mercoledì 12 ottobre 2016

I quotidiani britannici e il terremoto a Tenerife

vivere a Tenerife

Ieri abbiamo parlato delle lievi scosse di terremoto registrate a Tenerife agli inizi di ottobre. Le scosse sono state così leggere che nessuno sull’isola si e accorto di nulla, se non per la notizia data dai giornali locali. Infatti, anche in Italia si hanno ogni giorno moltissime scosse di terremoto tra 1 e 2 gradi della scala Richter, ma nessuno le percepisce ovviamente, se non i sismografi.

Tuttavia, sempre per la legge secondo cui oggi i giornali ufficiali, quelli su cui scrivono giornalisti professionisti e che dovrebbero essere il punto di riferimento di chi cerca informazioni obiettive, sono diventati canali pubblicitari pagati da chi ha interesse a comunicare le notizie in modo tendenzioso, si legge sui quotidiani inglesi che agli inizi di ottobre l’isola di Tenerife sarebbe stata sconvolta da un terribile terremoto che ha scatenato il panico tra i suoi abitanti e che il Teide sarebbe sul punto di esplodere con una eruzione devastante.

E, come fa notare il quotidiano La Provincia che giustamente denuncia queste pubblicazioni, i quotidiani in causa non sono i soliti giornaletti scandalistici. Si tratta delle principali testate britanniche tra cui: The Sun, Express e Daily Star. Oltre a pubblicare il falso, questi giornali hanno pubblicato anche una foto di un vulcano in euruzione, che ovviamente non è il Teide.

Questi giornalisti inglesi hanno creato una tale situazione di panico tra i tanti britannici che stavano per recarsi a Tenerife in vacanza, tanto che il Cabildo di Tenerife (Governo Insulare) ha dovuto emettere un comunicato ufficiale per smentire le notizie false pubblicate da questi quotidiani.

Il comunicato firmato dall’ING (Istituto Geologico Nazionale) sottolinea che i microsismi non sono stati causati dal vulcano così che non vi è alcuna eruzione in corso.

Così che, se avevamo bisogno di una prova ulteriore che i mezzi di comunicazione di massa non servono ad altro che a creare sensazionalismo e scrivono spesso su commisione di chi li paga, ebbene, eccola qui. Francamente, a volte viene da pensare che sia meglio leggere le notizie pubblicate sui siti dei complottisti e della cosiddetta “controinformazione”, almeno così si ha la certezza che anche se si leggono notizie assurde, si tratta almeno di idee personali di individui liberi e pensanti.

Fonte: La Provincia
12 ottobre 2016

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