martedì 27 settembre 2016

Messico e Stati Uniti sono ai ferri corti?

sud e nord in guerra psicologica

Negli ultimi tempi si leggono notizie e dichiarazioni, da parte di alcuni politici, che fanno pensare seriamente che qualcosa di molto serio stia bollendo in pentola. Intendiamoci, non che i politici in causa abbiano qualche rilievo, sono e restano semplicemente burattini. Ma proprio perchè burattini, viene da chiedersi quali siano le reali intenzioni di chi tira i loro fili.

È il caso delle famose dichiarazioni del candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, che più o meno tutti hanno sentito fare dichiarazioni razziste nei confronti degli immigrati clandestini, a maggioranza latinoamericani, che a suo dire rappresentano un problema per l’economia legale.

Tutti sanno che il "simpatico" Trump promette deportazioni in massa di clandestini e pretende di fare pagare al Messico la costruzione di un muro di confine che, a suo dire, limiterebbe l’arrivo degli immigrati.

Quello che non tutti sanno, perchè la stampa occidentale omette (ovviamente) di dirlo, è che questa esplosione di cosiddetto “populismo” nei paesi occidentali sta avendo un effetto naturalmente esplosivo anche nel resto del mondo. Cioè, non solo i musulmani cosiddetti “moderati” si stanno scaldando un po’ ovunque, ma ora lo fanno anche i latinoamericani verso l’arroganza del nord.

Infatti, è notizia di questi giorni che un potente senatore messicano, qualcuno lo da addirittura per potenziale successore dell’attuale presidente del Messico Enrique Peña Nieto, ha proposto una legge che, se approvata dal parlamento, darebbe al governo messicano il potere di cancellare tutti i 22 accordi bilaterali avvenuti tra il Messico e gli Usa negli ultimi 200 anni.

Il senatore, il cui nome è Armando Ríos Piter, afferma che in caso di insediamento di Trump alla Casa Bianca, graze a questa legge il Messico potrebbe annullare addirittura il trattato di pace firmato nel 1948 con il quale il paese, sotto minaccia, cedette gli stati di California, Nevada, New Mexico e Arizona agli USA. (Una, quasi, dichiarazione di guerra?)

Non solo, ma dato che Donald Trump minaccia anche di espropriare le rimesse in denaro che i clandestini messicani che lavorano negli USA inviano alle loro famiglie in Messico per utilizzarli come pagamento del muro da costruirsi sul confine, il Messico potrebbe rispondere con l’esproprio di tutte le proprietà immobiliari di cittadini nordamericani su territorio messicano. (Sono milioni gli statunitensi che vivono in Messico)

Insomma, un bel clima incandescente tutto in salsa “occhio per occhio e dente per dente”. E chi dobbiamo ringraziare di tutto ciò? Non certo i vari Trump, Le Pen, Salvini o Duterte (presidente delle filippine che ha appena autorizzato i suoi cittadini a farsi giustiza da soli). La colpa è un poco di tutti quanti noi. Perchè ogni volta che pensiamo che per risolvere un problema si debba sempre passare la patata bollente a qualcun’altro, perché: “noi vogliamo stare tranquilli” e “ognuno si risolva i suoi problemi a casa sua”, allora siamo noi stessi, attraverso la nostra stupidità, che stiamo facendo il gioco di chi scrive notizie false e tendeziose e contribuiamo a creare questo clima d’incertezza.

Fonte: BBC World

27 settembre 2016

CONDIVIDI

E se vuoi continuare a leggere...

Messico e Stati Uniti sono ai ferri corti?
4/ 5
Oleh

RICEVI LE NOVITÀ

Un punto di vista differente...