mercoledì 14 dicembre 2016

Il paese del futuro esiste già è Singapore

Singapore

Singapore è un laboratorio vivente. Una delle città dove gli immobili sono più cari al mondo. Il posto ideale dove avviare una nuova attività nel settore della tecnologia, e dove sono nate oltre 30.000 start-up solo negli ultimi dieci anni. Una città stato dove buttare riufiuti per strada costa 1.300 euro di multa e l'imbarazzo di indossare pubblicamente un cartello su cui è scritto “sono uno zozzo”. Singapore si è autoproclamata “nazione intelligente” e persegue una visione ambiziosa e poetica, desera raggiungere il futuro prima che arrivi.

Il 24 novembre 2014, il militare e matematico Lee Hsien Loong, attuale primo ministro della nazione, presentò il progetto SmartNation. A tal proposito dichiarò: "Vogliamo una nazione dove le persone abbiano una vita piena, in cui la tecnologia elimini i problemi e offra incredibili opportunità a tutti. Gli effetti si dovranno vedere nella vita di tutti i giorni”. I quasi sei milioni di abitanti della Città del Leone, ciò che significa Singapore in malese, ascoltarono il discorso da casa e attesero i primi risultati.

Quasi due anni dopo il progetto SamrtNation inizia a concretizzarsi. Ora, la nazione asiatica esporta la sua tecnologia e la metodologia ai paesi più avanzati. È anche uno dei posti dove si concentra il maggior numero si start-up del mondo. Le sue strade sono percorse da oltre 40.000 giovani che indossano abiti con sensori che indicano la temperatura corporea, offrono previsioni meteo o indicano la strada più breve. I bambini giocano con i droni nelle scuole dove imparano a programmare videogiochi. L'isola, solo negli ultimi 50 anni, ha raddoppiato il PIL pro capite della Spagna.

Un paese senza ostacoli


Tutto, nella città stato, è semplice e rapido, gli ostacoli logistici e burocratici sono pochi. Questo vale sia per la costituzione di una società che per la costruzione di un edificio. Se tutti i documenti sono in regola, una licenza edilizia può essere ottenuta in meno di otto ore. La centralizzazione degli uffici legislativi permette di essere molto veloci, quando serve. Come dice l’attuale Primo Ministro: "Si può vendere una società in 15 minuti direttamente online o chiedere sempre online i visti di immigrazione o lo stesso passaporto”.

Bambini e robot in aula


Nelle scuole materne si possono incontrare due robot, Pepper e NAO, il primo recita favole agli alunni, mentre il secondo anima le lezioni ballando e rispondendo alle domande dei bambini. I due cyborg sono parte di una iniziativa pilota nelle scuole di Singapore, dove il governo e la Nanyang Technological University, stanno testando robot umanoidi, socievoli e giocherelloni, per verificarne l’effetto sui bambini.

Inoltre, il sistema Code@SG insegna a programmare ad oltre 100.000 studenti tra i sei ei 12 anni. Gli studenti hanno insegnanti con oltre 15 anni di esperienza nella programmazione e conoscenza dell’hardware di ogni tipo. Gli studenti più giovani hanno il loro primo approccio alla robotica all’età di tre anni.

Verso una mobilità senza conducente


A Singapore registrare e condurre un automobile costa una cifra esorbitante, dato che il Governo desidera disincentivare l’acquisto di auto private. Per questo motivo sull’isola si è sviluppato il car-sharing e ora si sta pianificando l’introduzione del taxi autonomo senza conducente. I primi veicoli autonomi sono stati sei taxi dell’azienda statunitense nuTonomy.

Da quando Singapore ha approvato il primo Piano Nazionale Tencologico nel 1991, la nazione ha investito 26.000 milioni di euro nella ricerca scientifica e tecnologica. Il numero dei ricercatori residenti è raddoppiato solo negli ultimi dieci anni, arrivando agli attuali 33.000. La maggior parte di loro lavorano nei complessi Fusionopolis 1 e 2, un area di 30 ettari situata nel quartiere di One North dedicato alle scienze fisiche e all’ingegneria. Questa nuova infrastruttura si affianca alla pioniera Biopolis, dedicata alla ricerca nelle scienze biomediche.

Sviluppo di nuovi materiali, fotonica in silicio, data center, storage e tecnologie di nanofabbricazione sono alcuni dei campi nei quali si lavora a Fusionopolis. Nei 13 edifici dove lavorano gli sceinziati di Biopolis si sta sviluppando il progetto POLARIS, dedicato alla genomica. Gli studi si concentrano sui milioni di dati forniti dal sequenziamento del DNA, che possono offrire la chiave per la diagnosi precoce di malattie come la tubercolosi o il cancro, o identificare il maggior numero di ceppi batterici resistenti ai farmaci.

L’oasi tecnologica di One North


A One North, un paradiso per le start-up, si sono prodotte applicazioni di tutti i tipi. Alcune si possono trovare anche nel sito web del progetto, come MyResponder, che avvisa i vicini quando una persona ha avuto un attacco di cuore o BeeLine, che combina opzioni pubbliche e private e calcola i percorsi migliori per spostarsi in città. E accanto a queste start-up in fasce si trovano anche grandi aziende come Facebook e Google che vengono da queste parti in cerca di idee interessanti da acquistare.

Senza dubbio la qualità più importante di Singapore è essere un laboratorio sperimentale aperto ad ogni possibilità. Anche per questa ragione nella classifica delle nazioni più competitive pubblicata su The Competitiveness Report, Singapore conquista la seconda posizione dopo la Svizzera.

La differenza tra Singapore e il resto del mondo è che qui, la tecnologia già presente ovunque, viene applicata e integrata nella vita di tutti giorni. Da questa parti si è capito che presto i robot saranno più numerosi degli esseri umani e li sostituiranno in tutto, o quasi. Una verità che purtroppo nel resto del mondo le persone rifiutano di accettare.

Quindi, se siete esperti di informatica e biotecnologie, e sentite che l’Italia vi sta stretta, ora sapete che per espandere i vostri orizzonti potete trasferirvi a vivere a Singapore. E non è neppure così difficile, dato che potete richiedere il permesso di lavoro e/o residenza direttamente online a questo indirizzo.

Fonte: El País

14 dicembre 2016

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