mercoledì 2 novembre 2016

È un paradosso che nella Spagna senza governo l’economia voli?

vivere in Spagna

Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Uno dei più importanti giornali della sinistra italiana, l’Espresso, nei giorni scorsi pubblica un articolo dal titolo: Paradosso Spagna: Senza governo da dieci mesi l’economia decolla.

Tra le righe dell’articolo, scritto in italiano perfetto, non certo il mio, il giornalista cita vari esperti che cercano di motivare in vari modi questo presunto “paradosso”, e non giunge ovviamente a nessuna conclusione definitiva. Resta quindi un paradosso il fatto che un paese senza governo possa avere una economia in forte crescita?

Direi proprio di no! Basta vedere l’esempio della nostra bella Italia che dal dopoguerra ha visto succedersi al governo di tutto, balene bianche, pentapartiti, coalizioni improponibili, evasori accertati etc. e, naturalmente, quasi mai i governi sono durati l’intera legislatura. In fin dei conti, per alzare il telefono e rispondere “sissignore”, quando chiamano da oltreoceano o dall’Europa per dare ordini, non ci vuole mica un governo e tantomeno un genio...

Anche il Belgio lo sa bene, visto che da quelle parti sono stati anni senza governo, e le cose non sembrano essere andate poi così male, non è vero? Certo, credere che un governo serva a qualcosa fa il gioco di chi controlla il denaro, unico strumento di potere in questi ultimi secoli. È semplice, se tutti gli imbecilli (noi) credono che i loro mali siano da imputare alla politica e a chi governa e non a “chi emette, controlla e gestisce il denaro” che, badiamo bene, non sono gli stessi che hanno “tanto denaro”, allora l’attenzione si posta su questi e gli altri sono felici.

A questo proposito mi torna in mente una frase che lessi in Zero Zero Zero, un libro di Saviano che consiglio a tutti, e che parla della dimensione reale e inimmaginabile del mercato della cocaina nel mondo. Uno dei personaggi che vengono citati, appartenente al mondo del narcotraffico appunto, dice che “al mondo ci sono quelli che contano i soldi e quelli che pesano i soldi”.

Ora, le menti ingenue potrebbero pensare che chi pesa i soldi è solo uno che ne ha di più di chi li conta, ma non è così. Avere il potere di “pesare i soldi” significa avere il potere di decidere quale moneta, in quale quantità e il suo valore, dovrà usare un paese o un blocco di paesi, vedi l’euro per esempio. Ma anche svalutare o attaccare quella moneta sui mercati finanziari.

Così che, se per esempio domani tu vincessi un miliardo di euro e bello e contento il giorno dopo andassi in banca per depositarlo e nel frattempo, nella notte, chi “controlla-pesa il denaro” ha svalutato l’euro di un miliardesimo, ti ritroveresti ad avere in mano l’equivalente in valore di un euro del giorno prima. Contento tu...

E la parte triste di tutto ciò è che il potere a chi controlla il denaro lo diamo noi, fino a quando considereremo il denaro la cosa più importante e imprescindibile della nostra vita. E loro, furbi, pagano degli attori (politici, amministratori vari, funzionari e intellettuali di sistema) il cui unico scopo è quello di distogliere l’attenzione dal vero strumento di controllo, il denaro appunto, e da chi lo controlla...

Chissà quando mai ci sveglieremo...

2 novembre 2016

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Oleh

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