lunedì 20 giugno 2016

Longevità: Essere ottimisti allunga la vita

ottimismo

Vivere molto a lungo è un privilegio riservato a pochi. Infatti, le statistiche stimano che in Spagna sono circa 10.000 le persone che superano i 100 anni di età. Tuttavia, anche se il segreto per vivere più a lungo non è stato ancora scoperto, gli esperti sono convinti che l'ereditarietà sia il fattore principale che garantisce la longevità, perché determina il 75% delle probabilità di vivere a lungo.

E secondo le ultime ricerche realizzate dal Centro Medico dell’Università di Boston, la genetica non è solo vincolata alla resistenza fisica, ma anche ad alcune caratteristiche della personalità come l'ottimismo, l'autostima e la socialità, essenziali per vivere una vita più lunga.

I risultati non mentono


Recenti ricerche realizzate presso la Yeshiva University negli Stati Uniti, suggeriscono che alcune caratteristiche della personalità, che dipendono in gran parte dalla genetica, sono essenziali per avere una vita più lunga. Gli studiosi hanno raggiunto le loro conclusioni dopo aver analizzato la vita di un gruppo di ebrei oltre i 95 anni di età simili tra di loro geneticamente. Così, gli scienziati hanno scoperto che alcuni aspetti della personalità, come l'ottimismo, la tolleranza e l’estroversione, sono essenziali per vivere più a lungo.

I ricercatori spiegano che il motivo è molto semplice: le persone ottimiste ed estroverse, tendono ad avere migliori abitudini di vita, mangiano più sano e fanno più attività fisica rispetto agli altri. Inoltre, l'ottimismo è anche un buon antidoto contro la depressione, una condizione emotiva che aumenta il rischio di sviluppare altre malattie e che riduce significativamente l'aspettativa di vita.

Tuttavia, questi non sono gli unici risultati che collegano l'ottimismo alla longevità. Altri ricercatori, questa volta della Rush University, sempre negli Stati Uniti, hanno scoperto che l'attività sociale aiuta spesso a prevenire il declino cognitivo e l’invecchiamento e prolunga quindi la vita migliorandone la qualità. Ovviamente, la socialità è un aspetto della personalità strettamente legato all’ottimismo e all’estroversione, ed ha anch’essa una componente genetica.

In questo modo i ricercatori hanno scoperto che le persone più estroverse e socievoli mostravano un declino cognitivo del 75% inferiore rispetto ai loro coetanei. Si pensa che ciò sia dovuto al fatto che conducono una vita sociale più attiva che stimola le reti neurali prevenendone il deterioro prematuro.

Fonte: Los Medicamentos

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