mercoledì 3 maggio 2017

Ibuprofene e rischio cardiaco: Problemi dell’abuso di uno dei farmaci più usati

dieta e salute

Stiamo conoscendo le conseguenze dell’abuso dei farmaci nel peggior modo possibile: soffrendole sulla nostra pelle. L'uso improprio degli antibiotici causa la resistenza dei batteri, l’abuso degli oppioidi porta alla dipendenza e, secondo diversi nuovi studi, l'abuso di farmaci come l'ibuprofene è legato allo sviluppo di problemi cardiaci.

Sì, a quanto pare, l'ibuprofene, uno dei farmaci più utilizzati in tutto il mondo, è legato a un aumento del 31% del rischio di soffrire un arresto cardiaco. E molti altri farmaci anti-infiammatori non steroidei non fanno meglio. Ma il problema non è l'ibuprofene in sé, il problema è il modo in cui viene usato. Ecco i dati.

Cosa sono gli antinfiammatori non steroidei


Gli antinfiammatori non steroidei sono un gruppo eterogeneo di farmaci che hanno alcune cose in comune: sono antinfiammatori, analgesici, antipiretici e, in misura minore, antiaggreganti piastrinici; vale a dire, riducono l'infiammazione, il dolore e la febbre.

Stiamo parlando di farmaci come l'aspirina, l’ibuprofene o il diclofenac. Fino a pochi anni fa anche il paracetamolo era considerato un antinfimmatorio non steroide, ora è stato escluso dalla lista a causa dello scarso potere antinfiammatorio. Quindi stiamo parlando di alcuni dei farmaci più utilizzati (e noti) del mondo.

Si tratta di farmaci abbastanza sicuri se usati correttamente e, del resto, possono essere acquistati senza prescrizione medica in farmacia o anche nei supermercati di molti paesi. In polvere, pillole o sciroppi, questi medicinali si trovano praticamente in tutte le case.

Qual è il problema?


Nonostante la loro sicurezza, l’abuso ha delle conseguenze piuttosto gravi, le più evidenti e famose sono i problemi digestivi e gastrointestinali. Infatti, spesso i trattamenti con antinfiammatori non steroidei (specialmente nel lungo termine) sono accompagnati da “protettori gastrici” per evitare problemi.

Ma negli ultimi anni sono sempre più numerose le prove che suggeriscono che gli antinfiammatori non steroidei aumentino significativamente il rischio cardiovascolare. L'ultimo studio conferma che il consumo non prescritto di ibuprofene è associato ad un aumento del 31% del rischio cardiaco. Il diclofenac lo aumenterebbe del 50%.

I ricercatori seguirono quasi 100.000 persone in Danimarca. Secondo loro l’influenza sulla aggregazione piastrinica, la formazione di coaguli e l'eventuale restringimento delle arterie causati dall’abuso di questi farmaci sono alcune delle possibili cause dell’aumento del rischio cardiaco.

Dobbiamo smettere di usare ibuprofene?


No, a meno che non ve lo prescriva il vostro medico. Perché anche se potrebbe sembrarlo a prima vista, la conclusione non è questa. La conclusione di questi studi è che "gli antinfiammatori non steroidei devono essere usati con cautela" spiega Gunnar Gislason dell'Università di Copenhagen.

Cioè, non si può consumare ibuprofene (o qualsiasi altro farmaco) come si trattasse di caramelle. Permettendo che "questi farmaci possono essere acquistati senza prescrizione medica, stiamo inviando il messaggio che dovrebbero essere sicuri" indipendentemente dall'uso, continua Gislanson.

Ora gli esperti stanno cominciando a sollecitare delle misure per limitarne l’uso (in particolare nei paesi in cui è venduto nei negozi e nei supermercati). Ma lo studio ha dei limiti importanti, per esempio, il limite proposto di 1200mg al giorno non è giustificato. Ma senza esagerare la questione, lo studio indica dov’e il problema, e non è l’ibuprofene in sé.

Nel loro insieme gli antinfimmatori non steroidei sono sicuri e, oggi, sono il modo più efficace e appropriato per alleviare il dolore, ridurre l'infiammazione e la febbre. Ma si dovrebbe farne un uso corretto promuovendo un'adeguata cultura della salute, insomma, serve un minimo di alfabetizzazione medica.

Fonte: Xataca

3 maggio 2017

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Oleh

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