lunedì 16 novembre 2015

La qualità della vita all’estero

spiaggia

Le persone si trasferiscono a vivere all'estero per una serie di motivi; per lavoro, studio, perchè sono andati in pensione, per avviare un'attività imprenditoriale. Ma quello che hanno in comune tutti è in ultima analisi, la ricerca di una migliore qualità della vita e un tipo di esperienza che non avrebbero potuto fare dove si trovavano prima.

Capire quale sia il paese che meglio può soddisfare le proprie esigenze non è facile, ma se ci si sforza di essere metodici nel processo di selezione non dovrebbe essere troppo difficile restringere il numero dei paesi che fanno al caso vostro. Un buona qualità della vita significa cose diverse per persone diverse, quindi prima di selezionare una destinazione è necessario determinare ciò che è importante per voi.

Cosa significa qualità della vita per voi?


La sicurezza è un fattore importante o preferite l’ambiente naturale incontaminato, meglio un buon sistema d’istruzione pubblica o il basso costo della vita? Una volta stabilito quali sono i fattori che per voi garantiscono una buona qualità della vita potrete procedere alla selezione dei paesi che visiterete per conoscerli meglio.

Ma gli aspetti della vita quotidiana che meritano atenzione sono tanti ed è difficile stabilire quali sono i più importanti. A questo proposito esistono diversi siti web specializzati nel fare indagini sulla qualità della vita nei diversi paesi e in seguito pubblicano delle statistiche continuamente aggiornate che possono esservi di aiuto.

Statistiche sulla qualità della vita nel mondo


Tra le statistiche più famose a questo riguardo vi è il "Quality of Living Ranking" pubblicato anualmente dalla Mercer Consulting, che copre 215 città e serve per aiutare governi e grandi aziende a calcolare il costo del trasferimento dei loro dipendenti con incarichi internazionali. L'indagine si basa su 39 diversi fattori, tra cui criteri importanti come la stabilità politica e l’ambiente sociale, l’economia, l'ambiente socio-culturale, la sanità, l’istruzione, servizi pubblici e trasporti, tempo libero, beni di consumo, alloggio e ambiente naturale. Potete leggere alcuni estratti della relazione sul sito di Mercer.

Un'altra statistica che può risultare utile è la "Quality f Life Index", pubblicata nel 2005 dalla Economist Inteligence Unit (www.eiu.com), che è parte del quotidiano The Economist. Anche se i dati sono vecchi di alcuni anni è ancora abbastanza fedele. L'indice include i dati provenienti da 111 paesi e territori e si basa su nove diversi fattori della qualità della vita: benessere materiale, salute, stabilità e sicurezza politica, vita familiare, vita comunitaria, clima e posizione geografica, sicurezza sul lavoro, parità di genere e diritti civili. Potete leggere maggiori dettagli sulla natura dell'indice sul sito Wikipedia.

Ciò che rende questi dati utili a tutti coloro che desiderano trasferirsi all’estero, è il fatto che comprendono una vasta gamma di fattori importanti che contribuiscono alla buona qualità della vita nei paesi analizzati. Osservando i vari criteri di rilevazione si possono scoprire alcuni aspetti della vita all'estero a cui non si era pensato prima. Per esempio, avete preso in considerazione le statistiche relative al livello di criminalità nella vostra ricerca sulle destinazioni preferite, o il rispetto dei diritti civili e la stabilità politica? Un determinato paese porebbe avere un alto tasso di criminalità, di molto superiore a quello del paese d'origine, ma un costo della vita molto conveniente e un ambiente naturale straordinario potrebbero compensare benissimo la prima mancanza.

Se siete interessati a scavare più in profondità nei dati statistici, potreste analizzare la statistica annuale dell'OCSE (OECD Factbook), pubblicato con regolarità dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). La pubblicazione comprende una sezione denominata "Qualità della vita", che include dati come quelli menzionati nelle statistiche precedenti.

16 novembre 2015

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