mercoledì 20 novembre 2013

Ecuador: Si riduce la povertà e si ridistribuisce la ricchezza

Traduco e pubblico molto volentieri questo articolo comparso nella sessione “opinioni” del sito telesurtv.net, nel quale l’economista Alfredo Serrano Mancilla e il Segretario Nazionale dell’Educazione Superiore, della Scienza e della Tecnologia dell’Ecuador, René Ramírez Gallegos, descrivono i successi, corredandoli da dati precisi, che il paese sudamericano ha ottenuto negli ultimi anni.

“Si parla molto della povertà. Certo è che questo termine è così tanto usato da giungere a risultare frivolo. A nessuno sembra strano che le allusioni alla povertà appaiano sempre più spesso nei discorsi di politici ultraconservatori o in qualsiasi documento, di quelli in agenda, dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale)(…) Molti autori praticano la “scienza” della contabilità dei poveri come se si trattasse di un problema congiunturale, mentre altri preferiscono il riduzionismo proprio della scuola dominante, per ridurre la povertà ad una sola dimensione, così da lasciarla condannata da un unica variabile.

Addirittura i più azzardati scelgono quasi di giocare con i poveri, e si dedicano solo a menzionare se uno è o non è povero, come se si trattasse di dargli un marchio che li identifichi. Questi analisti evitano di menzionare quanto poveri sono questi poveri, chi sono, perché e, cosa ancor più importante, come si possa realmente, in termini strutturai e sistemici, eliminare la povertà. Infatti, sarebbe molto più corretto parlare di distribuire la ricchezza per non cadere nella trappola classica nella quale si trova la troppa scienza egemonica che ci ha sempre condotto a parlare di obiettivi in negativo; ecco, questo è il punto: lottare contro l’ineguaglianza, la povertà, l’esclusione. Perché non parlare positivamente di ricchezza, uguaglianza e inclusione invece di continuare a lottare contro la povertà, l’ineguaglianza e l’esclusione?

Così, è chiaro che studiare il problema della povertà o dell’altra faccia della stessa medaglia, la ricchezza, non è compito facile.(…) Detto questo, nella misura possibile e consapevoli di tutte le limitazioni precedentemente presentate, si introducono alcuni aspetti che ci portano ad affermare, con forza e rigore, e da un punto di vista più integrale rispetto all’abituale, che la povertà in Ecuador è stata ridotta non solo a livello congiunturale ma anche in termini strutturali.

Da quando è iniziata la Rivoluzione della Cittadinanza, l’obiettivo di terminare la lunga notte neoliberale, di farla finita con l’impoverimento della maggioranza, si è concretizzato in buona misura. Il debito sociale neoliberale si sta saldando a gran velocità. A parte i vari programmi “bonus”, come ad esempio il Bonus per lo Sviluppo Umano (Bono de Desarrollo Humano) e tutti i suoi derivati, si sono anche prodotte delle politiche come:

1. La politica di educazione e sanità
2. Politica di investimenti per ottenere la tanto agognata sovranità energetica nel 2016
3. Politiche tributarie che facilitano la riscossione in maniera progressiva
4. Politiche che fomentano l’educazione superiore nei campi scientifico e tecnologico per rendere più competitivo il paese
5. Politica di crescita delle infrastrutture logistiche e delle comunicazioni
6. Si è ottenuto un inserimento meno subordinato nel mondo del commercio e della politica estera con l’abbandono del CIADI, la denuncia dei Trattati Bilaterali d’Investimento e favorendo l’incremento del commercio con il Sucre (via ALBA)
7. Il rifiuto dei trattati di libero commercio che rappresenterebbero una minaccia per i cambiamenti strutturali che sta vivendo l’Ecuador obbligandolo a tornare al vecchio schema economico che lo manteneva esclusivamente un paese esportatore.

Ora è possibile comprendere perché i freddi dati riferiti alla povertà in questo caso diventano tiepidi, contestualizzati e comprensibili. La povertà, nella percentuale dei poveri, si è ridotta in Ecuador dal 37,6% al 23,7% tra il 2006 e giugno del 2013. Questa riduzione è ancor più significativa nelle aree rurali, passando dal 60,6% al 40,7% mentre nelle aree urbane si è scesi dal 25,9% al 14,9%. Ma se andiamo ben oltre a questo indice ingenuo che misura solo l’incidenza e andiamo a toccare livelli e gravità, il denominato deficit di povertà si è ridotto dal 15,5% del  2006 all’8,4% del 2013 mentre che la gravità dall’8,6% al 4,4%. Così è ampiamente fuori discussione che la povertà e la sua intensità si stanno riducendo in Ecuador.

Se continuiamo ad allargare l’obiettivo, possiamo affermare sempre con maggiore sicurezza che la povertà in Ecuador è stata fortemente ridotta. La povertà si riduce molto di più per coloro che hanno studiato meno, si riduce più di dieci punti in percentuale negli analfabeti, coloro che si stanno alfabetizzando e per chi ha solo un educazione elementare. Sebbene la disoccupazione continui a ridursi in questi anni (ha raggiunto già il 4,57%), si deve anche sottolineare che la povertà dei sottoccupati e dei disoccupati è stata anch’essa ridotta (rispettivamente del 7,8% nel primo caso e del 9,5% nel secondo). Anche se non sono i termini più adeguati useremo queste categorie: la classe bassa e la classe medio-bassa sono il gruppo che ha visto aumentarsi maggiormente il salario con un aumento del 3,5% mentre che la classe più alta (il 10% più ricco) ha visto giustamente ridursi il reddito del 6%.

La crescita dell’Ecuador non crea povertà e ineguaglianze, al contrario, è un meccanismo che ottiene di distribuire in maniera più equa il nuovo reddito generato. Infatti, l’ineguaglianza economica misurata dall’indice Gini, si riduce dallo 0,54 del 2006 allo 0,46 del 2013.

Indipendentemente dai successi ottenuti per continuare migliorando non ci si deve mai fermare, come afferma sempre il Presidente Correa. Dopo la sua seconda vittoria elettorale realizzata lo scorso febbraio, infatti, è iniziata una seconda fase, con molte condizioni materiali che sono migliorate, permettendo così al Presidente Corea di continuare ad avanzare in profondità con i cambiamenti, radicalizzando le sue politiche di emancipazione per passare a saldare il debito sociale eliminando progressivamente e completamente la povertà a livello sistemico, distribuendo sempre più equamente la ricchezza, con l’obiettivo di concretizzare una democrazia reale fondata nel suo motto del Buen Vivir de Todos “Una Vita Buona per Tutti”.

20 novembre 2013

Fonte: Telesur

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Ecuador: Si riduce la povertà e si ridistribuisce la ricchezza
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...