giovedì 6 ottobre 2016

Cuba, Obama, l’embargo e le balle della propaganda di sistema

Cuba

Sicuramente avrete avuto l’opportunità di leggere sui giornali o sentire alla TV, della presunta apertura degli Stati Uniti verso Cuba. Alla fine del 2014, se ricordate, l’attuale inquilino della Casa Bianca annunciò ai quattro angoli del mondo la sua idea di apertura verso Cuba.

L’annuncio fu fatto sulle TV nazionali di tutto il mondo, e dal discorso di Obama pareva intendersi che 60 anni di embargo e chiusura verso l’isola erano finiti definitivamente. Molte persone semplici l’hanno interpretato così infatti, si tratta di tutti quelli che credono sempre e comunque a quanto viene scritto sui quotidiani del sistema ogni giorno. Mi è capitato spesso infatti di sentirmi dire: “adesso che gli americani hanno aperto a Cuba le cosa vanno sicuramente meglio sull’isola”.

Non è assolutamente vero. Non è cambiato nulla per Cuba da quando è stato fatto l’annuncio di Obama. Anzi, le cose sono peggiorate notevolmente. Non solo l’embargo rimane, e lo stesso Obama lo ha firmato ben due volte dal dicembre 2014 per riconfermarlo. Addirittura, tra il 2014 e il 2016, cioè dopo l’annuncio di apertura verso Cuba, sempre lo stesso Obama ha intensificato l’embargo e ha multato un numero importante di aziende di tutto il mondo che hanno commesso il solo errore di commerciare con Cuba.

Queste di seguito sono tutte le multe che il Governo degli USA, a guida Obama, ha imposto dal 2014 ad aziende che non sono neppure tutte statunitensi:

Commerzbank, Germania: dollari 1.710.000.000,00

PayPal, USA: dollari 7.658 300

Navigators Insurance Company (“Navigators”), USA: dollari 271 815

Crédit Agricole, Francia: dollari 1.116 893 585

Gil Tours Travel, Inc., USA: dollari 43.875

WATG Holdings, Inc. (WATG), USA: dollari 140.400,00

CGG Services S.A., Francia: dollari 614.250

Halliburton, USA: dollari 304.706

Mai, nel corso degli ultimi 60 anni che dura l’embargo contro Cuba, gli Stati Uniti si erano accaniti così duramente nel fare rispettare l’embargo e punire chi faceva certamente i suoi interessi, ma facendoli aiutava anche l’isola a svilupparsi. Ribadisco, impariamo a non credere alla propaganda di sistema e cerchiamo le informazioni autonomamente per farci un quadro il più possibile obiettivo delle situazioni.

Fonte: Cubadebate

6 ottobre 2016

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