giovedì 11 febbraio 2016

Trovare lavoro in futuro: Quale e dove?

lavoro

Come alcuni di voi avranno avuto modo di leggere sui giornali di sistema, il passato mese di gennaio ha visto ancora una volta riunirsi a Davos i rappresentanti delle nostre sgangherate economie insieme a lobbisti e burattini (leggi: politici), che come sempre da alcuni anni a questa parte, si ritrovano insieme a merendare a tarallucci e vino mentre si raccontano le loro cose.

Naturalmente, ciò che pubblicano i giornali di sistema a evento concluso non è ciò che si è discusso a porte chiuse. E anche se le porte non erano chiuse, lontano dagli obiettivi delle telecamere e dai microfoni, gli argmenti erano ben altri, potete stare sicuri.

Tuttavia, qual è il riassunto delle stupidaggini planetarie che vengono dalla Davos di inizio gennaio 2016?

Sostanzialmente che la nostra società è entrata nella quarta rivoluzione industriale, quella che eliminerà buona parte del lavoro manuale ma anche di quello burocratico ed intellettuale nei prossimi anni a venire. Ma davvero?

Intanto partirei con il dire che non è necessario andare a Davos ed essere uno degli egregi e “dotti” partecipanti per rendersi conto che la robotica e l’automazione stanno eliminando TUTTI i posti di lavoro meno specializzati e manuali, e negli ultimi tempi anche quelli di livello più alto.

Eh sì perchè, cari signori miei, se non lo abbiamo ancora capito, i robot hanno iniziato a eliminare il lavoro manuale già a partire dagli anni 50 del secolo scorso. Altro che Davos! Infatti, uno dei fiori all’occhiello dell’industria italiana è anche la produzione di sistemi di automazione industriale (le migliori aziende si trovano in Emilia, la mia terra, quindi so di cosa parlo).

La vera rivoluzione in cui siamo entrati a “piedi pari”, sempre come si dice dalle mie parti, è quella che ELIMINERÀ TUTTO il lavoro impiegatizio, pubblico e privato, insieme al mondo dei servizi. Infatti, con le nuove tencologie informatiche e grazie alla famigerata Internet delle Cose, insieme al progresso della cosiddetta intelligenza artificiale, che piaccia o meno, in pochi anni non resterà praticamente lavoro per nessuno, di nessun tipo. Chi dice (per esempio i bugiardi di Davos) che si distruggeranno 7 milioni di posti di lavoro ma se ne creeranno 2, mente, sapendo di mentire.

Innanzitutto perchè non sono 7 ma forse diverse decine se non centinaia i milioni di posti di lavoro che andranno persi in tutto il mondo occidentale da oggi al 2050, e infine perchè questa volta non si creerà nessun posto di lavoro, dato che, se escludiamo le molte badanti per vecchietti dementi e qualche milione di agricoltori che potranno coontinuare a lavorare con le loro braccia, tutto il resto verrà proressivamente sostituito dalle macchine e dai sistemi informatizzati.

Ma veniamo ora alla parte comica. Certo, perchè i geni della lampadina rinchiusi a Davos hanno addirittura fatto un gesto di magnanime altruismo nei confronti del popolino degli aspiranti lavoratori sfigati e preoccupati che si chiedono: “cosa farò io da grande, ma soprattutto cosa devo studiare per avere buone opportunità di trovare lavoro nel 2020?”, ebbene, a tutti questi viene offerta questa bella listina di capacità/abilità che saranno (secondo loro) le più ricercate nel 2020.

Questa sarebbe la lista delle capacità più richieste nel 2020 (guardate voi se preferite ridere, piangere o inca..arvi):

1. Capacità di risolvere problemi complessi

2. Pensiero critico

3. Creatività

4. Gestione del personale

5. Coordinazione con altri lavoratori

6. Intelligenza emozionale

7. Giudizio e capacità decisionale

8. Orientamento al servizio

9. Trattativa

10. Flessibilità cognitiva

Personalmente sorvolerei sui punti 1,2,3,6,7,9,10 che considero semplicemente “aria fritta”, sempre come si dice dalle mie parti, ma... i punti 4,5 e 8, che senso hanno in un mondo senza più “personale”, “lavoratori” e “servizi”?

Infine, credo che nel futuro che ci aspetta sarà meglio che ognuno di noi si sforzi di trovare da sè la soluzione ai propri problemi evitando accuratamente di ascoltare e soprattutto credere alle balle che ci vengono raccontate ogni giorno.

In un mondo che viaggia a vele spiegate verso la fine del lavoro inteso come lo si intendeva in passato, l’unica soluzione è come diceva un simpaticone in passato “organizzarsi per lanciare soldi con gli elicotteri” (leggi: reddito di cittadinanza per tutti in tutti i paesi). Lo so, io non ero favorevole al reddito di cittadinanza in passato perchè nei paesi del mediterraneo, come l’Italia o la Spagna, non farebbe altro che ingigantire il problema già enorme del parassitismo. Ma a questo punto credo che per salavare il mondo del futuro, o meglio, per avere un futuro, sia l’unica possibilità che abbiamo.

Fonte: La Provincia

11 febbraio 2016

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