mercoledì 20 novembre 2013

Nei mari del sud: Robert Luis Stevenson



Un libro che considero essenziale per chiunque abbia il desiderio di approfondire l'aspetto psicologico legato al viaggio, ed al cambiamento di vita è sicuramente “Nei mari del sud”.

Robert Luis Stevenson è uno scrittore di fine ottocento, contemporaneo di Paul Gauguin, il pittore francese trasferitosi a Tahiti, di cui ho già accennato in un altro post. Entrambi hanno terminato i loro giorni su di un isola nel Pacifico del sud, contribuendo tutti e due anche alla nascita del mito stesso dei "mari del sud". Stevenson, di madre francese e padre scozzese, intraprende negli ultimi anni della sua vita un viaggio nei mari del sud, portato da quelle parti da un contratto editoriale che gli chiedeva di scrivere alcuni racconti su questi luoghi.

Avendo problemi alle vie respiratorie scopre presto che il clima delle isole è particolarmente adatto alla sua condizione, e decide così di fermarsi su di un isola delle Samoa dove morirà alla fine dell’800.

Viaggia così di isola in isola alla scoperta delle genti e le usanze locali. Descrive atolli corallini di enorme bellezza e popolazioni semplici ed ospitali. Stabilirà così la sua residenza definitiva sull'isola samoana di Upolu. Qui continuerà fino alla sua morte a scrivere i suoi racconti. Dagli abitanti locali venne chiamato affettuosamente "Tusitala" che in dialetto samoano significa “colui che racconta storie”.

I racconti di Stevenson sono importanti e profondi, oltre che istruttivi, alla stessa stregua di quelli di Paul Gauguin nel suo diario Noa Noa, entrambi ci descrivono la realtà sociale ed umana dei luoghi.

Vedete ...  A volte si cade nell'errore di pensare che esistano persone speciali o particolarmente buone al mondo per il semplice fatto che sono nate e cresciute in un luogo semplice, naturalmente intatto, e lontano dal condizionamento della nostra cultura occidentale.

Era l'errore commesso anche da molti famosi pensatori di fine 700 come Russeau e Bugainville, quest'ultimo viaggiando con James Cook nei mari del Pacifico del sud si incontrava  con etnie locali sviluppatesi completamente senza l’influenza della nostra cultura occidentale, era alla ricerca del "buon selvaggio". La sua convinzione era che esistesse un essere più buono, più libero, meno inibito e meno ipocrita per il solo fatto di essere cresciuto lontano dai condizionamenti sociali e religiosi europei. Era il mito del "buon selvaggio". Badate bene, non era tutto falso, i popoli e le culture che non hanno subito l’influenza occidentale degli ultimi duemila anni hanno definitivamente delle caratteristiche molto positive rispetto a noi.

Tuttavia dagli scritti di Luis Stevenson così come da quelli di Paul Gauguin, si capisce come in realtà queste popolazioni cresciute libere a distanza di migliaia di miglia dalla cultura puritana, conservatrice ed ipocrita, dell'Europa di fine settecento, avessero comunque sviluppato un sistema sociale molto duro e spesso terribilmente crudele. La libertà non era una vera libertà. La parola "Tabù", termine polinesiano che consiste nella proibizione assoluta di fare una determinata cosa senza una ragione particolare, rappresenta bene il punto. Era Tabù qualsiasi contatto con i membri di un clan diverso dal proprio, ma concesso tutto all'interno dello stesso clan tra tutti i suoi membri, e così anche qualsiasi pratica sessuale per esempio, anche tra consanguinei, era permessa se si trattava di membri dello stesso clan. Una forma solo diversa di condizionare e creare il senso di colpa in queste società.

I racconti di questi grandi viaggiatori ci insegnano una cosa fondamentale: e cioè che il paradiso non è un luogo fisico nella geografia di questo o di un altro pianeta.

Le persone migliori non si trovano in un paese diverso da quello in cui viviamo, stanno ovunque intorno a noi. Sta a noi cercarle, ed il primo passo da fare è quello di cercare di essere noi persone migliori, più buoni e più giusti.

Se siete tra coloro che pensano che i "selvaggi" abitanti di un atollo polinesiano o gli autoctoni di altre latitudini siano a priori individui "migliori", allora vi consiglio la lettura di questo libro:

"Nei mari del sud" Robert Luis Stevenson.


20 novembre 2013

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4/ 5
Oleh

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