martedì 2 agosto 2016

Quali sono i miti più diffusi sul cervello?

miti cervello

Il cervello, così come molte parti imprescindibili della realtà, è oggetto di studi e riflessioni da millenni. Non è strano quindi che intorno ad esso siano sorti alcuni miti che tuttora faticano a scomparire. Ma sono veramente tutti miti?

Secondo un neuroscienziato panamense, chiaramente monista, questi sarebbero i falsi miti sul cervello che ancora oggi la maggior parte delle persone continua a credere:

1. Più grande è il cervello e più intelligente è l’essere vivente

L’elefante e il toporagno sono gli esseri viventi che hanno il cervello più grande in proporzione al peso corporeo. Naturalmente, lo scienziato monista fa notare che nonostante le dimensioni del loro cervello questi animali non sono in grado di fare equazioni matematiche o comporre opere di teatro.

Ma chi ha detto che l’intelligenza consista nella capacità di calcolo o di composizione? Tuttora nessuno è ancora riuscito a dare una definizione assoluta di cosa si intenda per intelligenza e, però, c’è sempre qualcuno pronto a misurare l’intelligenza degli altri esseri viventi.

2. Utiliziamo solo il 10% del nostro cervello

Il ricercatore fa notare che grazie alla risonanza magnetica funzionale oggi siamo in grado di vedere che il nostro cervello funziona sempre al 100%, anche quando dormiamo. Non avrebbe senso, dice lui, disporre di un organo così grande che consuma tanta energia e utilizzarne solo il 10%. Ma ancora una volta, basta la risonanza magnetica a confermare che utilizziamo al 100% un organo che tuttavia non sappiamo ancora come funziona?

Il nostro simpatico scienziato ci ricorda che a prova di quanto sostiene intervengono tutti i casi di coloro che avendo subito un danno cerebrale hanno perso alcune funzioni a livello motorio o cognitivo. Ma noi potremmo fargli notare che esistono anche casi di persone che avendo perso l’ultilizzo di un emisfero hanno visto che l’emisfero cerebrale sano ha assunto tutte le funzioni di quello malato. Oppure, esistono numerosi casi di persone che dopo aver subito un danno cerebrale si sono risvegliate con facoltà aggiuntive e una nuova personalità, cosa ci insegnano tutti questi casi?

Infine, il cervello controlla il corpo, ma è anche la sede della coscienza. Tuttora non sappiamo cosa sia la coscienza e come si sviluppa la consapevolezza, come possiamo allora limitarci a dire che il cervello funziona la 100% perchè controlla il corpo 24 ore su 24?

3. L’emisfero destro è creativo mentre il sinistro è razionale


Secondo il nostro neuroscienziato il cervello non sarebbe così dicotomo, infatti, studi recenti dimostrerebbero che i due emisferi non mostrano alcuna predominanza a prescindere dal tipo di attività che svolgiamo, creativa o razionale. Lui afferma che il mito degli emisferi separati è nato a casua dell’errata intepretazione da parte della stampa di alcuni studi scientifici nei decenni passati. Ma in realtà, è da migliaia d’anni che la filosofia e i testi sacri delle varie religioni parlano della dicotomia dell’essere umano, che dentro di noi ci sono due forze o facoltà, una che ci ispira logica e razionalità e l’altra immaginazione, creatività, empatia e visione olistica. Gli antichi, che avevano già sezionato cervelli umani, avevano probabilmente associato un emisfero ad una qualità e l’altro all’altra, e poco importa se il riferimento era metaforico o reale, perchè dicevano anche che i due emisferi funzionavano all’unisono come una cosa sola.

Insomma, forse gli emisferi cerebrali non lo determinano, ma che dentro di noi vi siano questi due poli è fuori dubbio. E se è vero che noi siamo la nostra mente e che la mente è nel cervello, allora dobbiamo dedurre che la dicotomia è all’interno dello stesso.

4. Esistono più di cinque sensi

Qui il nostro scienziato mi trova daccordo. I sensi sono più di cinque, perchè tutto ciò che utilizziamo per misurare, percepeire, comunicare e analizzare la realtà che ci circonda può essere definito “senso”. Tuttavia, mi lascia perplesso il fatto che questo signore annoveri tra i sensi la percezione del tempo. Cosa intende? Dato che il tempo, come dicono molti, non si sa ancora bene cosa sia.

Cioè, tutti siamo daccordo che i giorni e gli anni passano, guardandoci allo specchio ci vediamo invecchiare, guardando un tramonto sappiamo che un altro giorno è passato. Ma guardare (il tramonto per esempio) è usare il senso della vista, così come guardare il calendario e contare i giorni passati. Non abbiamo dentro di noi un “senso” che ci avverte del passaggio del tempo, ed è per questo che guardandoci allo specchio e scoprendo una ruga in più scopriamo che è passato del tempo, e noi non ce ne eravamo accorti.

Dire che la percezione del tempo è un senso aggiuntivo è una totale idiozia.

5. Effetto Mozart: Ascoltare musica ti rende più intelligente

Anche questo sarebbe un mito. Sarebbe, dico, se non fosse che dobbiamo tornare al punto 1 e ripetere che: nessuno sa ancora definire con precisione cosa sia l’intelligenza. È vero che provare emozioni intense e positive stimola le nostre potenzialità. Ma anche provare emozioni negative ci aiuta a mauturare.

In questo caso è vero che è stato intepretato male il risultato degli studi che hanno dato addito all’Effetto Mozart. Questi studi, infatti, hanno solo dimostrato che uomini e animali che provano sensazioni piacevoli (come quando ascoltano della musica che apprezzano) si sentono più motivati e positivi. La definizione Effetto Mozart si deve al fatto che i soggetti dello studio ascoltavano brani di questo compositore quando venivano analizzati. Ma il problema a questo punto dipende anche dalla satupidità non solo di chi scrive gli articoli divulgativi ma anche di chi li legge. Se i ricercatori che hanno sviluppato l’esperimento hanno utilizzato la musica di Mozart non significa che solo questo compositore stimoli emozioni positive.

Fonte: La Prensa

2 agosto 2016

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Oleh

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