mercoledì 23 marzo 2016

Vivere alle Canarie sobri e onesti


Fuerteventura

Di tanto in tanto mi capita di navigare in rete alla ricerca di pagine web di connazionali che hanno scelto di scrivere a proposito del “vivere alle Canarie”. Già, perchè, dovete sapere che le keywords (una keyword è una combinazione di parole chiave che il motore di ricerca, Google per esempio, tiene in considerazione per inviarti visitatori al sito) “vivere alle Canarie” oppure “trasferirsi alle Canarie”, sono tra le più ricercate su Google Italia.

Ecco allora che potete capire bene perchè molti siti di pseudo “esperti” italiani che vivono alle Canarie inseriscono queste frasi nei loro post, lo fanno per attirare molti visitatori. Lo faccio anche io, come potete vedere, anche se mi limito a inserire queste frasi non più di una o due volte per ogni testo (oggi faccio un’eccezione). E inoltre alla fine dei miei post, come potete vedere, c’è sempre il link alla fonte dove ho preso le informazioni, quasi sempre un quotidiano locale.

Alcuni invece ripetono queste keywords decine di volte rendendo i loro post illeggibili. Questo, aggiunto al fatto che nelle loro pagine non troverete mai un testo obiettivo che vi parli anche dei “problemi del vivere alle Canarie” e del fatto che le Canarie non sono un paradiso, rende le loro pagine un tanino ridicole e ipocrite.

Ma perchè ci sono tanti italiani che scrivono del “vivere alle Canarie” utilizzando uno stile (sgrammaticato) e del tutto simile a quello che trovate nei cataloghi turistici delle agenzie di viaggio? Perchè continuano ad esserci persone che tentano di vedere un paradiso che non esiste, dicendovi che tutto sommato, anche se qualche problemino c’è, le Canarie sono un paradiso dove chiunque può ricominciare da zero con l’aiuto delle persone giuste (loro ovviamente)?

Semplice, per due motivi: il primo è che loro vivono di questo. Cioè, dopo essere approdati da queste parti senza alcuna idea sul cosa fare per mantenersi o generare un reddito, hanno pensato bene di vendere il prodotto “Canarie” ai connazionali che languono nel belpaese in attesa di partire per il paradiso. Il secondo motivo è che, come avrete già capito, sono tanti gli italiani idioti che non vogliono sentirsi dire che le Canarie, o altre mete altrettanto gettonate, non sono un paradiso e che non basta fare una valigia appoggiandosi al primo “consulente” italiano residente in loco che li aiuterà (non gratis), a ricominciare da zero.

Cosa c’è di male, direte voi, se qualcuno ha scelto come lavoro di assistere i suoi connazionali in modo serio e attento e per questo percepisce anche un equo compenso? Niente. O almeno, non ci sarebbe nulla di male se costoro non scrivessero un sacco di balle farcite con una obiettività ipocrita e retorica. Ma no lo possono fare perchè in questo modo troverebbero pochi “clienti”.

Io so benissimo, visto che lavoro per Google e conosco bene la SEO, che se scrivessi ciò che scrivono loro in questo sito avrei molte migliaia di visitatori in più al giorno. Anzi, sono abbastanza sorpreso di avere quasi mille visitatori al giorno e in costante crescita nonostante ciò che scrivo. Ma io non scrivo questo blog per avere tutto il mondo ai miei piedi, mi basta offrire un servizio obiettivo, selezionando quanto più possibile le informazione da fonti ufficiali e neutre o dalla mia esperienza personale ed evitando di offrire facili illusioni.

Ma perchè allora, chiederete voi, te la prendi tanto con questi signori? Perchè anche io in passato sono stato vittima di chi vendeva le Canarie come un paradiso assoluto. Vorrei a questo proposito cercare di essere il “bastian contrario” che offre obiettività e sincerità, e posso farlo visto che non vivo vendendo manuali, corsi o assistenza a pagamento ai futuri espatriati che sognano di vivere alle Canarie.

Trovare lavoro alle Canarie


Inoltre, non mi piace che alcuni scrivano cose del tipo: abbiamo fatto un viaggio di 11 giorni per visitare le sette isole e adesso vi diciamo quali sono le aree migliori in cui trasferirvi a vivere. A questo proposito, parlando di Fuerteventura, l’isola su cui vivo dal 2010, propongono Morro Jable come luogo ideale dove installarsi e trovare lavoro.

