giovedì 31 ottobre 2013

Baja California: Parte II



A parte i problemi comuni a tutte le città di frontiera, Tijuana resta una cittadina abbastanza interessante dove si trovano molti locali dove mangiare delle squisite parrilladas (grigliate di carne), tacos e burritos. Qui si trovano anche molti negozi e mercatini di artigianato locale.

Il cuore della vita della città ruota intorno alla Avenida Revolución, la via centrale, che di notte si anima con una sua movida tutta particolare.

Da Tijuana prendiamo la Mexico1, la strada che ci porta verso sud, e incontriamo subito il paesino trustico di Playa de Rosarito non distante da Tijuana con spiagge molto belle e un clima vacanziero molto rilassato, non è un caso che molti pensionati nordamericani abbiano scelto di acquistare casa proprio qui. Evidentemente la vita qui costa molto meno e la frenesia delle metropoli resta oltre confine.

Scendiamo più a sud e troviamo Ensenada la terza città per grandezza in Baja California Norte. La Transpeninsular Mexico 1 segue la costa fino a qui, il mare è bellissimo ma è necessario ricordare che l’acqua tra Tijuana e Ensenada è abbastanza inquinata ed è quindi sconsigliabile fare il bagno. Tuttavia, qui vedrete molti surfisti nord americani che sulle loro tavole restano in attesa delle onde giuste, perché Baja e le sue coste sono la continuazione naturale delle coste californiane del nord; l’oceano è qui come al nord, molto agitato e per questo qui si trovano onde potentissime per gli amanti di questo sport. Ensenada è famosa anche per i suoi vini, e per i suoi ristoranti tra i migliori della penisola.

Scendendo più a sud il panorama si fa meravigliosamente selvaggio e spettacolare, la transpeninsular scorre tra deserti di cactus e spiagge solitarie, la catena montuosa da una parte ed il mare dall’altra. La natura è qui unica e padrona. Qua e là si incontrano i resti di un passato coloniale che viene ricordato dalle rovine delle numerose missioni sperdute nel deserto, sulle montagne, nelle oasi abbandonate. Chiese e monasteri che si ergono nel bel mezzo del nulla, come mision de San Pedro Martir nel parco omonimo che tra l’altro è una riserva naturale bellissima nella sierra alle spalle della cittadina di San Quintin, mision San Rosarito, mision Guadalupe vicino a Mulege, mision San Francisco Javier vicino a Loreto.

Noi intanto proseguiamo la discesa verso sud, incontriamo Guerrero Negro cittadina di confine tra la Baja California Norte e Sur, qui si vede l’effetto della rapida militarizzazione del paese, la caserma locale è stata quasi raddoppiata negli ultimi anni. Dopo gli eventi del Chiapas nei primi anni novanta, e dato i problemi con il narcotraffico, il governo messicano ha messo a punto un programma di militarizzazione del paese così che non è difficile imbattersi in posti di blocco militari dove vengono controllati i documenti, spesso al confine tra due stati messicani come qui; ma tranquilli, tutto si svolge nella massima correttezza.

Abbiamo attraversato il deserto per molte miglia ora ritorniamo sul mare a Santa Rosalia e vi restiamo fino a Puerto Escondido (che non è lo stesso del film con Diego Abatantuono e Claudio Bisio). Siamo sul mar di Cortez, quello racchiuso tra il Messico continentale e la penisola di Baja California. E’ conosciuto per essere uno dei mari più pescosi al mondo, non a caso nella zona di Los Cabos a sud, si tengono alcune tra le più famose gare di pesca d’altura con partecipanti provenienti da tutto il mondo. Puerto Escondido è un moderno marina con attracco per yacht di lusso e tutti i servizi connessi, prima di Puerto Escondido troviamo Mulege, cittdina balneare famosa per le sue spiagge e i suoi fondali, nelle acque circostanti si trovano appunto i migliori fondali di tutta la penisola per immergersi o fare snorkeling.

Loreto è la ultima tappa obbligata prima di entrare nella zona de Los Cabos. E’ una cittadina tra il vecchio ed il moderno, alcuni anni fa un progetto governativo aveva attratto molti capitali stranieri in zona e prevedeva di fare di Loreto una meta importante per il turismo della penisola, ma poi tutto si è arenato. Interessante la missione francescana di Loreto completamente restaurata. Da qui riprendiamo la strada in direzione sud tornando nel deserto e poi sulle montagne, l’altopiano della Magdalena. Avendo tempo disponibile varrebbe la pena di fare un poco di trekking sulle montagne dell’altopiano che sono di una bellezza unica e selvaggia.

31 ottobre 2013

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