domenica 27 novembre 2016

Fidel Castro è morto, viva Fidel Castro!

Cuba dopo Fidel Castro

Premetto che sono sposato con una cubana da quasi dieci anni, conosco bene l’isola e le sue contraddizioni, e non credo assolutamente nel socialismo, tantomeno nel comunismo. Credo altresì che una parte die problemi di Cuba sono stati creati dalla famiglia Castro, ma, c’è un ma, e sta nel fatto che non ne posso più delle retorica vergognosa di questi giorni. Sui giornali e alla televisione si ascoltano sono imbecilli o servi di un sistema che neppure loro capiscono proprio bene che opinano, come sempre, di una realtà di cui non sanno o non vogliono sapere nulla.

Cuba non cambierà perché è morto Fidel Castro. I Cubani, almeno l’80% di quelli che restano nel paese, amava Fidel e lo considerava un padre. Se veramente l’occidente avesse voluto eliminare la famiglia Castro dal potere avrebbe potuto farlo con un semplice decereto del congresso USA che elimina l’embargo. Già, perchè nonostante tutta la fuffa mediatica che leggiamo sui giornali, e nonostante le stupidaggini dette negli ultimi anni da Obama, l’embargo resta, solo il congresso USA ha il potere di eliminarlo.

Ma perchè dico che solo eliminando l’embargo si poteva eliminare il cosiddetto “regime” dittatoriale dei Castro? Semplice! Perchè i cubani hanno fame, nel paese arrivano pochi prodotti e le sue banche e le imprese cubane non hanno accesso allo swift, al sistema di transazione finanziaria globale naturalmente, come tutto il resto tra l’altro, nelle mani dei poteri USA. Ora, il Governo di Cuba da sempre dà tutta la colpa della scarsità di beni di prima necessità e del blocco della sua economia al maledetto embargo. Quindi, se è vero, come sostengono i più (imbecilli tutti insieme) che il sistema economico cubano non può assolutamente sostenersi da solo perchè obsoleto, marxista e quant’altro, che tolgano l’embargo allora. Così il Governo cubano non avrà più scuse da raccontare al suo popolo... ma l’embargo resta... chissà perché!

E i deficienti, oltre che cerebrolesi, che continuano a difendere l’embargo su Cuba sono soprattutto gli stessi cubani emigrati a Miami, cioè in buona parte gli eredi dei mafiosi espropriati dal regime subito dopo la rivoluzione. Quelli cioè che dicono di volere la fine del regime più di chiunque altro, cretini e stupidi all’ennesima potenza. Ma ovviamente, la maggior parte delle persone che non conoscono la storia di Cuba, macché dico, neppure quella del loro paese, credono a tutte le stupidaggini che scrivono i giornali, o quanto gli viene raccontanto dagli amici al bar, vero....? A questo proposito leggetevi la traduzione di questo articolo pubblicato da RT dove un ex politico inglese riassume benissimo in poche parole la storia di Cuba e di Fidel Castro in uno stile che si potrebbe definire “for dummies”. Le parole sono di George Galloway, ex deputato britannico:

"Cuba non era altro che un casinò, un bordello prima della rivoluzione cubana guidata dall’uomo che è morto ieri. E le persone fuggite da Cuba a Miami, la generazione Scarface, erano le persone diseredate dalla rivoluzione cubana, quando i loro casinò sono stati trasformati in scuole e collegi, e così anche i bordelli. E loro adesso a Miami stanno festeggiando per la stessa ragione per la quale centinaia di milioni di altre persone in tutto il mondo sono in lutto. La morte di qualcuno, che ... in un modo o nell’altro ha trasformato Cuba in uno dei paesi più affascinanti del pianeta”.

"Non c'è nessun altro paese sulla terra dove tante persone sono state o vorrebero andare. E l'iconografia di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos e della rivoluzione cubana è davvero qualcosa piuttosto difficile da cancellare”.

"Quindi ho paura che quelli che stanno ballando ora a Miami, immaginando che torneranno di nuovo ai loro casinò e bordelli, stanno per essere profondamente delusi", aggiunge Galloway.

