lunedì 3 agosto 2015

Vi piacerebbe vivere per sempre?


La domanda è assurda, è vero, infatti sarebbe molto più corretto formularla in questi termini: vi piacerebbe vivere molto più a lungo dei classici 70/80 anni di vita media che abbiamo a disposizione(nel caso dei più fortunati)?

Ebbene, qualcuno si sta dedicando seriamente a fare tutto il possibile per scoprire perché invecchiamo e cosa possiamo fare per eventualmente invertire il processo d’invecchiamento. Abbiamo già parlato in passato del progetto “Calico”, l’azienda che si occupa di biotecnologie e che è stata recentemente acquistata da Google. Anche loro stanno lavorando a questo proposito.

Ora è il turno di un bizzarro scienziato inglese il quale è sicuro di avere identificato le ragioni per cui invecchiamo e promette che entro il 2035 sarà possibile avere a disposizione le prime terapie per invertire il processo. Lo studioso in causa è il britannico Aubrey de Grey.

Aubrey ha un aspetto decisamente insolito, barba e capelli lunghissimi e un abbigliamento da barbone (inteso nel senso di chi vive per strada). Tuttavia, il suo curriculum è di tutto rispetto. Vanta diverse lauree in materie anche molto diverse le une dalle altre, si dichiara un appassionato autodidatta ed ha ricevuto anche un riconoscimento importante da parte dell’Università di Cambridge per un lavoro relativo alla sua teoria dell’invecchiamento.

Sempre più coinvolto nel campo, il nostro scienziato si dedica attualmente a mettere a punto delle terapie per curare l’invecchiamento (che lui considera una malattia alla stregua delle altre), e dichiara provocatoriamente che è già nato su questo pianeta il primo essere umano che potrà vivere mille anni. De Grey lavora al progetto SENS (Strategies for Engineered Negligible Senescence), un gruppo di ricerca il cui obiettivo è mettere a punto terapie per prevenire l’invecchiamento.

Ma vediamo in cosa consiste la teoria di Aubrey sull’invecchiamento.

De Gray sostiene che l’invecchiamento sia dovuto sostanzialmente al fatto che nelle nostre cellule e molecole si vanno progressivamente accumulando dei residui (una sorta di spazzatura a livello molecolare) che derivano dal nostro metabolismo. Il nostro organismo non sarebbe in grado di eliminarli efficacemente. Ecco perché nel corso del tempo la macchina perfetta del rinnovamento cellulare si incepperebbe iniziando così il processo degenerativo.

La teoria di Aubrey de Grey si basa quindi sul fatto che le cause note dell’invecchiamento siano sempre le stesse da almeno trenta anni, e che appartengano a sette categorie di base: I rifiuti extra e intracellulari che non vengono rimossi, cellule morte e quelle dannose che non vengono sostituite, le mutazioni a livello di cromosomi e di mitocondri, e per ultimo, i legami extracellulari tra le proteine che causano irrigidimento arterioso.

A differenza del comune approccio che utilizza la gerontologia, de Grey sostiene che i tentativi di eliminare o rallentare l’accumulo di queste sostanze nell’organismo non sono la strada corretta. Perché prima occorrerebbe conoscere bene il metabolismo, e a questo proposito siamo ancora molto arretrati. Ma piuttosto,  sarebbe molto più opportuno mettere a punto delle terapie che riparino i danni prodotti dall’accumulo di questa spazzatura biologica, prima che questa abbia prodotto degli effetti irreversibili.
Secondo lui, sarebbe possibile portare indietro di 20/30 anni il nostro orologio biologico sottoponendoci a queste terapie ogni 30 anni circa. Così sarebbe possibile rinviare all’infinito (o quasi) la morte per vecchiaia.

Il nostro scienziato ha affermato che entro il 2035 sarebbe disponibile un primo pacchetto di trattamenti che potrebbe ridare ad un sessantenne il corpo di un trentenne, e che entro il 2050 le terapie saranno talmente avanzate da permettere un ringiovanimento anche di 50 anni.

A questo proposito, egli segnala che le prime terapie non saranno efficaci al 100% dato che saranno solo in grado di riportare indietro l’orologio biologico di alcuni decenni e non potranno essere riutilizzate sulla stessa persona con gli stessi risultati. Tuttavia, è convinto che con il tempo sarà possibile potenziare la terapia a tal punto che sarà possibile impedire all’infinito che l’organismo accumuli una quantità tale di questi residui e prevenire così l’insorgenza di patologie irreversibili. Allora, secondo lui, sarà virtualmente possibile vivere in eterno in carne ed ossa...

Che dire, una teoria interessante e stimolante. E probabilmente alcune delle cose che sostiene Aubrey de Grey sono vere, il fatto che il nostro organismo produca ogni giorno sostanze tossiche e rifiuti di ogni genere che possono causare gravi malattie, o addirittura la morte, non è un segreto. Ma senza essere un esperto, mi sento di dire che il problema dell’invecchiamento non è legato solo all’inquinamento cellulare, ai residui tossici o come si voglia definirli.

Il nostro organismo è una macchina, e come tutte le macchine è gestito da un programma che nel nostro caso (come in tutto il resto degli esseri viventi) si chiama DNA. Abbiamo, è vero, decodificato l’intero genoma umano. Cioè abbiamo letto tutti i codici in esso scritti. Ma è anche vero che non ne abbiamo capito molto, o almeno, secondo quanto affermano gli stessi addetti ai lavori, sappiamo solo a cosa serve una quantità compresa tra il 3 ed il 5% di questo genoma.

Questo significa che del programma genetico che decide alla nostra nascita come saremo, cosa faremo e come dovrà funzionare il nostro organismo per tutta la vita, conosciamo solo il 5%. Il restante 95% non sappiamo a cosa serva. Credo allora che sia più logico pensare che soprattutto in quel 95% di istruzioni genetiche che non conosciamo si nascondano le risposte al perché invecchiamo e, forse, anche le soluzioni per rallentare o invertire il processo.

Infine, anche quando fosse disponibile (e chissà, forse lo è già ma non ci viene detto) una terapia per invertire il processo d’invecchiamento, credo che prima sarebbe necessario mettere a punto un programma di educazione sociale molto efficace (e ti voglio vedere con la fauna di homo sapiens sapiens che c’è in circolazione) prima di offrire a tutti il cosiddetto “elisir di lunga vita”. Altrimenti è il caos...

Fonte: Xataca


3 agosto 2015

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