giovedì 14 gennaio 2016

Ripresa economica o crisi perpetua?

puerto de la luz

Negli ultimi mesi i titoli dei giornali hanno ripetuto ovunque a livello globale lo stesso mantra: cioè che, nonostante restino alcuni problemini, tuttavia il blocco dei paesi occidentali è uscito definitivamente dalla crisi economica, anche se cresce lentamente. Ma è vero?

Io sono tra quelli che credono che siano i dati a dover avere l’ultima parola, soprattutto quelli pratici e reali, non quelli economico-finanziari. Già perchè, data l’enorme mole di denaro virtuale (fittizio, inventato) tra bond, obbligazioni, derivati e debiti vari, che c’è nel mercato finanziario, il fatto che le borse salgano o scendano, così come gli spread, non significa proprio nulla.

Al contrario, un dato come quello che veniva pubblicato dal quotidiano La Provincia in data 16 dicembre 2015 è invece da prendersi sul serio. E si tratta di un dato molto negativo.

Dovete sapere che il Puerto de la Luz, a Las Palmas, il principale porto commerciale delle isole Canarie, ma anche il principale porto europeo nell’atlantico, nonchè punto strategico per il traffico dei container tra il continente americano l’Africa e l’Europa, pubblica ogni anno la statistica relativa al volume del traffico commerciale.

Quest’anno ha pubblicato la statistica relativa al traffico container degli ultimi quattro anni e dell’ultimo anno. Purtroppo la notizia è che dal 2011 al 2015 il traffico commerciale di container è calato del 44% , e il calo più forte è avvenuto proprio nell’ultimo anno, tra ottobre 2014 e 2015, con un calo del 15%.

Ora, riusciamo per un attimo ad immagnare cosa significa se uno dei più importanti porti commerciali del pianeta lancia l’allarme dicendo che ha registrato un calo del 44% nel traffico di container? Significa che in quattro anni gli scambi commerciali intercontinentali hanno subito una caduta pari a quasi il 50%. La situazione del traffico commerciale a livello globale è talmente grave che il portavoce degli addetti alle operazioni portuali, Miguel Rodriguéz, la definisce “catastrofica”.

E se uno spagnolo utilizza il termine “catastrofe” potete stare certi che questo è, perchè tutto si può dire degli spagnoli fuorchè siano allarmisti come certi giornalisti italiani (tutti) che abusano sempre di parole come “tragedia”, “massacro”, “strage” e “apocalisse”.

Quindi, anche se non fa piacere a nessuno, da oggi sappiamo che la situazione dell’economia mondiale, e soprattutto occidentale, è ben lungi dalla ripresa, anzi. Con un calo dei commerci a livello gobale di quasi il 50% c’è ben poco di che stare allegri. Auguri di buon anno a tutti...

Fonte: La Provincia

14 gennaio 2016

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Oleh

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