lunedì 12 dicembre 2016

Vacanza a Tenerife: da Arico ad Adeje

da Arico a Adeje

Il quarto giorno della nostra settimana a Tenerife le previsioni segnalano che al sud dovrebbe esserci il sole. Così prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso la zona più turistica dell’isola, dove atterrano i voli charter carichi di vacanzieri provenienti soprattutto dal nordeuropa alla ricerca di un po’ di caldo fuori stagione.

La prima tappa del percorso è Arico, un villaggio di quattro case sulla collina che ha una sua parte sul mare. Non è una località turistica, qui si incontrano soprattutto residenti locali e stranieri che approfittano del clima migliore. Infatti, Arico è già nella zona meno piovosa dell’isola. Si capisce bene dal panorama, il verde ha lasciato spazio al deserto fatto di pietre vulcaniche e arbusti. Qui iniziamo a sentirci a casa, già che il panorama è simile a quello di Fuerteventura.

Da Arico continuiamo in direzione sud e raggiungiamo Granadilla de Abona, San Miguel de Abona e San Isidro. Sono le località “dormitorio”, così definite dai locali dato che qui vivono i lavoratori impiegati nell’aeroporto e nelle attività commerciali del sud. Queste località sovrastano la famosa spiagga di El Medano, dove si pratica wind e kite-surf. Poche centinaia di metri di sabbia nera vulcanica per nulla paragonabili alla chilometrica spiaggia di Sotavento a Fuerteventura, dove si tiene regolarmente il campionato del mondo di kitesurf.

Sempre nella zona di Abona si trovano anche due campi da golf, il Golf del Sur e l’Amarilla Golf. Intorno ai campi da golf, com’è d’abitudine, si incontrano le zone residenziali dove vivono i ricchi golfisti appunto, una sorta di villaggi artificiali del tutto simili ad alcune località del sud della California.

Le ultime tre destinazioni sulla strada verso il sud di Tenerife sono Los Cristianos, Las Americas e Adeje. Per una volta devo dire che la pubblicità non mente. Si tratta definitivamente dei resort turistici più orrendi che abbia mia visto. In queste località si incontrano masse enormi di turisti squattrinati, molti italiani pensionati e non, che sciamano per vie commerciali piene zeppe di locali tutti uguali dedicati a quello che sembra essere l’unico sport locale: spennare il turista di passaggio vendendogli piatti orrendi a prezzi improponibili.

Qundi arriviamo alla spiaggia, e qui restiamo pienamente delusi. Spieghiamoci, sapevamo che le spiagge di Tenerife non sono nulla di eccezionale, ma data la pubblicità fatta a queste località ci aspettavamo qualcosa di più consistente. Los Cristianos non è niente più che poche centinaia di metri affollati di ombrelloni, riparata da un molo sul mare che la separa da Las Americas, che è ancora più piccola e impraticabile. Adeje poi, non ha praticamente spiaggia, a parte un paio di fazzoletti di sabbia nera, ed è impossibile trovare un parcheggio anche a pagamento e a qualsiasi ora.

Alla ricerca di un ristorante dove pranzare a Los Cristianos ci imbattiamo in decine di attività di italiani, soprattutto nelle vie laterali e interne rispetto al mare, completamente vuote, dove i proprietari passano tutto il tempo cercando di trascinare dentro qualche turista sprovveduto.

Alla fine scegliamo un ristorante gestito da spagnoli dove fanno paella, tapas e diversi piatti unici. Ordiniamo un fideuá de marisco, una sorta di paella a base di spaghettini e frutti di mare, che arriva dopo mezzora, stracotto, salatissimo (si possono vedere i grumi di sale grosso ovunque nel piatto) al punto da risultare immangiabile, ed è poco in termini di quantità ma lo paghiamo come fosse caviale, 31 euro in due.

A questo punto qualcuno potrebbe dire che siamo stati idioti, che se fossimo andati da un italiano avremmo mangiato meglio. Forse, ma a parte che all’estero abbiamo scelto di non mangiare italiano per principio, l’unica cosa certa è che avremmo speso molto di più, dati i prezzi che si incontrano a Los Cristianos.

Infine, con questo post si conclude il racconto della nostra settimana a Tenerife. Riassumendo, l’isola è molto bella e ha tanto da offrire. Ma sicuaremente non consiglieremmo a nessuno di andare a vivere nel sud, a Los Cristianos, Las Americas o Adeje. Molto meglio la capitale Santa Cruz, La Laguna, Puerto de la Cruz o le località della zona nordovest dell’isola.

12 dicembre 2016

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Vacanza a Tenerife: da Arico ad Adeje
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...