mercoledì 27 luglio 2016

Vivere alle canarie in sicurezza

criminalità alle Canarie

Una delle domande che le persone si pongono prima di scegliere dove andare a vivere è, qual è il livello di sicurezza del paese nel quale intendo trasferirmi? Ed è una domanda che si pongono anche tutti quelli che stanno decidendo se trasferirsi a vivere alle Canarie o meno.

Le isole Canarie sono, nel panorama europeo e in quello internazionale, uno dei luoghi più tranquilli al mondo. Infatti, soprattutto nelle isole minori e meno affollate come Fuerteventura, dove viviamo noi, uno dei dettagli che più soprende i nuovi arrivati sono le finestre grandi con ampi cristalli ma sensa sbarre di protezione. Inspirano sicurezza, e confermano che a parte qualche ladro di galline che di tanto in tanto svaligia una casa incustodita, da questa parti non succede nulla di particolarmente preoccupante.

Tuttavia, ogni tanto sui quotidiani locali vengono pubblicate notizie che potrebbero far pensare che le cose stanno cambiando. In questi giorni per esempio, il quotidiano locale La Provincia menziona il caso di un’aggressione per rapina avvenuta a giugno scorso nella capitale di Gran Canaria, Las Palmas. Si legge che quattro delinquenti, tutti giovani, hanno aggredito un uomo in strada per rubargli lo zaino.

Il poveraccio è stato malmenato, preso a calci e pugni, ed è rimasto a terra, ferito, fino a quando l’ambulanza non lo ha trasferito al pronto soccorso. I delinquenti, tutti con precedenti penali, sono stati subito rintracciati grazie alla collaborazione di un testimone, e uno di questi (imbecille) aveva addirittura in tasca il portafogli con i documenti del malcapitato. Nessun dubbio sulla loro responsabilità quindi.

Ma ora viene la parte più interessante della storia. I quattro delinquenti, che ripeto avevano tutti precedenti penali, sono stati processati per direttissima e LIBERATI (imputati a piede libero). Il giornalista conclude che i quattro “dovranno affrontare un processo per rapina con violenza”.
Ora, io non sono un giurista, ma secondo il buon senso, chi ha precedenti e fa uso della violenza a questi livelli una volta arrestato non viene liberato, neppure per due minuti. Inoltre, se la vittima del furto rimane a terra ferito e deve essere trasferito d’urgenza al pronto soccorso secondo me ci sarebbero gli estremi per parlare di “tentato omicidio”, delitto ben più grave della “rapina”.

A questo punto, due cose: o l’articolo del quotidiano riporta dei dati incorretti o si tratta di un errore del sistema giudiziario. Mi rifiuto di credere che nello stesso paese che ha appena varato una legge che protegge funzionari e agenti di polizia dalle aggressioni fisiche e verbali, cosa più che giusta e comprensibile tra l’altro, per la quale chi offende a parole un agente di polizia o manifesta per strada senza permesso rischia diversi anni di carcere e fino a 600 mila euro di multa, chi lascia in fin di vita un poveraccio per derubarlo di pochi spiccioli passeggia ora tranquillamente per strada e dovrà affrontare semplicemente un giudizio per rapina con violenza.

Spero vivamente che il giudice che si occuperà del caso dei quattro criminali che hanno tentato di uccidere il poverccio a Las Palmas li condanni al massimo della pena, altrimenti potrebbe avvenire che questo paese, como altri nell’emisfero occidentale, si trasformerà lentamente in un luogo dove l’eccesso di garantismo causerà la perdita della fiducia dei cittadini nelle autorità e la diffusione della criminalità nelle strade.

Fonte: La Provincia

27 luglio 2016

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