lunedì 10 luglio 2017

L’ateismo cresce in tutto l’occidente, la religione cresce nel resto del mondo

curiosità

In Australia i "non credenti" sono ora il gruppo più numeroso del paese al di sopra di tutte le religioni. Un australiano su tre dichiara di non appartenere a nessuna religione.

Solo cinque anni fa, quando venne fatto l’ultimo censimento, i cattolici erano il gruppo più numeroso. È interessante vedere come l'ateismo sta guadagnando terreno in occidente, mentre la religione cresce nel resto del mondo.

Se guardiamo il caso australiano, vediamo che è successo qualcosa di interessante. L'Australia è un paese con una crescita della popolazione piuttosto sostenuta, così non è facile mantenere la stessa percentuale censimento dopo censimento. Per fare ciò, le confessioni religiose avrebbero dovuto crescere del 8,8% negli ultimi cinque anni, lo stesso tasso di crescita della popolazione generale.

Ma non è stato così. Oggi, l'Australia ha più musulmani che presbiteriani e buddisti; più hinduisti che battisti; e quasi lo stesso numero di sikh e luterani. Ma ciò che colpisce è che i 'non credenti' sono il gruppo più numeroso al di sopra di cattolici (i più numerosi dal 1986) e anglicani (che erano il 41% della popolazione nel 1921 e ora sono solo il 13, 3%).

Insieme, le confessioni cristiane sono passate dal 88% nel 1966 a poco più del 50% nel 2016. Perché è vero che la categoria ‘non religioso’ non significa necessariamente ‘ateo’ o ‘agnostico’ in senso stretto, ma registra una tendenza che può essere vista in molti altri posti.

In Inghilterra, il declino della religione è stato costante nel corso dell'ultimo secolo sia nella frequentazione delle chiese, nell’identità religiosa o nel numero dei membri auto-dichiarati. Il 36% dei britannici non crede in Dio, il 48% non è affiliato ad alcuna religione, e il 66% non assiste mai alle funzioni religiose.

Non importa il paese occidentale che si sceglie, i non credenti stanno diventando sistematicamente la minoranza maggioritaria. Qualcosa che si può apprezzare soprattutto a livelo demografico: la religiosità aumenta con l'età, qualcosa che sembra suggerire una progressiva sostituzione delle credenze religiose. In Spagna i dati sono illustrativi di questo fenomeno. Infatti, le persone religiose sono oltre il 50% della popolazione al di sopra dei 50 anni d’età.

Nel resto del mondo la religione cresce inarrestabile


Tuttavia, la religione è in crescita in tutto il resto del mondo: secondo un recente studio del Pew Research Center, tra il 2010 e il 2050 i musulmani avranno una crescita pari al 73%, i cristiani del 35% e gli indù, il 34%. Nel frattempo, le persone non legate ad alcuna religione (l'equivalente in questo sondaggio ai ‘non religiosi’) cresceranno solo del 3%.

La conseguenza più diretta di questo è che l'Islam (che, all'inizio del XX secolo non attraversava il suo miglior momento) è pronta a diventare la religione più grande del mondo e, come abbiamo suggerito nel titolo, l'ateismo e le sue varianti sono sempre più vicine a trasformarsi in una rarità culturale peculiare dei paesi occidentali.

La maggior parte degli esperti indicano due ragioni alla base di queste tendenze (che sono evidentemente collegate). Il primo è la demografia, naturalmente. L’ateismo cresce in aree a crescita demografica bassa o zero. Europa, Giappone, Australia o Nord America stanno crescendo molto meno rispetto ad altri paesi.

L'altro motivo sembra essere la "tranquillità" sociale. Phil Zuckerman, professore di studi di sociologia presso il Pitzer College, osserva che eventi traumatici e disastri naturali aumentano la religiosità di chi li sperimenta. Il terremoto di Christchurch in Nuova Zelanda nel 2011, è un importante caso di studio (anche se ci sono importanti eccezioni come il Giappone del dopoguerra).

In ogni caso, resta ancora molto da indagare, ma senza dubbio, in questi dati si nascondono le chiavi dello scenario religioso del futuro.

Fonte: Xataca

10 luglio 2017

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