mercoledì 4 novembre 2015

Trasferirsi a vivere all’estero ed essere felici

spiaggia ancon cuba

A volte mi capita di ascoltare storie di italiani emigrati che si possono tranquillamente definire un successo. Cioè, persone che dopo essersi trasferite a vivere in un paese straniero hanno avuto successo nel costruirsi una seconda vita nella quale, apparentemente, non gli manca nulla.

Hanno un lavoro, da lavoratore dipendente o autonomo, vivono vicino al mare in un paese caldo oppure al nord, o in montagna in un paese più freddo, e sorprendentemente quasi tutti, dopo essersi ambientanti nel nuovo paese, vivono una vita che a parte la diversa latitudine, è del tutto simile a quella che vivevano in Italia, e anche loro restano fondamentalmente le stesse persone.

Ecco quindi che dopo poco tempo appaiono le prime lamentele. Apparentemente, il paese in cui si trovano ora sembra essere l’unico responsabile della loro insoddisfazione, ma in realtà non è così. Ma loro non lo sanno, o almeno non se ne rendono conto.

Alcuni danno la colpa al lavoro che stano facendo, allo stress ritrovato che credevano esistere solo nella odiata penisola, altri al paese che li ospita, che solo pochi mesi prima sembrava essere un vero e proprio paradiso. Infine, vi sono quelli che danno la colpa della loro insoddisfazione ai locali, soprattutto agli altri “italiani” che hanno conosciuto sul posto in cui si sono trasferiti a vivere.

Ma la verità è che la responsabilità della loro insoddisfazione è solo loro.

Il punto è che quando si decide di cambiare vita il primo passo da fare dovrebbe essere quello di guardarsi allo specchio, e magari anche dentro facendo un poco di introspezione, meditando profondamente, per fare in modo di prendere coscienza di “chi si è” e di “cosa si intende diventare”.

Perchè vedete, se dopo esservi guardati allo specchio deciderete di trasferirvi a vivere all’estero portando con voi la persona che vedete nello specchio e che rimane la stessa che era , allora state certi che non cambierà nulla nella vostra vita, ovunque andrete ripeterete inconsapevolmente lo stesso dramma esistenziale che vi ha portati al punto di dire basta, vado via.

Di seguito vi suggerisco tre punti che serviranno per stabilire se siete destinati ad essere più felici o se presto vi trasformerete nell’ennessimo emigrato triste e depresso che si lamenta di tutto e di tutti:

1. Siete tra coloro che hanno lasciato (desiderano lasciare) l’Italia solo perchè odiate la vergognosa classe politica italica e non sopportavate più di leggere certe cose sui giornali? O perchè avete perso il lavoro e intorno a voi non vedevate alcuna prospettiva? Quindi avete lasciato l’Italia con una tremenda nostalgia nel vostro cuore, sentite la mancanza di amici e parenti e dello stile di vita che facevate e magari, della meravigliosa cucina del Bel Paese.

Attenzione, non voglio dire che provare nostalgia sia innaturale o che la cucina italiana faccia schifo, anzi. Ma se nel paese che vi ospita non vi trovate a vostro agio e la nostalgia vi assale quotidianamente e non riuscite (volete) fare nulla per aprirvi alla cultura e lo stile di vita locali, allora avete sbagliato tutto. Non dovevate partire, e non fatelo se non lo avete già fatto, perchè dove andrete sarete sempre infelici come in Italia, semplicemente perchè siete la stessa persona che eravate prima. E renderete la vita infelice anche a chi vi sta accanto...

Vi immaginate vivere in una città con due miloni di residenti uno dei quali è composto da immigrati tristi che sono lì solo perchè c’è lavoro, ma con la testa e il cuore sono rimasti nel paese d’origine e sognano e dicono continuamente di volervi ritornare? I secondi non si integreranno mai mentre i primi si troveranno sempre ad avere a che fare con delle persone che non vorrebbero essere dove si trovano, non amano ciò che fanno e quindi contribuiscono a trasformare il posto in cui si trovano in un luogo triste e deprimente.

2. Siete tra coloro che hanno lasciato (desiderano lasciare) l’Italia, perchè si pagano troppe tasse e perchè l’attività commerciale o imprenditoriale che svolgevano è entrata in crisi e siete alla ricerca di un posto diverso dove ricominciare di nuovo lo stesso gioco stupido e pericoloso che li porta a investire tempo e denaro per produrre maggiore ricchezza?

Cioè, siete di quelli che non hanno ancora imparato che il sistema finanziario basato sul credito/debito fa solo l’interesse dei pochi che gesticono il denaro e che voi, come tutti, terminerete per perdere tutto di nuovo alla prossima crisi, se va male, o rovinarvi la vita lavorando troppo per avere due soldi e quattro mattoni in più quando sarete troppo vecchi per goderveli. Lasciate perdere anche voi, vi fareste solo del male.

Quindi, se avete una piccola attività commerciale che vi permette di vivere dignitosamente, accontentatevi. Non accumulate debiti per aprire nuove attività perchè “tanto adesso l’economia si è ripresa, bisogna approfittarne”. Non acquistate una seconda casa con un mutuo quando avete già la vostra, in cui vivete ed è pagata completamente, solo perchè “sembra che il mercato torni a muoversi”. Vedete, di questi tempi l’unica certezza è ciò che si ha, poco o tanto che sia, ipotecare il futuro e la speranza è da stupidi. E le crisi economiche che da sempre sono cicliche, se prima accadevano ogni due o tre decenni, oggi si ripetono a distanza di pochi anni. Contate con ciò che avete e non ipotecate ciò che probabilmente non potrete mai ripagare.

3. Siete tra quelli che hanno lasciato (desiderano lasciare) l’Italia, perchè hanno fin da piccoli il sogno di trasferirsi a vivere in un luogo preciso, un paese, una città o un isola tropicale, che nel loro immaginario rappresenta da sempre il paradiso ideale in cui rinascere a nuova vita? Insomma, uno di quelli che dicono “prima o poi mollo tutto e vado a ...”, pensando che basti cambiare aria per eliminare tutti i problemi, ma soprattutto credendo che la felicità dipenda dal trovarsi a vivere in un luogo preciso nella geografia di questo pianeta. Sbagliate, non troverete mai la felicità così.

Come dicevo sopra, non farete altro che trasferire altrove i vostri problemi e quando, prima o poi ne prenderete coscienza, verrete assaliti dalla depressione. Perchè il punto è che, anche se a volte non lo vogliamo acettare, il 90% dei nostri problemi sono causati dal modo in cui noi decidiamo di affrontare la vita. E l’unico modo per cambiare veramente le cose è quello di iniziare a cambiare noi stessi. I primi passi da fare sono smettere di pensare e credere come lo abbiamo fatto fino ad oggi. Quindi è necessario iniziare a cercare risposte e informazioni in modo autonomo, non credendo più ciecamente a tutto ciò che ci viene detto da chi abbiamo accanto.

Nutrire i sentimenti che ho menzionato sopra non è sbagliato a priori, anzi, tutti noi che abbiamo viaggiato e vissuto in paesi stranieri abbiamo provato e proviamo nostalgia per ciò che abbiamo lasciato, euforia per la bellezza e alcune peculiarità del paese in cui siamo approdati e preoccupazione per ottenere un reddito minimo che ci permetta di vivere dignitosamente. Ma il punto è che, se queste emozioni sono predominanti e onnipresenti, e sono l’unica ragione che ci ha spinti a trasferirci a vivere all’estero, allora non va bene.

4 novembre 2015

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Oleh

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