“Cuba è come una piccola pecora nera che si è allontanata dal branco, ma è diventata la speranza del mondo", dice sempre Galloway.

"Cuba ha tracciato autonomamente il suo cammino, ha deciso che nonostante gli Stati Uniti siano una superpotenza a sole 70 miglia di distanza, sarebbe stato un paese libero, non avrebbe accettato i dettami degli Stati Uniti. Avrebbe scelto i suoi propri amici nel mondo, e avrebbe percorso la sua strada da sola e a testa alta".

"E la realtà è che Cuba è una storia di successo sorprendente, non solo è uno dei posti in cui tutti vorrebbero andare, in particolare i giovani, ma è anche leader nel campo biomedico; i bambini nati a Cuba infatti hanno un’aspettativa di vita maggiore di quelli nati a Washington DC. Hanno un servizio sanitario e quello educativo completamente gratuiti, dalla culla alla tomba ... alla pari con i paesi scandinavi. Infatti, il principale “prodotto” che esporta Cuba non sono sigari e rum, ma medici. Ogni volta che c'è una situazione di emergenza, un disastro, una tragedia in un paese del terzo mondo le prime unità mediche che arrivano sul posto sono quelle cubane".
(Questo però i giornali italiani non lo pubblicano mai vero?)

Cuba è stata da sempre un esempio di come si può tentare di organizzare una società dove non solo pochi fortunati, ricchi possono godere del 90% delle risorse. Dove le parole solidarietà e condivisione non sono vuote e vane. Non credete agli imbecilli che ripetono, senza mai aver vissuto a Cuba, che i cubani vogliono la libertà. Falso, quella ce l’hanno già (ma forse a questo proposito dovremmo metterci d’accordo su cosa si intende con la parola libertà). Quello che vogliono è mangiare, lavorare onestamente e vivere come desiderano loro, non come la pubblicità a stelle e strisce li vorrebbe.

Ripeto, se veramente Cuba è una dittatura allora chiedete tutti la fine dell’embargo. L’ideale sarebbe che tutto il mondo libero, i 191 paesi che ogni anno all’ONU votano contro l’embargo, imponessero un embargo loro agli USA, l’unico paese che vota per mantenerlo, fino a quando non eliminirà l’embargo a Cuba. Allora, e solo allora, vedremo di che stoffa sono fatti i Cubani. Ma questo non avverrà nei prossimi anni, e sapete perchè? Perchè l’embargo su Cuba non ha lo scopo di portare la libertà e la democrazia sull’isola, quindi perchè esiste direte voi? Ebbene, anche questa sarebbe una domanda da porre nelle sedi appropriate, dato che la matematica non è un opinione e che togliendo l’embargo il cosiddetto “regime” verrebbe messo ai ferri corti.

Ma cosa possiamo farci, ora nelle sedi appropriate hanno conquistato il potere (si fa per dire) il Sig. Trump ed i suoi amici. Magari nei prossimi anni saremo noi ad avere dei seri problemi ed i Cubani saranno costretti a metterci sotto embargo per evitare l’immigrazione eccessiva. Dopo tutto Cuba era l’unico paese nel quale se volevi andare a risiedere all’estero dovevi dimostrare di avere un contratto di lavoro, uno sponsor o un coniuge straniero che si fa carico di te. Pensate se una legge del genere ci fosse anche nei paesi dai quali arrivano tutti gli immigrati che affollano le strade italiane!? Naturalmente, gli USA sono i primi, insieme all’Europa, a chiedere agli stati di eliminare leggi che limitino la circolazione dei cittadini.

Credo proprio che tutti i problemi che il mondo ha avuto negli ultimi 50 anni o più dipendano tutti in qualche modo dalle politiche del mondo occidentale, quello del progresso e della cosiddetta democrazia. Chiudo con la traduzione del titolo dell’articolo pubblicato da RT sulla morte di Fidel: “Quelli che oggi ballano sulla tomba di Fidel Castro (a Miami e altrove) presto dovranno digerire un boccone molto amaro...” sono perfettamente d’accordo.

Fonte: RT

27 novembre 2016

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Oleh

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