giovedì 10 ottobre 2013

Canarie: Rilevare o avviare un’attività commerciale

Avviare una nuova attività nelle isole o subentrare in una già presente? Nello stile del blog cercherò di essere sincero dall’inizio e non vendere “fumo” terminando con creare false aspettative. Cercherò di darvi un’idea di cosa si può realizzare nelle isole nel caso che decideste di valutare il subentro in un’attività già esistente, cercando di essere chiaro ed onesto, anche perché io non ci guadagno nulla.

Come ho già avuto modo di dire in precedenza, in questo momento la crisi economica ha colpito duramente anche da queste parti. Così che molte attività commerciali hanno visto ridursi considerevolmente le entrate e per questo motivo i proprietari decidono di cederle. Non è esagerato, come ho già avuto modo di dire in passato, che quasi tutte le attività commerciali nelle isole Canarie sono in cessione (“se traspasa”, cartello che appare quasi ovunque). Anche se devo dire che rispetto al 2009, il numero dei cartelli si è ridoto un poco.

Questo comunque non significa che tutte le attività vadano male, ma d’accordo con l’antico detto che ogni cosa ha il suo prezzo, se aggiungiamo che la crisi spinge molti a mollare, si può affermare che teoricamente contattando una qualsiasi attività commerciale presente nelle isole è possibile riuscire a trovare un accordo con il proprietario. Ho già avuto modo di segnalare come, purtroppo, la politica del “todo incluido” o “all inclusive”, praticata dagli alberghi che cercano di spremere al massimo la loro clientela trattenendola all’interno delle strutture, abbia un impatto deleterio sulle piccole attività private fuori degli alberghi stessi.

Ci sono comunque attività che funzionano per la loro ubicazione, generalmente zone di largo passaggio o zone dove vi è poca concorrenza nel raggio di chilometri. Attività che sono molto piccole, a conduzione familiare e che prevedono un impegno totale da parte dei titolari.

Si tratta anche di conoscere bene la zona in cui si trova l’attività. Per esempio, io conosco l’isola di Fuerteventura, ed anche la capitale Gran Canaria. A Fuerteventura non rileverei mai un’attività a Caleta de Fuste, località poco frequentata nel centro dell’isola, per lo più residenziale. Meglio El Cotillo Corralejo o Morro Jable/Jandia. Ma anche in queste località è bene andarci ben cauti, la concorrenza è enorme e la crisi ha ridotto enormemente il numero dei potenziali clienti.

La capitale, Puerto del Rosario, a Fuerteventura,  può essere un’altra opzione, ma dato che non è una località dove passano molti turisti ed i locali spremuti dalla crisi non hanno più tanti soldi da spendere, non la consiglierei. Inoltre, se vi date da fare esplorando le varie opportunità, vi renderete subito conto che per esempio gli affitti dei locali commerciali nelle zone di grande passaggio mantengono prezzi esorbitanti e considerando il fatto che l’affittuario deve inoltre pagare una tassa di circa il 10% sul prezzo dell’affitto, questo incide non poco sulle prospettive concrete che potreste avere.



Nell’isola di Gran Canaria sono molti i luoghi in cui vi è grande passaggio di turisti e locali. A parte le famose località del sud come Maspalomas e Playa del Inglés, anche molte zone della capitale Las Palmas sono interessanti per il traffico che ricevono. La famosa spiaggia di Las Canteras con la sua area pedonale sul mare, la strada centrale “Mesa y Lopez”, Triana, via commerciale che è un po’ la Via Vittorio Veneto/Corso Buenos Aires della città. Il centro commerciale “El Muelle” vicino al porto, ma anche zone residenziali nuove e dinamiche come la zona di “7 palmas”. Ma naturalmente, come già si è detto, il costo degli affitti per i locali commerciali in queste zone è particolarmente alto.

A questo va aggiunto che chi pensa di avviare un’attività alle Canarie deve togliersi dalla testa in maniera definitiva l’idea di sbancare il mercato con i prodotti “esclusivi” del Bel Paese. Ho visto un numero enorme di furbetti armati di: aceto balsamico, parmigiano reggiano, caffè italiano di marca e quant’altro, doversi ricredere scappando con la coda tra le gambe. I locali ed i turisti apprezzano certamente la cucina italiana, ma preferiscono spendere poco e privilegiano soluzioni economiche e spartane. Tradotto significa: non pensate di aprire ristoranti o bar raffinati dove prodotti e cucina esclusivi costano quasi come, o addirittura di più, che in Italia. Lo spirito delle isole è  molto informale, quindi se volete avviare un’attività qui dovrete ispirarvi a questo spirito.

Rilevare un’attività alle Canarie

Se avviare un’attività nelle isole è rischioso rilevarne una già esistente è particolarmente delicato. Come abbiamo già detto, la crisi non lascia molto margine di successo e se consideriamo, come già accennato, che la quasi totalità delle attività presenti nelle isole sono disponibili per la cessione, è necessario valutare bene tutti i dettagli.

Un consiglio: non vi fidate mai neppure dei libri contabili che il proprietario vi mette a disposizione! Da queste parti, molto spesso, grazie anche alla complicità di commercialisti compiacenti, i dati relativi a: fatturato, entrate, uscite e utili, vengono allegramente ritoccati al fine di rendere più appetibile l’attività in cessione. Vero è che se date uno sguardo agli annunci potreste imbattervi in offerte ridicole: bar e ristoranti a partire da 10/20.000 euro in cessione (traspaso), ma chiedetevi: sarà mai possibile che un’attività con un minimo di redditività venga ceduta per quella cifra? La risposta a voi …

Infine, ripeto come un mantra ciò che mi venne detto nella Camera di Commercio di Las Palmas alcuni anni fa: “Se hai occasione di parlare con italiani desiderosi di trasferirsi qui per favore, digli quanto segue: basta ristoranti, bar e pizzerie. Che cerchino di investire in attività e/o servizi diversi …”

Un link utile della Camera di Commercio di Tenerife: Creazione di Imprese alleCanarie


10 ottobre 2013

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4/ 5
Oleh

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