A Morro Jable non vuole andarci nessuno, neppure i locali. A Morro Jable nel sud di Fuerteventura non c’è lavoro, non ci sono servizi e per qualsiasi cosa (ospedali, burocrazia, acquisti importanti) si devono fare 90 chilometri per raggiungere la capitale Puerto del Rosario. L’economia gira molto meglio a Corralejo o Puerto del Rosario, nonostante la crisi che tuttora perdura alle Canarie.

Disoccupazione alle Canarie


Quindi leggo sempre in uno di questi siti della disoccupazione alle Canarie. Di questo ho scritto ampiamente anche io in questi ultimi anni. E pure io ho confermato che le cose stanno migliorando ultimamente. Ma cosa significa che stanno migliorando? Che dal 33% di disoccupazione generale del 2010 le Canarie sono scese al 28% del 2016. Credete che con il 28% di disoccupazione avreste maggiori opportunità di trovare lavoro alle Canarie rispetto all’Italia? Scordatevelo! E chi vi dice il contrario mente.

È vero che in Italia il calcolo del numero dei disoccupati è fatto in modo sbagliato, non tenendo conto dei cassaintegrati e di chi non cerca più lavoro, e quindi il 12% di disoccupazione nazionale venduto dal Governo è in realtà un 20%, uguale al resto della Spagna. Tra l’altro scrissi di questo anche io qualche anno fa. Ma allora, nella migliore delle ipotesi, se vi trasferite a vivere alle Canarie nella speranza di trovare un lavoro dovete sapere che avrete le stesse opportunità di trovare lavoro alle Canarie di quante ne avreste in Sardegna o Sicilia, anzi, visto che nel sud dell’Italia le statistiche riferiscono di un livello di disoccuazione generale del 20% nel 2015, fate un po’ voi.

Le tasse alle Canarie


Infine, c’è sempre chi continua a scrivere che alle Canarie non si pagano le tasse, o che se ne pagano molte meno. Non è così. È vero che la pressione fiscale alle Canarie è più bassa, ma la massima aliquota IRPEF è comunque quella che si applica a tutta la Spagna, e cioè il 45% nel 2016. Per pagare meno tasse avete due opportunità: entrare nel Consorzio ZEC (Zona Especial Canaria), così potete beneficiare di un prelievo IRPEF pari al 4%, ma per fare ciò dovete investire almeno 50 mila euro (100 mila nelle isole maggiori) e assumere 3 dipendenti, e il processo di ammissione al consorzio non è molto semplice.

La seconda opportunità è quella di costituire una società, che da queste parti tributa con una imposta fissa del 25%, e quindi farvi assumere dalla società (fino a 12 mila euro all’anno il reddito da dipendente è esente da IRPEF), oppure avviare un’attività come lavoratori autonomi, tributando nello scaglione minimo del 19% fino a 20 mila euro circa di reddito che diventa il 22% circa dopo i 24 mila euro e così via, in crescita progressiva, come in Italia insomma.

Così che, alle Canarie si pagano meno tasse come vedete, ma si pagano comunque. E armatevi di tanta pazienza, perchè commercialisti e professionisti vari alle Canarie non sanno (o non vogliono) fare bene il loro lavoro, così che spesso dovrete perdere molto tempo presso gli uffici statali e non solo quelli (Agenzia Tributaria, Previdenza Sociale, Banche, Polizia Nazionale, etc.) per risolvere i vostri problemi. 

Insomma, capisco bene che sentirvi dire che le Canarie non sono un paradiso e che da queste parti non esiste la possibilità per chiunque di ricominciare da zero, può fare male. È comprensibile quindi che molti di voi preferiscano credere alle panzane di chi vende fumo perchè è interessato, ma almeno cercate di essere più maturi, fate in modo di crescete, iniziando con l’accettare il fatto che tutto ciò che di meglio c’è nella vita costa sacrificio e duro lavoro. No basta fare le valige e affidarsi al furbetto di turno per costruirsi una nuova vita altrove. Rimboccatevi el maniche, imparate a lavorare su voi stessi, a realizzare i vostri obiettivi con i vostri mezzi, anche cadendo e rialzandovi se sará necessario.

Così facendo apprenderete che potete farcela da soli, sempre, e non avrete più bisogno di affidarvi a qualcuno perchè faccia per voi quello che potete fare benissimo voi stessi. E infine non vi trasformerete nell’ennesimo furbetto che dopo avere provato di tutto si ricicla nel prossimo venditore di pacchetti “all inclusive” per trasferirsi a vivere alle Canarie o in qualsiasi altro posto, perchè questo genere di attività rappresenta per lui l’ultima spiaggia.

23 marzo 2016

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Oleh

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