della disinibizione dei locali nel mostrare i propri corpi nudi e nel praticare la sessualità, ed imputa l'origine del pudore e dell'inibizione al condizionamento che le religioni organizzate hanno avuto sulla nostra società europea inculcandoci fin da piccoli questa idea del peccato e del pudore che ne consegue. 

Termina i suoi giorni in una casa ad Atuona, un piccolo villaggio di una piccola isola polinesiana dell’arcipelago delle Marchesi, sulla cui porta era scritto "maison du jouir" (casa del piacere). In aperta provocazione con il Vescovo Cattolico delle isole che lo additava come esempio negativo in quanto conviveva con una ragazzina di 13 anni. Abitudine locale era che le famiglie combinassero i matrimoni dei propri figli, e spesso le ragazzine giovani andavano in spose a uomini molto più anziani di loro. Costume in uso in molte culture del passato e del presente. Basti pensare che Gandhi, il Mahatma, famoso profeta indiano della non violenza nel secolo scorso, si sposò attraverso un matrimonio combinato con una ragazzina di 12 anni. In India, ancor oggi, in molti luoghi funziona così.

Mi é sembrato interessante ed appropriato introdurre la storia di Paul Gauguin, dato che credo abbia qualcosa in comune con tutti noi che viaggiamo, e non solo per turismo, ma per conoscere, farci conoscere, e magari per aiutarvi a scegliere un nuovo paese in cui andare a vivere. 


Mi ricordo un aneddoto del racconto fatto da Gauguin, dove parla di un’assemblea tra gli isolani a cui partecipò: "mi trovavo riunito con tutti gli isolani del villaggio la sera dopo un giorno pesante, un uragano terribile aveva distrutto alcune delle case di legno dei presenti, poche le parole, tutti gli uomini giovani e forti si alzarono e con decisione annunciarono che il giorno seguente si sarebbero tutti insieme prodigati per riparare quelle case. Rimasi colpito dalla disponibilità e dall'altruismo di questa gente semplice e generosa ed andai a dormire con il cuore pieno di ammirazione per questo popolo. Il giorno dopo mi risvegliai, andai in strada per unirmi ai giovani che prendevano parte alla ricostruzione, e non vidi nessuno. Fermai un passante e gli chiesi dove fosse il gruppo che si occuperà della ricostruzione, lui sorridendo mi rispose ... beh ... oggi magari no. Forse domani o dopodomani  chissà ... ma non ti preoccupare, prima o poi vedrai che qualcuno andrà a riparare le case danneggiate dal ciclone..."??!!


I tempi di Gauguin sono cambiati, così come anche i luoghi, ma questa storia serve, io credo, a farci riflettere sul fatto che spesso quando ci spostiamo nel mondo ci aspettiamo inconsciamente di ritrovare altrove la stessa cultura, la coerenza e le stesse abitudini del luogo da cui veniamo. Spesso non è così ... anche se le differenze sono piccole a volte risulta difficile adattarsi.

"Mañana" si dice qui in Spagna ed il ritmo di vita alle Canarie, senza essere quello polinesiano dei tempi di Gauguin, é comunque molto più lento di quello dell’Europa del nord. Se decidete di trasferirvi da queste parti non aspettatevi la produttività e la velocità tipiche di altre latitudini, qui non le troverete, ma neppure lo stress e l’ansia.


14 novembre 2013

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Oleh

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