martedì 13 settembre 2016

Italia-Canarie: La storia dei pescatori di Martinsicuro a Las Palmas

Martinsicuro

Pochi sanno, almeno in Italia, che in anni recenti una importante flotta di pescherecci italiani hanno scelto il Puerto de la Luz, il principale porto delle isole Canarie, come base per approfittare dei banchi di pesce che si trovano nel mare limitrofo al continente africano.

Questi pescherecci, si tratta di undici barche in tutto, provenivano dal paese di Martinsicuro in provincia di Teramo, Abruzzo. La flotta di pescherecci italiani rimasero di stanza a Las Palmas di Gran Canaria dagli anni sessanta fino agli anni ottanta del secolo scorso.

La scelta di inviare la flotta di pescherecci alle Canarie venne presa negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando l’Italia non se la passava proprio bene e nel paese c’erano tanta fame e poco lavoro. Il paese era in via di ricostruzione e in tanti decisero quindi di emigrare in quel periodo per cercare una vita migliore all’estero.

Proprio nelle ultime settimane il quotidiano La Provincia, di Las Palmas, pubblicava un articolo nel quale ricordava la presenza della flotta da pesca italiana nel Puerto de la Luz. L’articolo si intitolava: “Quando il Puerto de la Luz parlava italiano”, e racconta brevemente la storia di questo sodalizio tra i marinai italiani e la gente del posto.

Alcuni di quei marinai, infatti, si integrarono molto bene nella società locale e si sposarono con donne del posto. Probabilmente, se oggi incontrate una persona con un cognome italiano a Las Palmas, nata tra gli anni sessanta e ottanta del secolo scorso, molto probabilmente potrebbe trattarsi del figlio di uno di questi immigrati italiani provenienti da Martinsicuro.

Ma anche a Martinsicuro non si sono mai dimenticati di Gran Canaria e degli anni in cui alcuni dei suoi abitanti si trovavano a vivere a Las Palmas. Infatti, nel 2009 gli allora sindaci di Las Palmas, Jerónimo Saavedra, e quello di Martinsicuro, Abramo di Salvatore, decisero di incontrarsi per commemorare la relazione tra le due città. Per l’occasione, a Martinsicuro si decise di intitolare parte del lungomare a Las Palmas di Gran Canaria. Nello stesso momento, a Las Palmas, e precisamente nel Puerto de la Luz, venne apposta un placca commemorativa dedicata appunto ai pescatori di Martinsicuro.

Da parte sua, Martinsicuro non ha un rapporto stretto solo con Las Palmas di Gran Canaria, ma anche con la città di Puerto de la Cruz, sull’isola di Tenerife, con la quale è gemellata. Così possiamo tranquillamente dire che la storia dell’immigrazione italiana alle Canarie è iniziata molti decenni fa.

Anzi, oltre ai tanti italiani che si trasferiscono a vivere alle Canarie oggi e quelli che arrivarono nei decenni scorsi, ce ne furono alcuni che arrivarono addirittura alcuni secoli fa. È il caso di Cristoforo Colombo, che però gli spagnoli continuano a considerare non italiano, che ha ancora oggi la sua casa-museo nel quartiere di Vegueta, a Las Palmas.

Quello che, invece, senza alcun dubbio viene riconosciuto italiano a tutti gli effetti, è lo scopritore dell’arcipelago e dell’isola di Lanzarote che deve a lui il nome, e cioè, il navigatore genovese Lanzerotto Malocello (anche conosciuto come Lancelotto). Lanzerotto salpò nel 1291 alla ricerca di Ugolino e Vadino Vivaldi, che avevano intrapresp un viaggio intorno all’africa con l’intenzione di raggiungere l’India.

Arrivato a Lanzarote, allora popolata da aborigeni locali, vi si stabilì per oltre 20 anni. Il mercenario francese Jéan de Bethencourt arrivato nel 1402, al quale vengono attribuite la conquista e la seguente cessione delle isole di Lanzarote e Fuerteventura alla Corona Spagnola, trovò un fortino probabilmente costruito dallo stesso Lanzerotto Malocello a Teguise.

Un poco di storia di italiani di ieri e di oggi alle Canarie...

Fonte: El Diario

Fonte: La Provincia


13 settembre 2016

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Oleh

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