mercoledì 22 marzo 2017

Las Palmas di Gran Canaria si divide sul caso Sethlas

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Se vi trovate a vivere a Gran Canaria e avete seguito attentamente il carnevale 2017, allora saprete certamente che il vincitore della gala Drag Queen di quest’anno ha generato una accesa polemica a causa della sua performance.

Per chi non vive alle Canarie e non conosce i fatti, riassumiamo che il carnevale di Gran Canaria si compone di diverse “sfilate/gare” nel corso delle quai si vota il miglior travestimento. Le gare più importanti sono quelle della Reina (regina), nella quale si elegge la ragazza e il suo travestimento, e quella delle Drag Quen, dove a travestirsi sono dei maschi appartenenti alla comunità gay dell’isola.

Ebbene, il vincitore della gala Drag Queen di quest’anno ha scelto di mettere in campo una coreografia nella quale usciva su di una croce, appeso proprio come il famoso Gesù, con in testa una corona di spine. In seguito scendeva dalla croce e iniziava il suo spettacolo.

Ora, senza voler entrare nei dettagli, dovete sapere che i cattolici conservatori dell’isola di Gran Canaria non hanno gradito per nulla questa performance. Il primo a far sentitre la sua voce è stato il vescovo di Las Palmas che ha definito l’esibizione una “canagliata” e, ha aggiunto, “la libertà di espressione dovrebbe avere dei limiti”.

Naturalmente, la comunità gay dell’isola così come gli organizzatori del carnevale, hanno difeso la performance del giovane che ha indossato i panni della Drag Sethlas, così la polemica è andata crescendo fino al punto che alcuni avvocati cattolici hanno chiesto alla magistratura di intervenire per stabilire se si possa ipotizzare un reato di blasfemia e offesa alla fede di una parte della popolazione, quella cattolica ovviamente.

Nel frattempo il vescovo, approfittando della situazione, ha indetto addirittura una messa solenne con l’obiettivo di “chiedere perdono alla divinità” per l’affronto commesso dal giovane ballerino.

Insomma, un bel caos che si va ad aggiungere al caso del vergognoso autobus messo in campo da una organizzazione cattolica fondamentalista nella penisola iberica, sul quale si legge a caratteri cubitali “i bambini hanno il pene e le bambine hanno la vulva, se nasci maschio lo resti per tutta la vita così come se nasci femmina”. L’autobus voleva essere un tentativo di fare propaganda per contrastare l’ideologia di genere, tanto di moda in questo periodo.

Beh... che dire... complimenti a tutti gli attori in campo. Le masse di coglioni che popolano il pianeta, insomma. Che, come al solito, quando le cose non vanno troppo bene non sanno fare di meglio che chiudersi su stesse, alimentando nazionalismi e ideologie di parte e quindi scagliarsi verso tutti quelli che non la pensano come loro.

A queste persone basterebbe dire che è stato proprio il loro “Signore” Gesù (ammesso che sia mai esistito, dato che non vi sono prove storiche della sua esistenza), il quale disse “fate agli altri quello che volete sia fatto a voi e non fate ciò che non desiderate vi venga fatto”. Questa famosa massima cristiana, che non è per nulla cristiana dato che veniva ripetuta da tutti i seguaci del Rabbino Hilel molto prima di Yehoshua (nome del predicatore che per i romani che hanno fondato il cristianesimo è diventato Gesù per distinguerlo dalle sue origini ebraiche) e anche dal più vecchio Siddharta (Buddha), basta da sola a giudicarli.

Infatti, se il vescovo di Las Palmas è “cristiano” allora dovrebbe applicare il “non fare agli altri quello che non vuoi che ti facciano” e deve anche applicare il “fai agli altri quello che vuoi che ti facciano”. Insomma, se vuole continuare a dire e fare ogni domenica cose che molti rietengono false e dannose (i non credenti ovviamente) senza che nessuno lo giudichi e lo minacci, allora dovrebbe avere lo stesso atteggiamento verso chi fa cose che lui non gradisce.

Anche a me non piace vedere tante chiese in giro, tante croci nei locali pubblici e tanti cattolici bigotti e ignoranti che parlano alla TV mostrando un livello di ignoranza senza limiti, e soprattutto considero inaccettabile l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, ma non grido allo scandalo e non mi rivolgo alla magistratura per chiederne la condanna. Sono consapevole che se desidero essere rispettato come non credente, ed essere libero di esprimere ciò che penso, devo anche rispettare chi esprime cose che io non condivido. Una volta tocca a me e una a te... non è vero?

Invece, in questo caso preciso la vera provocazione è venuta da chi predica la pace e l’amore ogni domenica. Infatti, probabilmente mai nessuno si sarebbe accorto del fatto se non ci fosse stato qualcuno che lo avesse utilizzato come elemento di divisione. Se non si fossero accesi i riflettori sull’evento con la precisa intenzione di scatenare una polemica. E dispiace dirlo ma, questa volta, la polemica è stata scatenata dagli ambienti cattolici.

Così è accaduto che alcuni giorni dopo gli eventi, in un noto centro commerciale di Las Palmas, alcune persone si siano accoltellate davanti ad un locale mentre i presenti hanno confermato che la discussione è nata intorno al carnevale. Ma guarda che caso...

Personalmente non mi è piaciuta la performance del Drag Sethlas, e se avessi opportunità chiederei al giovane che l’ha concepita perché ha scelto proprio questo tipo di coreografia. A dire il vero non mi piace per niente tutto quanto abbia a che vedere con quella competizione assolutamente Kitsch che è la Gala Drag Queen. È qualcosa di semplicmeente orribile, pacchiano e ridicolo. Ma rispetto profondamente la libertà e il diritto di espressione di chi desidera parteciparvi e assistere.

Purtroppo però, negli ultimi tempi e in tutto il mondo, è in atto una polarizzazione delle ideologie religiose e politiche e delle opinioni, che suggerisce che ci stiamo avviando verso tempi piuttosto bui, quelli caratteristici delle epoche in cui si producono guerre e rivoluzioni. Spero di sbagliarmi, ma la stupidità delle masse che aumenta ogni giorno di più mi fa pensare che non sia così...

22 marzo 2017

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Oleh

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