mercoledì 20 luglio 2016

Vivere alle Canarie dopo il Brexit: Effetto del referendum sull’economia delle isole

Brexit

Per chi vive alle Canarie e per chi medita di trasferirsi a vivere alle canarie, e anche per i semplici turisti che prenotano una vacanza alle Canarie, è importante sapere che la prima fonte di reddito dell’economia delle Canarie è il turismo.

E qual è il principale mercato emissore di turisti verso le Canarie? Bravi! Avete capito bene... È proprio quello britannico. Tanto per quanto riguarda la penisola iberica e le Baleari così come per le isole Canarie, le due nazioni che inviano il maggior numero di visitatori sono Inghilterra e Germania. Ma gli inglesi sono da sempre la comunità più numerosa che visita l’arcipelago. Non solo, sono anche quelli che spendono più soldi nelle isole.

A questo punto è legittimo porsi una domanda: dopo il Brexit, cioè il referendum con il quale gli inglesi hanno deciso di uscire dalla Comunità Europea, cosa cambierà per le Canarie? Quale potrebbe essere l’impatto nell’economia delle isole?

Secondo quanto afferma il nuovo presidente delle Canarie Fernando Clavijo nessuno. O almeno, nel breve periodo non si teme nessun cambiamento importante. E io sono daccordo con lui.

Innanzitutto, come dice il presidente, che io considero persona altamente qualificata e capace oltre che ottimo conoscitore della realtà geopolitica ed economica internazionale, se la sterlina non perderà più del 5% del suo valore nei prossimi anni non cambierà sostanzialmente nulla. È però necessario non lasciarsi condizionare dalle prime settimane di instabilità nei mercati finanziari causata dall’effetto psicologico.

Inoltre, va notato che anche se i britannici continuano ad essere la comunità più numerosa che visita le Canarie, è anche vero che grazie al duro lavoro di promozione turistica all’estero fatto proprio dal Governo delle Canarie, negli ultimi mesi sono sempre più numerosi gli arrivi da paesi anche extra europei, e se è vero che nel solo 2015 sono arrivati quasi 4 milioni di inglesi, le altre nazionalità sono in forte crescita rispetto ad un mercato, quello britannico, che non offre più margini di crescita.

Tuttavia, il presidente delle Canarie invia un messaggio chiaro ai politici di Bruxelles. Il Brexit non suppone un rischio per l’economia delle Canarie, anzi, in un certo senso potrebbe anche portare dei benefici. Il vero problema potrebbe venire dall’effetto domino, se questo ci sarà. Cioè, se sulla scia del Regno Unito anche altri paesi si muoveranno nella direzione dell’uscita, allora sì che potrebbero esserci delle conseguenze nefaste per le Canarie ma anche per il resto dell’Europa.

E se le Canarie divenissero indipendenti?


In tutto questo pandemonio nasce una riflessione. Le Canarie nascondono da sempre il desiderio di conquistare l’indipendenza dal resto della Spagna. Tra l’altro, per coloro che non lo sapessero, le Canarie sono uno dei pochi territori europei, insieme alle isole francesi di Guadalupe e Martinica nei Caraibi e la Nuova Caldonia nel Pacifico del Sud, ai quali non è mai stato permesso di votare per scegliere se restare sudditi del paese che le ha colonizzate o ottenere l’indipendenza.

A differenza della Catalogna e dei Paesi Baschi, che sono parte integrante della Spagna e per avere l’indipendenza dovrebbero attuare la secessione, le Canarie non sono mai state “assorbite” ufficialmente. Infatti, sono inserite nella lista delle Nazioni Unite insieme a quei territori ai quali prima o poi gli stati “colonizzatori” dovranno permettere di esprimersi con un referendum. La Francia lo sta facendo con la Nuova Caledonia, che si trova nel Pacifico del Sud, che entro il 2018 dovrà scegliere se entrare definitivamente a far parte del territorio francese o divenire indipendente. A quando il referendum per l’indipendenza delle Canarie? Chissà... se le cose procedono come da Brexit forse non manca molto... ma è solo una speculazione...

Fonte: La Provincia


20 luglio 2016

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