giovedì 21 luglio 2016

Il frigorifero solidale o sociale, nasce in Germania ma si diffonde soprattutto in Spagna

nevera solidaria

In Italia ha tanti nomi simili: frigorifero solidale, frigorifero sociale, frigo solidale e frigo sociale, e si crede essere stato concepito dagli spagnoli. Non è così, il primo frigorifero solidale è stato installato a Berlino, in Germania, in seguito questa iniziativa si è diffusa in tutto il mondo.

La Spagna è sicuramente il paese in cui si è diffuso maggiormente. Infatti, esiste addirittura un portale web www.neverasolidaria.org che si occupa di promuovere questa iniziativa in tutto il paese informando la rete degli aderenti e pubblicando notizie interessanti relative all’iniziativa.

Per chi non sapesse di cosa si tratti, il frigorifero solidale consiste in un frigorifero vero e proprio installato all’aperto in un angolo della città, nel quale privati cittadini e ristoranti possono mettere regolarmente prodotti alimentari che altrimenti verrebbero buttati nella spazzatura. Dallo stesso frigorifero, le persone più bisognose ma anche qualsiasi cittadino, possono prendere ciò che vogliono senza essere oggligati a fare o pagare nulla. E funziona, ovunque!

L’idea del frigorifero sociale non è solo quella di aiutare chi ha più bisogno, ma anche quella di evitare che ogni giorno vengano buttati nella spazzatura alimenti che sono ancora perfettamente commestibili. E sappiamo benissimo come nella società in cui viviamo, complice la nostra stupidità che ci porta spesso a comprare o ordinare più di quanto necessitiamo insieme alla politica della data di scadenza che solo ultimamente la scienza ammette essere solo una mera indicazione di freschezza, ci troviamo a buttare ogni giorno tonnellate di alimenti ancora perfettamente commestibili.

Ben venga allora ogni tipo d’iniziativa, come questa del frigorifero solidale, che possa aiutare a recuperare una parte degli alimenti che altrimenti finirebbero in una discarica.

Il primo frigorifero sociale in Spagna è stato installato ad aprile 2015 nei paesi Baschi, da allora l’iniziativa si è diffusa in tutta la Spagna a macchia d’olio. Tuttavia, nel sito web che raccoglie i dettagli di quella che è ormai una rete consolidata, si fa notare che esiste ancora ovunque una certa resistenza dovuta alla paura.

I promotori dell’iniziativa in Spagna dicono che il principale ostacolo quando tentano di promuovere la diffusione del frigorifero solidale, è la paura. Le persone temono gli atti vandalici, hanno paura di ammalarsi a causa di qualcosa che hanno mangiato, paura di ciò che gli “altri” potrebbero mettere nel frigorifero. Le nostre paure sono spesso la reminiscenza delle paure ancestrali dei nostri antenati, che dovevano essere sempre attenti, e diffidare, per difendersi dalle minacce dell’ambiente circostante.

Pensiamo sempre che il male debba necessariemante venire da fuori, temiamo sempre ciò che potrebebro farci gli altri. Ma spesso, siamo noi, con la nostra arroganza e stupidità, che contribuiamo a creare questa società in cui si distrugge una quantità esorbitante di cibo ogni giorno.

Infatti, nel sito dell’organizzazione del frigorifero solidale spagnolo, pubblicano un articolo nel quale si parla di uno dei partecipanti a Masterchef che ha deciso di preparare diversi piatti utilizzando exclusivamente alimenti che i supermercati eliminano in fase di preparazione delle confezioni. E il risultato è stato eccezionale.

Insomma, piuttosto che installare un frigorifero solidale, che senza dubbio è un inziativa ammirevole e consigliabile, dovremmo meditare attentamente e iniziare a fare un esame di coscienza ogni volta che al ristorante ordiniamo piatti che poi lasciamo a metà. Quando buttiamo il pane perchè è del giorno prima o la confezione con un alimento perchè la data di scadenza era il giorno prima.

Quelli che continuano a pensare che dato che hanno pagato hanno il diritto di fare ciò che vogliono del cibo, non meritano neppure di essere presi in considerazione. Per il resto, compresi quelli che pensano ancora che “grassottello” è bello e sano, è importante iniziare a pensare che dovremmo prendere dal mondo solo ciò cui abbiamo veramente bisogno, indipendentemente dalla disponibilità. Dobbiamo inziare a pensare che tutto ciò che esiste nell’universo è interconnesso, che siamo tutti e tutto una cosa sola, e che qualsiasi cosa facciamo, pensiamo o diciamo, ha un effetto su di noi e sugli altri, e su tutto il resto ovviamente.

Fonte: El País

22 luglio 2016

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Oleh

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