venerdì 4 settembre 2015

I mari più inquinati del mondo


Secondo il WWF, oltre l'80% dell'inquinamento marino è causato da attività terrestri che provocano fuoriuscite di petrolio, di fertilizzanti e sostanze chimiche oltre allo scarico di acque reflue non trattate. Ma una parte dell’inquinamento marino dipende anche da sostanze contaminanti contenute nell’atmosfera che vengono depositate al suolo e nei mari dalla pioggia.

A causa di questi fattori risulta ovvio che le zone di mare più interessate dall’inquinamento sono quelle che si trovano vicino alle aree più densamente popolate e che ospitano attività industriali. Di  seguito potete trovare un elenco dei mari più inquinati del mondo.

Oceano Atlantico

Zona morta del Golfo del Messico

Il Golfo del Messico è un bacino circondato dalla costa sud degli Stati Uniti, dal Messico e da Cuba. Si tratta di una delle aree marine più inquinate di tutto il mondo. Le sue acque sono inquinate da azoto e fosforo che provengono dai fertilizzanti utilizzati in agricoltura nella valle del Mississippi, tra Minnesota, Iowa, Illinois, Wisconsin, Missouri, Tennessee, Arkansas, Mississippi e Louisiana. Il fiume Mississippi si incarica di portare gli agenti inquinanti nella zona morta del Golfo Del Messico.

La presenza di queste sostanze chimiche fa si che le acque di questa zona del Golfo soffrano “ipossia”, cioè perdono la quantità di ossigeno necessaria a sostenere la vita. A causa della mancanza di ossigeno sul fondo marino, si verifica la morte massiva di enormi quantità di pesce. Tra il 1985 il 1999, la zona morta del Golfo del Messico si è estesa da 8000 a 20.000 chilometri quadrati.

Il North Atlantic Garbage Patch

Si tratta di un accumulo di rifiuti galleggianti soprattutto di materiale plastico, che è stato documentato per la prima volta nel 1972. La densità dei rifiuti è di circa 20.000 pezzi per chilometro quadrato, e a causa di questa gigantesca discarica galleggiante, anche la zona a nord dell’oceano Atlantico soffre di mancanza di ossigeno, oltre ai problemi legati all’ingestione dei rifiuti di plastica da parte di pesci e uccelli marini.

Oceano Pacifico

Anche l’oceano Pacifico ha il suo accumulo di spazzatura denominato Great Pacific Garbage Patch, che si stima possa ricoprire una zona tra i 700 mila e i 15 milioni di chilometri quadrati. Anche questo è composto soprattutto da plastica e residui vari che riducono lo spazio vitale delle specie che popolano il mare.

Oceano Indiano

L’accumulo di rifiuti dell’oceano Indiano fu scoperto per la prima volta nel 2010, ed è il terzo in ordine di grandezza. Anche l’oceano Indiano soffre di “ipossia” a causa della contaminazione e si calcola che l’accumulo dei residui interessi una zona di circa 10 milioni di chilometri quadrati.

Mare Mediterraneo

Come si può immaginare, il Mediterraneo è il mare più inquinato del mondo. Le Nazioni Unite calcolano che ogni anno vengono riversati nel mare Mediterraneo 650 milioni di tonnellate di liquami, 129 mila tonnellate di oli minerali, 60 mila tonnellate di mercurio, 36 mila tonnellate di fosfati e 3.800 tonnellate di piombo. E dal momento che si tratta di un mare chiuso, secondo Greenpeace occorrono almeno 100 anni perché le sue acque possano rinnovarsi.

Mar Baltico

Situato tra l’Europa centrale e quella dell’est, il mar Baltico riceve soprattutto agenti contaminanti dalle strutture preposte all’estrazione di petrolio in mare così come dalle attività umane sulle sue coste.

Mar dei Caraibi

Purtroppo, anche se molti di noi potrebbero pensare il contrario, il mar dei Caraibi è uno dei mari più inquinati del mondo. L’estrazione del petrolio nel vicino Golfo del Messico, la pesca eccessiva e il cambiamento climatico, stanno distruggendo in modo irreversibile un ecosistema delicato ed unico al mondo.
Chi desiderasse saperne di più sullo stato dei mari nel mondo, può visitare la pagina web di TheOcean Project.

Fonte: IB Times


4 settembre 2015

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